Giulio Regeni, la verità è ancora lontana: "Fallimentare il rientro dell'ambasciatore"

I genitori del giovane ricercatore torturato e ucciso al Cairo usano toni durissimi nei confronti del governo, tornando a criticare la scelta di far tornare al Cairo l'ambasciatore: "Serve un immediato cambio di rotta". Il giallo dei video della metropolitana mai consegnati

"Sono trascorsi sei mesi dalla decisione del nostro Governo di rinviare l'ambasciatore al Cairo". Inizia così una nota firmata dalla famiglia di Giulio Regeni, il giovane brutalmente ucciso in Egitto a inizio 2016, e dall'avvocato Alessandra Ballerini.

Cosa è successo dopo il rientro dell'ambasciatore

"Noi, e con noi tutti quelli che in ogni angolo del mondo hanno a cuore la Verità sul sequestro, le torture e la morte di nostro figlio Giulio - si legge nel comunicato -, temevamo che questo gesto sarebbe stato interpretato come una resa incondizionata a quel potere che ha annientato Giulio e che occulta impunemente la verità da ormai due anni.

Ed in effetti l'ambasciatore Cantini non aveva ancora fatto in tempo ad insediarsi che le autorità egiziane, forti di questa 'normalizzazione dei rapporti' provvedevano a: oscurare il sito della Ecrf, l'Ong alla quale appartengono i nostri consulenti egiziani; arrestare in aeroporto l'avvocato Ibrahim Metwaly che stava recandosi a Ginevra invitato dall'Onu a riferire sulle sparizioni forzate e sul caso di Giulio (il legale è ancora in carcere, sottoposto a trattamenti inumani e degradanti); disporre una perquisizione ed un tentativo di chiusura della Ecrf".

Mai consegnati i video della metropolitana

"La decisione dell'invio dell'ambasciatore al Cairo del 14 agosto scorso - prosegue la nota - seguiva di pochi minuti il comunicato congiunto delle procure italiana ed egiziana nel quale si riferiva che: 'Come preannunciato sempre nel maggio scorso, è stata poi effettivamente affidata ad una società l'attività di recupero dei video della metropolitana e le attività stesse sono in corso. La Procura egiziana ha ribadito l'impegno a condividere i risultati raggiunti non appena la società incaricata depositerà l'esito del proprio lavoro' e si dava atto di aver 'concordato un nuovo incontro tra i due uffici da organizzarsi a breve per fare assieme il punto della situazione'.

Due anni fa la scomparsa di Giulio Regeni ma ancora non c'è un colpevole

In realtà i video della metropolitana non sono mai stati consegnati e, ad oggi, non si sa neppure se qualche e quale ditta sia stata incaricata del loro recupero. L'incontro tra le due procure poi, diversamente da quanto annunciato, non si è tenuto a breve, ma solo a fine dicembre su insistenza dei nostri procuratori che hanno consegnato ai colleghi egiziani 'una articolata e attenta ricostruzione dei fatti, effettuata dalla Polizia Giudiziaria italiana'. La Procura generale egiziana si era impegnata, come si legge nel comunicato del 21 dicembre scorso, a 'proseguire le indagini, sulla base anche delle ipotesi investigative formulate dai magistrati italiani'. Da allora non è stata registrata in realtà nessuna 'reazione' da parte della magistratura egiziana sulla informativa italiana che ricostruisce le precise responsabilità di nove funzionari di pubblica sicurezza egiziani perfettamente individuati".

"Atrocità commesse dal governo egiziano"

"Sono passati, da quel 14 agosto, altri sei mesi - ricordano la famiglia Regeni e il legale -. Le atrocità commesse dal governo egiziano, a dispetto della volontà di alcuni, non sono state dimenticate, non solo dal 'popolo giallo' ogni giorno più numeroso, ma dalle centinaia di altre famiglie che hanno subito e subiscono continuamente le sparizioni forzate dei loro cari. Se, come ci era stato garantito dal nostro Governo, l'invio dell'ambasciatore, doveva consentire il raggiungimento della verità processuale su 'tutto il male del mondo' inferto su nostro figlio, il fine evidentemente non è stato raggiunto e la missione in questo senso è fallita. Non è possibile normalizzare i rapporti con uno stato che tortura, uccide e nasconde oltraggiosamente la verità, se non a scapito della credibilità politica del nostro Paese e di chi lo rappresenta".

"Giulio Regeni non aveva alcun legame con l'intelligence, né inglese né italiana" 

"Crediamo sia necessario - concludono - un immediato cambio di rotta. Occorre alzare la voce e pretendere, senza ulteriori indugi, un incontro tra le due procure finalizzato all'immediata consegna dei video della metropolitana e alla concertazione di una strategia investigativa comune sulle nove persone già identificate come responsabili dai nostri investigatori e magistrati. Solo così la presenza dell'ambasciatore Cantini al Cairo non avrà il sapore di una resa ma acquisterà la dignità di una pretesa e, possibilmente, di una conquista di giustizia".

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Commenti (5)

  • La verità è solo una , avrebbe dovuto starsene a casa sua , nessuno mette in dubbio la sua volontà , e i suoi genitori dovrebbero desistere su questa verità , nel nostro paese è pieno di queste cose , figuriamoci in Egitto , sono d’accordo con stufo , e solo un illusione ottenere la verità

  • La verità,scomoda, è una sola:avrebbe dovuto starsene a casa sua a farsi i fatti propri,e di sicuro a nessun giverno interessa mettere n secondo piano relazioni internazionali per trovare chi ha commesso un reato che in quel paese costituisce realtà quotidiana....

    • Diciamo che non era proprio una gita di piacere ma vi è andato su indicazione del suo tutor che forse avrebbe potuto avvertire dei possibili rischi dell'indagine che stava svolgendo, e sappiamo tutti che i ragazzi quando fanno una cosa in cui credono non si fanno fermare da nessuno

      • La buona volontà del ragazzo non è in discussione,ci mancherebbe, però così come è vero che qua in Italia la giustizia è ridicola -e proprio per questo tutta la marmaglia viene qua-, altrettanto è risaputo quali rischi si corrono ad andare in certi paesi:i genitori avrebbero dovuto essere i primi a farlo desistere dall'idea,sperare che il nostro paese (che non riesce a far rispettare la legge in casa propria)riesca ad ottenere la verità è oggettivamente un'illusione...

    • governo...

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