Coronavirus, rimpatrio per altri 9 italiani: ma ce ne sono 600 bloccati in Cina

Un volo dell'Aeronautica militare dovrebbe partire domani con a bordo 9 nostri connazionali e alcuni cittadini svedesi, danesi e greci. Sale il bilancio dei morti: a Wuhan è deceduto il primo cittadino statunitense

Foto di repertorio

Il nuovo coronavirus continua a mietere vittime. A Wuhan, la cittadina cinese da cui è partita l'epidemia, è deceduto il primo cittadino americano, un uomo di 60 anni. Mentre il bilancio dei morti ha superato quota 700, sarebbe stato organizzato un secondo volo per rimpatriare diversi cittadini europei da Wuhan, tra i quali nove italiani, in collaborazione con il Regno Unito. Un aereo britannico, infatti, dovrebbe assicurare la tratta Cina-Gran Bretagna, utilizzando l'aeroporto di Brize Norton. Domani mattina alle 5:30, inoltre, sarebbe prevista la partenza di un volo dell'Aeronautica Militare Italiana da Brize Norton, con a bordo 9 italiani, 7 danesi, 4 svedesi e 2 greci arrivati da Wuhan con l'aereo britannico. Il velivolo italiano dovrebbe atterrare alle 08:15, sempre di domani, all'aeroporto di Pratica di Mare. I nove italiani, sempre secondo quanto si apprende dalle agenzie di stampa, dovrebbero essere trasportati nella struttura di controllo allestita alla Cecchignola, mentre per i cittadini degli altri Paesi sarebbe previsto l'imbarco su aerei delle proprie nazioni per essere rimpatriati.

Coronavirus, il blocco dei voli Italia-Cina

Mentre alcuni nostri connazionali potrebbero fare ritorno a breve, sale la preoccupazione per gli altri italiani che si trovano ancora in Cina. Secondo il registro dell'Aire, l'Anagrafe degli italiani residenti all'estero, i nostri connazionali sul territorio cinese sono 11mila, a cui ne vanno aggiunti altri 600 che non risultano registrati perché in viaggio per periodi brevi. Chi era andato in Cina per una vacanza o per un viaggio di lavoro e poi si è trovato impossibilitato a tornare in Italia dopo l'inizio dell'epidemia.

I 600 italiani bloccati in Cina non possono fare ritorno in questo momento a causa del blocco dei voli diretti tra i due Paesi deciso dal premier Conte. Una decisione presa per precauzione, ma che sta facendo discutere. L'unica eccezione è stata fatta per un cargo che trasportava merci, che comunque trasportava materiale non contaminato e non contaminabile. Nonostante quella che potrebbe sembrare una parziale apertura, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha smentito l'annuncio di Pechino di una disponibilità italiana alla ripresa dei voli: ''Il blocco dei voli tra l'Italia e la Cina resterà fino a quando le autorità sanitarie lo riterranno opportuno. 

"Il tema del blocco dei voli – ha chiarito il titolare della Farnesina - è una misura che abbiamo preso  per affrontare l'emergenza nell'immediato e questa misura, finché le autorità sanitarie e quindi la comunità scientifica ci dirà che è opportuno tenerla in atto, continueremo a tenerla in atto".

Coronavirus, l'appello degli italiani bloccati

Gli italiani residenti a Hong Kong e Macao hanno lanciato un appello a riaprire i voli e i collegamenti diretti verso la Cina "Questa disposizione - dicono alcuni di loro all'Ansa - è veramente "una sciocchezza, perché attraverso vari scali, la gente, se vuole, dalla Cina in Italia ci arriva". Inoltre, "chiudere i voli diretti mette gli italiani che stanno a Macao e a Hong Kong più in pericolo. I rischi aumentano perché ci obbligano a prendere più voli, ad attraversare più Paesi, più aeroporti, ad entrare in contatto con più persone. E quindi questo mette più a rischio i cittadini italiani che devono tornare a casa". "Tutto questo - spiegano gli italiani in Cina - già sarebbe sufficiente per cancellare questa sciocchezza e rimettere i voli diretti".

Coronavirus, negativa la donna trasportata allo Spallanzani

Tra i 56 rimpatriati da Wuhan e in quarantena alla cittadella militare della Cecchignola, "una donna con sola congiuntivite, sebbene negativa al test di nuovo coronavirus 2019-nCoV, è stata trasferita, a titolo precauzionale, all'Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma per ulteriori accertamenti". Ne dà notizia il ministero della Salute.

Coronavirus, prima vittima Usa in Cina

E' morto a Wuhan a causa del coronavirus il primo cittadino statunitense dall'inizio dell'epidemia. Lo ha reso un portavoce dell'ambasciata americana a Pechino: "Possiamo confermare che un cittadino statunitense di 60 anni contagiato dal coronavirus è morto al 'Jinyintan Hospital'" il 6 febbraio. Inoltre, si sta indagando su un giapponese sui 60 anni che avrebbe contratto il virus e che sarebbe morto sempre a Wuhan. Secondo quanto ha reso noto il ministero degli Esteri di Tokyo, se il caso fosse confermato, si tratterebbe del primo giapponese. L'uomo era stato ricoverato in ospedale a Wuhan lo scorso 22 gennaio con una grave polmonite: l'ospedale aveva effettuato il test del coronavirus sul paziente e notificato i risultati alle autorità giapponesi, che non sono riuscite a stabilire con certezza se sia stato effettivamente contagiato.

Coronavirus, il bilancio delle vittime

Intanto con 86 nuovi decessi è salito a 722 morti il bilancio dell'epidemia in Cina. Lo ha reso noto la Commissione sanitaria nazionale cinese nel suo bollettino quotidiano, precisando che si registrano 3.399 nuovi casi confermati e oltre 4.200 sospetti. Secondo le autorità cinesi, 1.280 contagiati sono in condizioni gravi. I casi confermati in Cina dallo scoppio dell'epidemia sono 34.546. Sono inoltre finora 2.050 i pazienti contagiati che sono stati dimessi dagli ospedali cinesi: solo nelle ultime 24 ore sono state dimesse 510 persone, 298 delle quali nella provincia di Hubei, epicentro dell'epidemia.

Coronavirus, 64 contagiati sulla nave Diamond Princess

Intanto il ministero della Sanità di Tokyo ha reso noto che, con tre altri nuovi casi confermati, è salito a 64 il numero delle persone contagiate sulla Diamond Princess, la nave da crociera ormeggiata in quarantena al porto di Yokohama, in Giappone. Secondo quanto riferito dall'agenzia 'Kyodo', i nuovi contagiati sono due cittadini americani e un cinese. A bordo della nave si trovano circa 3.700 persone, tra cui anche 35 italiani.

Coronavirus, Hong Kong impone la quarantena

Giro di vite sugli arrivi dalla Cina a Hong Kong per prevenire la diffusione del coronavirus. Come evidenzia il sito della Bbc, le autorità della città hanno ordinato una quarantena obbligatoria di 14 giorni per tutti i passeggeri provenienti dalla Cina. I visitatori dovranno restare isolati nelle stanze di hotel o in appositi centri governativi. I residenti, invece, saranno costretti a rimanere nelle loro case. Le autorità di Hong Kong hanno annunciato che useranno dei braccialetti, simili a quelli che indossano i detenuti in libertà provvisoria, per monitorare i movimenti delle persone in quarantena. Chiunque violerà le nuove disposizioni rischia una multa fino a 3.200 dollari e una condanna a sei mesi di carcere.

Coronavirus, cinque casi in Francia: c'è anche un bimbo

Cinque nuovi casi di coronavirus in Francia: sono cittadini britannici e fra loro c'è anche un bambino, contagiati da un'unica persona, un altro britannico, di ritorno da un soggiorno a Singapore fra il 20 e il 23 gennaio, rimasto in Francia sono quattro giorni. Lo ha reso noto il ministero della Sanità a Parigi. I cinque pazienti, che si trovano in Savoia, non sono in condizioni gravi. Sono 11 le persone fino a ora contagiate dall'infezione respiratoria in Francia.

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