C'è ancora amianto in migliaia di scuole: "Per le bonifiche servono 240 milioni"

Sarebbero ancora circa 2.400 le scuole italiane a rischio amianto secondo i dati raccolti dall'Osservatorio nazionale amianto (Ona): inevitabile che scatti il campanello d’allarme

Striscioni e cartelli all'università di Torino "Palazzo Nuovo" denunciano la presenza di amianto in alcuni locali, 17 aprile 2015. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

Nonostante sia stato messo al bando ormai da 27 anni, sarebbero ancora circa 2.400 le scuole italiane a rischio amianto secondo i dati raccolti dall’Osservatorio nazionale amianto (Ona): inevitabile che scatti il campanello d’allarme, perché il problema riguarda un bacino potenziale di 350.000 alunni e 50.000 docenti coinvolti. Servono le bonifiche, non ci sono altre vie. Ma per bonificare tutti gli edifici c'è bisogno di 240 milioni di euro. L’indagine dell’Osservatorio nazionale sull’amianto è stata divulgata qualche giorno fa durante un convegno organizzato assieme al Coni, dal titolo “Sport e Scuola, Ambiente e Sicurezza: Via L’Amianto!”. L’Ona ha parlato di circa 150 nuove segnalazioni ogni anno dagli ultimi sette a questa parte. L’unica (parziale) rassicurazione arriva dal fatto che non sempre si tratta di materiale che ha già raggiunto la friabilità (per friabile si intende qualsiasi materiale contenente più dell’uno per cento di amianto che può essere sbriciolato o ridotto in polvere con la sola pressione della mano).

Amianto, gli ultimi dati ufficiali risalgono a 7 anni fa

"L’ultimo dato a nostra disposizione risale al 2012, ma da allora – spiega il presidente dell’Ona, Ezio Bonanni – ci sono arrivate altre segnalazioni e ad oggi la stima di 2.400 scuole è in difetto. Il problema reale è che manca una mappatura ufficiale che dovrebbe essere a carico delle Regioni e del ministero dell’Istruzione. Fortunatamente - aggiunge -non stiamo parlando di casi di friabilità, altrimenti andremmo incontro a una strage di ragazzini, ma anche quello compatto è pericoloso perché è stato messo in opera più di 26 anni fa. Il trascorrere del tempo, il cambio di stagione con il passaggio dal caldo al freddo e la pioggia incidono molto sul degrado dell’amianto”.

La mappatura ufficiale dovrebbe essere a carico delle Regioni e del ministero dell’Istruzione. Nel Lazio sono state censite 64 tonnellate di amianto compatto e 150 chilogrammi di amianto friabile. In Emilia Romagna nel 2005 l’amianto era presente in 431 scuole mentre al 31 dicembre 2016 si registravano “solo” 52 casi: passi avanti, ma non basta. Occorre fare di più. "Il primo problema da affrontare - ha detto Bonanni - è quello dei dati certi e aggiornati. Secondo l’Ona, l’unica regione ad avere dei numeri precisi è il Lazio che con l’Inail, il ministero della Salute e l’Istituto superiore di sanità, dal giugno 2012, ha dato avvio ad una mappatura degli istituti. Su 2.297 scuole contattate, 789 istituti hanno risposto mentre 1.508 non hanno partecipato alla compilazione della scheda”.

Per quel che riguarda le bonifiche, mancano linee di finanziamento nazionali per la bonifica dell’amianto nelle scuole. Un cambio di passo è auspicabile.

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Amianto, Malpezzi (Pd): "Più fatti e meno chiacchiere"

"I dati diffusi dall'Osservatorio nazionale amianto (Ona) fanno suonare un serio campanello d'allarme: 2.400 scuole a rischio con migliaia di studenti e docenti coinvolti. Il MIUR cosa intende fare per contrastare, in linea con i precedenti governi, questa vera e propria emergenza nazionale? Purtroppo, questo esecutivo ha soltanto tagliato sul comparto istruzione e non mostra nessun segnale di ravvedimento. Fa impressione che quelli che si professano amici dei cittadini, lascino che migliaia di loro rischino la propria salute nei luoghi che dovrebbero essere più sicuri: le scuole". Lo dice la senatrice del Pd Simona Malpezzi, vicepresidente del gruppo del Pd e componente della Commissione Istruzione.

"I governi di centrosinistra - prosegue Malpezzi - hanno stanziato ben 10 miliardi di euro (più di quanto non sia stato fatto nei vent'anni precedenti) per la messa in sicurezza dei tantissimi plessi vecchi e non adeguati alle norme, per il controllo dei solai pericolanti e per l'adeguamento alle norme per la salvaguardia della salute di studenti e docenti, tra cui la bonifica dall'amianto. In particolare, dal 2014 al 2016 sono stati realizzati 264 interventi di bonifica dell'amianto nelle scuole, per un totale di 62 milioni di euro di risorse impiegate a valere sui programmi 'scuole sicure' e 'mutui BEI'. E nel 2017 è stato pubblicato il bando Pon da 350 milioni che ha consentito agli enti locali di mettere in campo interventi volti, tra l'altro, all'ottenimento dell'agibilità, bonifica dell'amianto e di altri agenti nocivi. Il governo, per occuparsi della salute di studenti e docenti, potrebbe almeno utilizzare i soldi che gli abbiamo lasciato in dote. Più fatti e meno chiacchiere".

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"In Italia ci sono ancora 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto"

In Italia secondo i dati Ona "ci sono ancora 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto, 33 in matrice compatta e 7 friabile, in un milione di siti, di cui 50.000 industriali e 40 di interesse nazionale (di questi, 10 solo per amianto, da Fibronit di Broni e di Bari a Eternit di Casale Monferrato)" e "questa situazione sta provocando un fenomeno epidemico con 6.000 decessi ogni anno di mesotelioma (1.900), asbestosi (600), e tumori polmonari (3.600)".

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M5s: ""Il nostro è il Governo dell'ambiente e delle bonifiche"

I 16 milioni di euro che arriveranno alla Lombardia dal Governo per la bonifica dell'amianto dagli edifici pubblici sono "un'ottima notizia: usiamoli per le scuole", chiede il gruppo Movimento 5 Stelle in Regione. "Il nostro è il Governo dell'ambiente e delle bonifiche - sottolinea in una nota la consigliera M5S Monica Forte - Purtroppo in Lombardia sono ancora centinaia gli edifici scolastici pubblici che attendono di essere risanati. Grazie a una nostra interrogazione-denuncia, era emerso che 1.127 scuole hanno ancora manufatti in amianto e ben 78 un alto profilo di rischio, mentre 45 hanno un maggiore profilo di rischio. L'assessore Rizzoli ha dimostrato molta sensibilità su questo tema. Il suo lavoro, che abbiamo sollecitato in più occasioni trovando un'interlocutrice attenta, si sta concretizzando con un primo bando per l'edilizia scolastica molto attento alla rimozione dell'amianto. Da qui dobbiamo ripartire con un piano che dia priorità assoluta alle scuole, anche con le risorse fresche impegnate dal nostro Governo. Il problema della presenza di amianto in edifici che frequentano quotidianamente i nostri figli va risolto entro questa legislatura - esorta l'esponente pentastellata - E' assurdo che nel 2020 si parli ancora di bonifiche da amianto".

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