Caos in piazza San Carlo a Torino, un disastro annunciato

Uno spazio troppo angusto per le migliaia di tifosi giunte per assistere alla finale di Champions League tra Juve e Real, in cui c'era soltanto una via di fuga

Il disastro avvenuto a Piazza San Carlo a Torino la sera del 3 giugno durante la proiezione della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid, poteva essere evitato? Cosa è stato fatto e cosa è mancato? Trentamila persone strette in una delle piazze più auliche della città, con una sola via di fuga sostanziale, verso piazza Castello, perché l’altra verso piazza CLN, occupata dal maxischermo è un tappetto di cocci di bottiglie di vetro a terra. Il bilancio in seguito ad almeno due ondate di panico, è stato pesantissimo, 1527 feriti, e solo per un soffio non ci sono stati morti. E ancora sei sono i feriti ricoverati in ospedale. Ma nessuna misura eccezionale è stata presa in considerazione, così come sono state disattese le indicazioni del capo della polizia Franco Gabrielli. E la sindaca Appendino ieri in consiglio comunale lo ha confermato in estrema sintesi: abbiamo seguito la prassi, ha detto. Subito attaccata dalle opposizioni che le hanno ricordato come rispetto alla finale di Champions League del 2015 (quando fu previsto un analogo raduno di tifosi in piazza) la situazione si sia ulteriormente aggravata.

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Torino, oltre mille feriti ma è iniziato tutto così

LE ORDINANZE  In occasione dell’evento di pazza San Carlo risultano alcune ordinanze di limitazione della viabilità, la n.82330 e la n. 81983, e della sosta, la n. 82331, nelle zone limitrofe alla piazza. La delibera del 30 maggio 2017 poi dispone che venga installato il maxischermo, che sarà posizionato davanti alle due chiese, chiudendo così l’accesso da piazza Cln. Nel suo intervento di ieri in consiglio comunale, la sindaca di Torino Chiara Appendino, ha poi riportato la relazione del comandante della polizia municipale, che ha indicato l’impiego di 106 vigili in piazza, l’applicazione dell’ordinanza del questore che ha imposto la rimozione o la messa in sicurezza di tutte le strutture dei dehors, l’identificazione di 34 venditori abusivi di bevande , e poco altro.

“Come da prassi – ha proseguito Appendino – ricordo che la Commissione provinciale di Vigilanza, nella mattinata dell’evento ha verificato tutti i requisiti di sicurezza, comprese le vie di fuga e i dispositivi, e ha autorizzato Turismo Torino, soggetto organizzatore, ad effettuare l’evento”. Nulla si dice invece per quanto riguarda il divieto di vendita e detenzione di bevande in bottiglie di vetro. La sindaca lo ha spiegato così “Non sono stati adottati ulteriori provvedimenti di limitazione alla vendita di alimenti o bevande in vetro o lattine, anche alla luce della sanzionabilità della vendita abusiva comunque prevista dalle norme vigenti”. In sostanza il possesso delle bottiglie, eventualmente acquistate al supermercato vicino alla piazza, era perfettamente legittimo. Il regolamento di polizia urbana ne vieta la vendita dalle 23 alle 7 del mattino. Ma per le altre ore servirebbe un provvedimento specifico: “E’ facoltà della giunta – si legge – con propria deliberazione modificare l’arco temporale di applicazione dei divieti”. Se si tratta di provvedimenti per eventi o giornate specifiche, quindi delimitati nel tempo, non ci sono problemi di costituzionalità, così si era espresso due anni fa il segretario comunale Mauro Penasso, tuttora in carica.

LA PIAZZA  Oltre ai vigili in piazza c’erano 200 circa tra poliziotti e carabinieri. Filtri a campione di chi entrava in piazza, ma pochi abusivi con i carrelli pieni di bottiglie, bloccati. Come è stato sottolineato sui quotidiani non c’era un centro di coordinamento interforze. Non c’erano steward in piazza che avrebbero potuto supportare la sicurezza. C’era un solo punto di soccorso, un’ambulanza presa d’assalto, sul lato verso piazza Castello, non c’era un punto di raccolta per le persone disperse o ferite. Non c’era una via riservata ai mezzi di soccorso E almeno un centinaio di feriti sono stati portati via in autobus grazie alla decisione del capo dei vigili. C’erano gli accessi bloccati dalla piazza al parcheggio sotterraneo, che però ha continuato a funzionare tranquillamente attraverso gli altri imbocchi fuori dalla piazza. Un incidente nel sotterraneo, un motore in fiamme, lì sotto, avrebbero potuto scatenare altri disastri. Un solo maxischermo, anziché i due della scorsa manifestazione nel 2015, ha poi concentrato tutta la folla verso un unico punto della piazza.

COSA AVEVA CHIESTO IL PREFETTO GABRIELLI Nella circolare del capo della polizia Franco Gabrielli inviata il 25 maggio scorso, dopo l’attentato di Manchester, a questori e prefetti per potenziare le misure antiterrorismo nel Paese erano state indicate ulteriori misure in occasioni di eventi che attraggono “un elevato numero di persone”: predisporre “aree di rispetto e/o pre-filtraggio” per controllo degli accessi valutando anche l’installazione di barriere anti-auto, intensificare “con il massimo impegno le attività di prevenzione a carattere generale e di controllo del territorio”, con l’attuazione di “attenti servizi di vigilanza, anche a largo raggio, nelle aree interessate e lungo gli itinerari”. Dovrà esserci poi una “pianificazione accurata dei servizi, con sopralluoghi e verifiche congiunte, allo scopo di disciplinare tutte le attività connesse allo svolgimento dell’evento”. Per la protezione dell’area interessata si dovranno disporre poi “attenti controlli con frequenti ed accurate ispezioni e bonifiche, soprattutto dei luoghi in cui più facilmente possono essere celate insidie, mediante l’ausilio di personale specializzato e di adeguate attrezzature tecnologiche”.

SI CAMBIA Che le cose non abbiano funzionato, non lo nega più nessuno. E quindi la città si prepara ad adottare misure più stringenti. A Torino questa mattina si è svolto un vertice sulla sicurezza con il prefetto, il questore e i comandanti dei carabinieri e della Guardia di Finanza, ma nulla è trapelato sulle decisioni. E’ previsto poi un incontro del prefetto con la sindaca Appendino, che ha per ora annunciato una stretta sui venditori abusivi di bevande. La festa di San Giovanni del prossimo 2 giugno, sarà il banco di prova del nuovo corso.

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