Il lato oscuro di Jorge Mario Bergoglio: "Colluso con la dittatura argentina"

Il nuovo Papa in una scheda fortemente critica sul suo passato. Era il 2006 quando il sito di Don Vitaliano della Sala, 'prete no global', ricostruì le macchie di chi oggi è chiamato a guidare la Chiesa Cattolica

"Il cardinale Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, presidente dei vescovi argentini, nonché tra i più votati, nel 2005, nel conclave Vaticano che ha scelto il successore di Giovanni Paolo II, è accusato di collusione con la dittatura argentina che sterminò novemila persone".

Inizia così un lungo articolo pubblicato sul sito del prete 'no global' Don Vitaliano della Sala, la scheda sul "passato oscuro" di chi, a distanza di 8 anni, è il nuovo Papa.

"Le prove del ruolo giocato da Bergoglio a partire dal 24 marzo 1976, sono racchiuse nel libro L’isola del Silenzio. Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina, del giornalista argentino Horacio Verbitsky, che da anni studia e indaga sul periodo più tragico del Paese sudamericano, lavorando sulla ricostruzione degli eventi attraverso ricerche serie e attente".

"I fatti riferiti da Verbitsky. Nei primi anni Settanta Bergoglio, 36 anni, gesuita, divenne il più giovane Superiore provinciale della Compagnia di Gesù in Argentina. Entrando a capo della congregazione, ereditò molta influenza e molto potere, dato che in quel periodo l’istituzione religiosa ricopriva un ruolo determinante in tutte le comunità ecclesiastiche di base, attive nelle baraccopoli di Buenos Aires. Tutti i sacerdoti gesuiti che operavano nell’area erano sotto le sue dipendenze. Fu così che nel febbraio del ’76, un mese prima del colpo di stato, Bergoglio chiese a due dei gesuiti impegnati nelle comunità di abbandonare il loro lavoro nelle baraccopoli e di andarsene. Erano Orlando Yorio e Francisco Jalics, che si rifiutarono di andarsene. Non se la sentirono di abbandonare tutta quella gente povera che faceva affidamento su di loro".

"Verbitsky racconta come Bergoglio reagì con due provvedimenti immediati. Innanzitutto li escluse dalla Compagnia di Gesù senza nemmeno informarli, poi fece pressioni all’allora arcivescovo di Buenos Aires per toglier loro l’autorizzazione a dir messa. Pochi giorni dopo il golpe, furono rapiti. Secondo quanto sostenuto dai due sacerdoti, quella revoca fu il segnale per i militari, il via libera ad agire: la protezione della Chiesa era ormai venuta meno. E la colpa fu proprio di Bergoglio, accusato di aver segnalato i due padri alla dittatura come sovversivi. Con l’accezione “sovversivo”, nell’Argentina di quegli anni, venivano qualificate persone di ogni ordine e grado: dai professori universitari simpatizzanti del peronismo a chi cantava canzoni di protesta, dalle donne che osavano indossare le minigonne a chi viaggiava armato fino ai denti, fino ad arrivare a chi era impegnato nel sociale ed educava la gente umile a prendere coscienza di diritti e libertà. Dopo sei mesi di sevizie nella famigerata Scuola di meccanica della marina (Esma), i due religiosi furono rilasciati, grazie alle pressioni del Vaticano".

"Alle accuse dei padri gesuiti di averli traditi e denunciati, il cardinal Bergoglio si difende spiegando che la richiesta di lasciare la baraccopoli era un modo per metterli in guardia di fronte a un imminente pericolo. Un botta e risposta che è andato avanti per anni e che Verbitsky ha sempre riportato fedelmente, fiutando che la verità fosse nel mezzo. Poi la luce: dagli archivi del ministero degli Esteri sono emersi documenti che confermano la versione dei due sacerdoti, mettendo fine a ogni diatriba. In particolare Verbitsky fa riferimento a un episodio specifico: nel 1979 padre Francisco Jalics si era rifugiato in Germania, da dove chiese il rinnovo del passaporto per evitare di rimetter piede nell’Argentina delle torture. Bergoglio si offrì di fare da intermediario, fingendo di perorare la causa del padre: invece l’istanza fu respinta. Nella nota apposta sulla documentazione dal direttore dell’Ufficio del culto cattolico, allora organismo del ministero degli Esteri, c’è scritto: “Questo prete è un sovversivo. Ha avuto problemi con i suoi superiori ed è stato detenuto nell’Esma”. Poi termina dicendo che la fonte di queste informazioni su Jalics è proprio il Superiore provinciale dei gesuiti padre Bergoglio, che raccomanda che non si dia corso all’istanza. E non finisce qui. Un altro documento evidenzia ancora più chiaramente il ruolo di Bergoglio: “Nonostante la buona volontà di padre Bergoglio, la Compagnia Argentina non ha fatto pulizia al suo interno. I gesuiti furbi per qualche tempo sono rimasti in disparte, ma adesso con gran sostegno dall’esterno di certi vescovi terzomondisti hanno cominciato una nuova fase”. È il documento classificato Direzione del culto, raccoglitore 9, schedario B2B, Arcivescovado di Buenos Aires, documento 9. Nel libro di Verbitsky sono pubblicati anche i resoconti dell’incontro fra il giornalista argentino e il cardinale, durante i quali quest’ultimo ha cercato di presentare le prove che ridimensionassero il suo ruolo. “Non ebbi mai modo di etichettarli come guerriglieri o comunisti – affermò l’arcivescovo – tra l’altro perché non ho mai creduto che lo fossero"".

25 COSE DA SAPERE SU BERGOGLIO

"Ad inchiodarlo c’è anche la testimonianza di padre Orlando Yorio, morto nel 2000 in Uruguay e mai ripresosi pienamente dalle torture, dalla terribile esperienza vissuta chiuso nell’Esma. In un’intervista rilasciata a Verbistky nel 1999 racconta il suo arrivo a Roma dopo la partenza dall’Argentina: “Padre Gavigna, segretario generale dei gesuiti, mi aprì gli occhi – raccontò in quell’occasione – Era un colombiano che aveva vissuto in Argentina e mi conosceva bene. Mi riferì che l’ambasciatore argentino presso la Santa Sede lo aveva informato che secondo il governo eravamo stati catturati dalle Forze armate perché i nostri superiori ecclesiastici lo avevano informato che almeno uno di noi era un guerrigliero. Chiesi a Gavigna di mettermelo per iscritto e lo fece”. Nel libro, inoltre, Verbistky spiega come Bergoglio, durante la dittatura militare, abbia svolto attività politica nella Guardia di ferro, un’organizzazione della destra peronista, che ha lo stesso nome di una formazione rumena sviluppatasi fra gli anni Venti e i Trenta del Novecento, legata al nazionalsocialismo. Secondo il giornalista, l’attuale arcivescovo di Buenos Aires, quando ricoprì il ruolo di Provinciale della Compagnia di Gesù, decise che l’Università gestita dai gesuiti fosse collegata a un’associazione privata controllata dalla Guardia di ferro. Controllo che terminò proprio quando Bergoglio fu trasferito di ruolo. “Io non conosco casi moderni di vescovi che abbiano avuto una partecipazione politica così esplicita come è stata quella di Bergoglio”, incalza Verbitsky. “Lui agisce con il tipico stile di un politico. È in relazione costante con il mondo politico, ha persino incontri costanti con ministri del governo".

Fonte: DonVitaliano.it →

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Commenti (14)

  • Avatar anonimo di paolo
    paolo

    E’ il momento che Verbitsky, oltre a dichiarare al mondo di avere le prove, le mostri queste prove. La stampa italiana, se di schieramento anticlericale, continua a citare il giornalista argentino, che a sua volta continua a citare il libro “El SIlencio” che ha scritto lui stesso. Se invece appartiene allo schieramento “papista” (termine improprio ma immaginifico) riesce solo a citare chi pensa esattamente il contrario. Per ora nessuno si è premurato di controllare nulla. Solo parole al vento. A quanto pare il giornalismo è sempre uguale a qualunque latitudine. D'altro canto, in favore di Bergoglio c'e' stata la testimonianza del nobel per la pace Adolfo Perez Esquivel, che racconta di molti dissidenti aiutati a fuggire, di biografi e di testimoni, che intervenne personalmente a favore dei prigionieri con i generali Videla e Massera. Ma ancora nessuno di loro è mai stato mostrato. Horacio Verbitsky è un editorialista del giornale argentino Página/12, è uno scrittore di valore, ha il merito di aver rivelato molte atrocità dei militari ed insegna alla Fundación para un Nuevo Periodismo Iberoamericano, fondata da Gabriel García Márquez. E' allora possibile che Bergoglio, che allora non era ancora vescovo (divenne vescovo ausiliare solo una decina di anni dopo la fine della dittatura), ebbe a muoversi prudentemente con una chiesa argentina spaccata in due, ma nessuno, nemmeno Verbitsky e la presidente Cristina (che e' in pessimi rapporti con il cardinale), ha insinuato che abbia collaborato con la giunta, ma semmai di non aver fatto di piu'. Critici piu' accorti di Verbitsky riconoscono a Bergoglio di aver parlato apertamente contro i crimini dei militari, ma di aver anche criticato la guerriglia comunista e montonera (il che in parte spiega la posizione della presidente). Proprio riguardo all'elezione di Bergoglio a capo della chiesa cattolica, Verbitsky ha dichiarato che si tratta di «una disgrazia per l'Argentina e per il Sudamerica», ipotizzando che il nuovo pontefice possa rivestire nei confronti del proprio continente un ruolo «simile a quello di Wojtyla verso il blocco sovietico del suo tempo». Brutta dichiarazione, che avrebbe fatto molto meglio ad evitare, perché mostra una eccessiva politicizzazione del pensiero e un sommesso rimpianto verso l’Unione Sovietica. Sarei curioso di sapere cosa ne pensano i polacchi di queste affermazioni. Ma non si può mai dire: forse anche loro rimpiangono Jaruzelsky.  Sta di fatto che storicamente, la posizione dei gesuiti in America Latina, non è mai stata favorevole alle giunte militari. Anzi sono state pesantemente osteggiate. Il resto è invece la storia di un lungo rapporto di disistima reciproca tra Bergoglio e i Kirchner al governo sin dal 2002. Horacio Verbitsky, il grande accusatore di Bergoglio, da tempo è considerato l'eminenza grigia dei governi Kirchner: se con Nestor era soprattutto un consigliere sul tema dei diritti umani, con la vedova Cristina si dice sia stato promosso a consigliere su tutto.  Un vero e proprio Rasputin presidenziale. E’ invece ormai evidente che giornali noti letteralmente come anti-papisti, soprattutto all'estero, non stanno affatto cavalacando Verbitsky. Segno che sanno più di quello che scrivono, mentre ancora ieri Verbitsky ha scritto che il papato del suo connazionale sarà un Ersatz , parola tedesca che signi@#?*%$ più o meno pappetta. Una cosa è certa: Bergoglio sarà per il giornalista argentino, meglio di re Mida: una vera e propria miniera d’oro.   Lui, il prelato che vive modestamente, della coppia al potere ha denunciato l'esibizionismo e gli annunci altisonanti. Dopo che si è battuto come un leone contro il matrimonio gay e l'aborto, perdendo entrambe le battaglie, è stato definito da Nestor Kirchner  «il diavolo in abito talare».  E Bergoglio non ha risparmiato frecciate verso la neopresidentessa, non ultima una brutta frase contro le donne in politica, ritagliata si su misura per la vedova divenuta presidente, ma forse proprio per evitare diatribe giudiziarie, è risultata genericamente offensiva e decisamente fuori luogo. Il carattere forse un po' sanguigno del prelato, ne può essere solo parziale giusti@#?*%$zione. Quando nel 2005, cominciò a ventilarsi l’ipotesi di una possibile candidatura di Bergoglio al soglio pontificio, apparve anche il capitolo a lui dedicato nel libro “El Silencio”, libro che non essendo ancora stato dato alle stampe, fu recapitato in forma di fotocopia ai cardinali elettori. Se la curia vaticana, che fino ad oggi ha avuto libero accesso agli archivi papali, non ha usato quelle stesse prove per affondare un candidato certamente non gradito, è cosa che mi lascia assai perplesso in merito loro fondatezza. Non è gente infatti da pelo sullo stomaco e la vicenda vatileaks, che aveva lo scopo di affondare un papa in carica, ne è la dimostrazione. Non mi stupirei affatto se anche Horacio Verbitsky decidesse di cambiare strategia. E le prove? Chissà se le vedremo mai. Il mondo intero gira sempre per lo stesso verso… e io la penso sempre di più allo stesso modo: libera Chiesa e libero Stato. 

  • Avatar anonimo di VINCENZO
    VINCENZO

    Purtroppo per l'uomo è più semplice s@#?*%$re la Chiesa e chi la rappresenta, anzichè fare discernimento e riflettere sul fatto che tutto ha un inizio e una fine, compreso tutto ciò che ci circonda. Anzichè mormorare continuamente se molti imparassero ad amarsi l'uno con l'altro, non ci sarebbero ne crisi, ne guerre, ne persecuzioni. Dovremmo tutti imparare ad amare di più il nostro prossimo e giudicare meno. Se ci amassimo tutti non ci sarebbe gente che ha fame e gente che invece ha la pancia piena. Se non ci fosse la Chiesa le cose andrebbero molto peggio e se non ci fosse Dio la nostra vita non avrebbe alcun senso.

    • Avatar anonimo di luca
      luca

      @Vincenzo: che vuol dire che tutto ha un inizio e una fine? che c'entra? inoltre, fino a prova contraria, se discernere vuol dire "valutare secondo la ragione", secondo la logica un cattolico o un credente, per definizione non ha bisogno di farlo, perché ha un dio che ha ispirato qualcuno a scrivere la verità assoluta (con tutte le aberrazioni e le istigazioni alla violenza che contiene la VOSTRA verità assoluta descritta nella bibbia che, casualmente non vengono citate). mentre un agnostico o un ateo non dà nulla per scontato. che c'entra il fatto di amarsi!? amare chi!? un tizio a capo di uno stato estero che non ha sottoscritto la dichiarazione universale dei diritti umani né la convenzione europea sui diritti dell'uomo? giudicare vuol dire esprimere un'opinione. e finché qualcuno si informa prima di esprimere quest'opinione. tu ti sei informato? in base a cosa parli? se non ci fosse la chiesa, ci sarebbero più libertà, senza contare il fatto che l'italia risparmierebbe quasi un terzo del pil che invece va a finire nelle casse di uno stato il cui reddito pro capite medio dei cittadini è di 400.000 euro all'anno. invece di uscirtene con st*****e del tipo "se ci amassimo tutti", pensa a un ateo o a un omosessuale che viene continuamente discriminato dai propri governanti che hanno deciso di fare tutto quello che dice il papa di turno. criminali. riguardo al tuo dio o a qualsiasi altra divinità che qualcuno ha inventato di sana pianta centinaia di anni fa per sottomettere popoli e giusti@#?*%$re guerre e massacri, grazie, sto benissimo senza. ma è fiato sprecato. siete sotto l'effetto di suggestioni. non vi servono né gli occhi né il cervello, visto che avete quello di cui avete bisogno: l'illusione di credere in dei valori (che non ha inventato certo il cristianesimo) incarnati da un tizio che ha scelto un nome altisonante per chi ignora la storia e praticamente tutto quello che gli sta intorno.

  • Avatar anonimo di eli
    eli

    ho letto l'articolo sopra e poi mi sono informata...allora Vitaliano della Sala all'epoca dei fatti citati avrebbe avuto 14anni...quindi parla per cose riportate almeno 30anni dopo circa quando ha fatto certe ricerche perché Horacio Verbitsky doveva scrivere un libro (anno 2005) dove svelava secondo lui molti misteri della chiesa!! le carte di cui si parla sono reperti del 77 e dichiarazioni fatte 30anni dopo riportate da persona a persona..... QUINDI LASCIO ANCORA LA PORTA APERTA AD ALTRE VERITA SPERANDO IN UN NUOVO PAPA VERAMENTE BUONO E GIUSTO!!

  • Avatar anonimo di Luca Dragonslave
    Luca Dragonslave

    É da anni che ho smesso di ascoltare questi cialtroni ed ho iniziato ad ascoltare Dio non gli uomini che ..dicono..di rappresentarlo ma eppure si arricchiscono e stuprano

  • Avatar anonimo di Ilaria
    Ilaria

    sono convinta che qualcosa di vero c'e'!!! ma sono altrettanto convinta che le motivazioni esistono. non e' facile portare il messaggio di Cristo in un mondo di uomini e a volte per salvare molti la Chiesa si trova a fare scelte che non riusciamo a ricondurre al messaggio cristiano. Io credo che la storia della Chiesa e' fortemente legata a quella dell'umanita' e non dimentichiamoci che siamo tutti uomini e come tali tendiamo all'errore. Pero' adesso basta, si bisogna fare pulizia, ma cerchiamo di ripartire da Cristo e dai tanti che rischiano la vita x Lui!!!! le polemiche alla fine stancano e non portano a nulla....

  • Avatar anonimo di Emidio
    Emidio

    Magari fosse vero! Una ripulita ci vorrebbe.

  • Avatar anonimo di Ivan
    Ivan

    Così i Gesuiti, Chierici con un loro Generale (il Papa Nero), ora hanno anche un Papa Bianco. Brutti Presagi per Apocalittici e Millenaristi!

  • Avatar anonimo di sonia
    sonia

    Mah... Inquietante e triste se è così!!! :-(

  • Avatar anonimo di filippo
    filippo

    Sparate..forza...attaccate.....tanto NON CADE..

  • Avatar anonimo di Elisabetta
    Elisabetta

    Aiuto!!! Se così fosse, alla faccia che e' Dio che indica la scelta del Papa!!!

  • Avatar anonimo di emanuela
    emanuela

    Inquietante...

  • Avatar anonimo di Mirian Gutierrez
    Mirian Gutierrez

    Sarebbe molto triste se tutto questo fosse vero...:-(

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