Banche, "correntisti italiani al sicuro": ma in Europa è uno tsunami

Il premier Matteo Renzi rassicura: "Le difficoltà in Borsa riguardano solo gli azionisti". Ma dall'Ue arrivano dati preoccupanti: da gennaio l'indice delle banche europee ha registrato un crollo del 40%

Matteo Renzi e una "vittima" del salva-banche

ROMA - "I risparmiatori italiani e i correntisti italiani non hanno alcun problema, e per me questa è la priorità. Le problematiche sui mercati, le difficoltà della Borsa sono seguite con attenzione da tutti i governi e anche da quello italiano ma riguardano gli azionisti. A me importa che non ci sia alcun dubbio sulla tranquillità dei correntisti italiani". Il premier Matteo Renzi, in conferenza stampa dopo l'incontro, a Roma, con il premier svedese, Stefan Lofven, prova a rassicurare gli italiani. 

Io vivo con preoccupazione la situazione del credito in Europa. Il governo italiano naturalmente segue con grande attenzione la questione perché il nostro obiettivo non è tanto di intervenire per salvare le autorità bancarie ma i correntisti, e noi possiamo dire che siamo totalmente al sicuro.

DATI PREOCCUPANTI - Ma difficilmente le parole del premier, volte a rassicurare i risparmiatori, faranno dormire sonni tranquilli agli investitori. Sono i dati Ue a parlare: prima del crac Lehman Brothers, la tedesca Deutsche Bank valeva in Borsa 130 miliardi di euro, oggi supera di poco i 15 miliardi, quasi la metà di Intesa Sanpaolo ma soprattutto dieci volte meno di Bank of America e un abisso rispetto ai 230 miliardi di JP Morgan Chase. 

CRISI INFINITA - La crisi borsistica che investe le banche da inizio anno non riguarda solo gli istituti della penisola ma tocca tutta l'Europa. Da gennaio a oggi l'indice di borsa delle banche europee accusa un crollo intorno al 40%. Dal terremoto generale si salva soltanto Hsbc con una performance negativa di appena l'8%. Scorrere le quotazioni dei principali istituti di credito del Vecchio Continente sembra un bollettino di guerra. 

LE "NOSTRE" BANCHE E LE ALTRE - Mps da inizio anno ha perso il 75,8% con una accelerazione nelle ultime due sedute di Borsa. Tra le peggiori performance anche UniCredit che mostra una contrazione di circa il 60%, incalzato da banco Popular che ha lasciato sul terreno il 58%. Oltre il 50% la flessione del Credit Suisse, Deutsche Bank accusa un -43%, Royal Bank of Scotland ha mandato in fumo il 46%, più o meno come Intesa Sanpaolo mentre Commerzbank ha perso il 40%, UBS il 35%. Poco meglio gli istituti francesi con Societe Generale in calo del 34%, Credit Agricole -30% e Bnp Paribas -22%, in linea con le spagnole Santander e Bbva. Gli investitori abbandonano le banche e si spostano verso asset giudicati più sicuri, in primis i titoli di Stato dell'area Euro che beneficiano dell'ombrello da parte della Bce con il quantitative easing.

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