Ocean Viking, in trecento a bordo: "Non hanno mai vissuto in un luogo sicuro"

La testimonianza di Luca Pigozzi, medico di Medici Senza Frontiere a bordo della Ocean Viking

"A dieci giorni dal primo salvataggio della Ocean Viking sappiamo che l'attesa di poter scendere sulla terraferma potrebbe durare ancora". Inizia così la testimonianza di Luca Pigozzi, medico di Medici Senza Frontiere a bordo della Ocean Viking, la nave gestita in collaborazione con la ong francese Sos Mediterranee che giorni fa ha soccorso 356 persone, di cui 103 sono bambini o minori sotto i 18 anni, in maggior parte non accompagnati.

"Prima di essere soccorse, le persone trascorrono molte ore in mare su imbarcazioni del tutto precarie, senza dormire, senza acqua né cibo. Sono disidratate, deboli, soffrono di vertigini, ipotermia, ustioni causate dal carburante o dal sole".

"Oggi il nostro lavoro nella clinica di bordo si concentra sulle infezioni cutanee o delle vie respiratorie, le condizioni più comuni - spiega Pigozzi dalla Ocean Viking - Ma curiamo anche feriti di guerra – persone di nazionalità libica con schegge di granate a livello sottocutaneo – o adulti con patologie croniche come il diabete. Stiamo cercando di mantenere stabili le loro condizioni. A oggi abbiamo effettuato 130 visite mediche e 63 medicazioni di ferite. Facciamo del nostro meglio, ma siamo consapevoli che alcuni pazienti sarebbero curati meglio a terra".

Come sottolinea il medico italiano l’emergenza a bordo più importante è tuttavia quella psicologica. "Queste persone hanno subito e stanno subendo traumi importanti. In molti hanno subito torture o violenze sessuali in Libia. Oggi l’attesa dello sbarco, consumata in uno spazio confinato in mezzo al mare, non può che peggiorare le loro condizioni".

"La maggior parte dei minori a bordo non ha mai vissuto in un luogo sicuro, non sa cosa voglia dire giocare senza correre alcun rischio. Vivono nell’ansia e nell’incertezza, a volte abbiamo l’impressione che per loro questo stile di vita sia diventato “normale”. Ma normale non è".

Le operazioni della Ocean Viking sono gestite in collaborazione da MSF e SOS MEDITERRANEE. Nelle ultime settimane ha soccorso 356 persone, di cui 103 sono bambini o minori sotto i 18 anni, in maggior parte non accompagnati.

Il 13 agosto è stato richiesto a Italia e Malta di prendere il coordinamento e assegnare un porto sicuro di sbarco. Se Malta ha rifiutato di prendere il coordinamento, l’Italia non ha risposto.

"Stiamo interessando anche gli altri stati europei nel tentativo di trovare una soluzione tempestiva che garantisca lo sbarco in un porto sicuro per tutte le persone soccorse."

Migranti Open Arms, ultime notizie

In serata il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha offerto le navi della Guardia Costiera per portare in Spagna tutti i migranti che sono a bordo della Open Arms. Ad una condizione: che la Spagna faccia prima, a sua volta, un passo in avanti e tolga immediatamente la sua bandiera dalla nave della Ong.

"Ci siamo messi a disposizione con la Guardia Costiera per accompagnare la Open Arms in Spagna, per offrire supporto tecnico e per trasportare parte dei migranti a bordo di una nostra imbarcazione per il viaggio - ha sottolineato il ministro - ma la Ong ha incredibilmente rifiutato, con un atteggiamento che fa sospettare ci sia malafede da parte loro".

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