L'e-commerce di quartiere per aiutare i piccoli negozi: l'idea (vincente) di tre ragazzi

L'idea di tre giovani ragazzi di Roma, che durante il lockdown hanno messo in piedi Daje Shop, un market place online per ordinare e ricevere a casa la spesa: un modo per aiutare gli utenti e allo stesso tempo sostenere le piccole attività

Jacopo Gambuti, co-founder di Daje Shop

La crisi provocata dall'epidemia del nuovo coronavirus in Italia ha messo in ginocchio l'economia del nostro Paese, colpendo in maniera più violenta soprattutto le piccole e medie imprese, quelle che hanno pagato (e stanno pagando) più a caro prezzo l'arrivo della pandemia. Ma c'è anche chi, in questo periodo difficile, ha cercato di aguzzare l'ingegno, cercando di trovare soluzioni e idee innovative, ripensando le opportunità di lavoro e le dinamiche di vendita in base alle necessità e alle restrizioni imposte per fronteggiare l'epidemia. Come confermato dalla ricerca di #RestartItalia, un valido e fedele alleato in questa rinascita dalla quarantena è stato il web, infatti, il 70% degli imprenditori intervistati si è trovato d'accordo sul fatto che la digitalizzazione e l'innovazione potessero rivelarsi fondamentali per far ripartire la propria azienda, trasformando così la crisi in un'opportunità.

Daje shop, il market place di quartiere a Roma

Una di queste idee innovative è arrivata da tre giovani romani che, dopo l'inizio del lockdown, hanno pensato ad un servizio che potesse venire incontro alle necessità dei clienti, bloccati in casa, e allo stesso tempo aiutare i piccoli imprenditori. Da qui è nato Daje shop, un portale per agevolare gli acquisti e le consegne dei prodotti dei piccoli rivenditori. Per capire meglio come è nata questa idea abbiamo parlato con Jacopo Gambuti, co-fondatore insieme a Matteo Proietti e Alessandro Zonnino di Daje Shop: ''L'idea ci è venuta in mente dopo qualche settimana dall'inizio del lockdown. Dopo una ventina di giorni dalla chiusura totale ci siamo accorti che c'era una criticità nell'andare a fare la spesa: i clienti trovavano file interminabili nei supermercati e allo stesso tempo molte piccole attività erano vuote o chiuse, ed altre avevano enormi difficoltà nel lavorare su consegna''. 

In quel momento ai tre giovani si è illuminata la cosiddetta lampadina ed hanno pensato ad una nuova dinamica commerciale che potesse aiutare i piccoli negozianti: ''Un giorno - racconta Jacopo Gambuti - andando a fare la spesa nel quartiere di Monteverde a Roma, ci siamo accorti che i negozianti aperti avevano problemi nella gestione degli ordini telefonici e delle consegne. Allo stesso tempo nei gruppi social dei vari quartiere aumentavano i negozianti che pubblicizzavano i loro servizi di delivery''.

Poi è bastato fare 1+1: perché non fare un sito in grado di soddisfare queste necessità? ''Prima abbiamo sondato il terreno, postando sui gruppi social l'idea di fare un market place di quartiere. Visti gli ottimi feedback - ha proseguito il co-fondatore - in breve tempo abbiamo messo in piedi una piattaforma con Wordpress, in cui era possibile compilare la propria lista della spesa nei negozi che avevano aderito. Dopo il test iniziale, il 2 aprile il portale ha iniziato a funzionare: all'inizio avevamo soltanto sei attività convenzionate, adesso siamo arrivati a 27, tra cui ristoranti, piccoli negozianti, alimentari e servizi''.

Come funziona Daje Shop

Il funzionamento di Daje Shop è molto semplice: l'utente individua l'esercente da cui ha intenzione di fare acquisti, poi compila il suo ordine, aggiungendo nel carrello i prodotti che desidera. L'ordine viene poi processato e portato a termine, con il cliente che può pagare sia con carta che in contanti alla consegna. Per offrire un servizio ancor più completo, i ragazzi di Daje Shop hanno anche pensato a chi non si occupava di delivery: ''Abbiamo anche un nostro rider - spiega Gambuti - che possiamo offrire a chi non ha la disponibilità di effettuare materialmente la consegna. Ci sono alcune attività che hanno i loro fattorini, ma altre, che magari prima non avevano un servizio di consegna, decidono di usufruire del nostro rider''.

Un'idea nata con una forte identità di quartiere e focalizzata sul locale, ma l'obiettivo dei fondatori di Daje Shop è quello di perfezionare il servizio e allargare il raggio d'azione: ''Il prossimo passo sarà quello di automatizzare gli ordini e rendere più fluido tutto il processo. Poi, quando la “macchina” sarà rodata, potremo replicarla anche altrove, partendo dai quartieri vicini a Monteverde, aumentando anche il numero di attività convenzionate''. Albert Einstein diceva che senza crisi non ci sono sfide e che la crisi può essere una benedizione perché porta al progresso: a volte basta poco, basta l'idea giusta.

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