Cucchi, due carabinieri condannati a 12 anni per omicidio preterintenzionale

Stefano Cucchi morì il 22 ottobre 2009 mentre era in regime di custodia cautelare. La famiglia: "Ci sono voluti dieci anni di dolore, Stefano ora potrà riposare in pace"

Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, durante l'udienza per la sentenza in Corte d'Assise nei confronti di 5 Carabinieri imputati nel processo Cucchi, Aula Bunker di Rebibbia, Roma, 14 novembre 2019. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Stefano Cucchi, fu omicidio preterintenzionale. Oggi la Corte d’Assise di Roma ha condannato a dodici anni Alessio Di Bernardo e Raffaele D'Alessandro, i due carabinieri accusati del pestaggio del geometra 31enne arrestato il 15 ottobre del 2009 per droga e deceduto una settimana dopo all'ospedale Sandro Pertini di Roma. Per loro l'accusa aveva chiesto una condanna a 18 anni.

Cucchi, due carabinieri condannati a 12 anni per omicidio preterintenzionale

Assolto dall'accusa di omicidio Francesco Tedesco, l'imputato divenuto poi testimone che con le sue dichiarazioni ha fatto luce sul presunto pestaggio subito da Stefano Cucchi in caserma la notte del suo arresto: a suo carico rimane solo la condanna a due anni e sei mesi per falso. Stesso reato, quest'ultimo, che viene contestato a Roberto Mandolini, comandante interinale della stazione Appia: tre anni e otto mesi. Sono stati invece assolti dall'accusa di calunnia Vincenzo Nicolardi e Tedesco e Mandolini.

Stefano Cucchi, la sorella Ilaria: "Adesso potrà riposare in pace"

"Oggi ho mantenuto la promessa fatta a Stefano dieci anni fa quando l'ho visto morto sul tavolo dell'obitorio. A mio fratello dissi: 'Stefano ti giuro che non finisce qua'. Abbiamo affrontato tanti momenti difficili, siamo caduti e ci siamo rialzati, ma oggi giustizia è stata fatta e Stefano, forse, potrà riposare in pace". Così Ilaria Cucchi subito dopo la sentenza di primo grado del processo bis per la morte del fratello Stefano.

"Ci sono voluti 10 anni e chi è stato al nostro fianco ogni giorno sa benissimo quanta strada abbiamo dovuto fare. Ringrazio tutti coloro che non ci hanno abbandonato e ci hanno creduto, assieme a noi".

Questo il commento del legale della famiglia Cucchi, Fabio Anselmo: "Era una verità talmente evidente che è stata negata per troppo tempo. Io considero Mandolini corresponsabile quanto i due condannati per il reato. Vedremo le motivazioni della sentenza. La verità è che Stefano è morto per le percosse subite". 

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Cucchi, Antigone: "Finalmente si restituisce giustizia, verità e dignità a Stefano"

"E' una sentenza importante quella di oggi, che non ci fa gioire, così come non ci fa gioire nessuna condanna, ma che dopo dieci anni di battaglie restituisce giustizia, verità e dignità a Stefano Cucchi". A dirlo è Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, nel commentare la decisione del Tribunale di Roma che ha condannato a 12 anni di reclusione i due carabinieri imputati per la morte del ragazzo, avvenuta il 22 ottobre 2009 all'interno del reparto carcerario dell'ospedale Pertini. "All'indomani della morte di Stefano - dichiara Gonnella - avevamo contattato la sua famiglia e, insieme a Luigi Manconi, avevamo pubblicamente chiesto chiarimenti su cosa fosse accaduto a quel ragazzo che, finito nelle mani dello Stato in buone condizioni di salute, aveva subito mostrato segni di quelle che potevano essere violenze, che ora sappiamo essere state opera di alcuni appartenenti all'Arma dei Carabinieri e che ne hanno poi provocato la morte".

"Quel comunicato - prosegue ancora il presidente di Antigone - secondo il Pubblico Ministero fece partire il depistaggio che, se non fosse stato per il coraggio e la tenacia della famiglia e degli avvocati di Stefano, avrebbe anche potuto portare a spegnere ogni possibile verità sulla sorte del giovane su cui, nel corso degli anni, troppi hanno espresso pareri sprezzanti. Dunque questa - sottolinea ancora Gonnella - è una sentenza che restituisce piena dignità a Stefano Cucchi e alla sua famiglia, quella dignità che qualcuno ha tentato di togliergli".

Cucchi, un'assoluzione e 4 prescrizioni per i medici

Oggi è arrivata anche la sentenza dei giudici della Corte d'Assise di Appello di Roma per i cinque medici dell'ospedale Sandro Pertini coinvolti nella vicenda di Cucchi. Quattro prescrizioni e un'assoluzione. Nel dettaglio, i giudici hanno assolto per non aver commesso il fatto Stefania Corbi e prescritto le accuse per Aldo Fierro, Flaminia Bruno, Luigi De Marchis Preite e Silvia Di Carlo che si occuparono a vario titolo di Stefano Cucchi durante il ricovero nel reparto protetto. L’accusa per tutti era di omicidio colposo.

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