Banche "salvate", fondi esteri e nuova inchiesta

Mentre si avvicina l'apertura di una quarta indagine per "truffa", Bloomberg riporta la notizia che tre società di "private equity" starebbero pensando di rilevare almeno due delle quattro banche

ROMA - Partiamo da New York, casa della finanza mondiale: secondo quanto riporta Bloomberg, tre società - tre fondi di "private equity" - stanno valutando la possibilità di avanzare un'offerta per rilevare Banca Marche e Banca Etruria, i maggiori istituti di credito coinvolti nel decreto "salva-banche" varato dal governo Renzi. Il sito di informazione finanziario, però, non esclude che Apollo Global Management, Centerbridge Capital Partners e Anacap Financial Partners possano però avanzare un'offerta per tutte e quattro le banche coinvolte: si tratterebbe di un'operazione da un miliardo di euro.

POSSIBILE FUSIONE - Tra le ipotesi in campo, c'è anche quella della "fusione" di Banca Marche e Banca Etruria, anche se ancora è presto per poter anche solo immaginare un qualsiasi scenario: "Le valutazioni sono in una fase preliminare e non è detto che si traducano in un'offerta". L'affare riguarderebbe "quasi il 30 per cento dei 3,6 miliardi investiti in Banca delle Marche SpA, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio Sc, Cassa di Risparmio di Ferrara SpA e Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti SpA".

NICASTRO - Una notizia, quella data da Bloomberg, in un certo senso confermata dalle parole del nuovo presidente delle "quattro banche salvate", Roberto Nicastro, che in un incontro a Milano con la stampa, lo scorso 3 dicembre, non ha escluso "l'interesse per le banche italiane da parte di istituti internazionale o società di private equity".

SCANDALO ITALIANO - Intanto lo "scandalo italiano" si arricchisce di un altro capitolo: secondo quanto riporta il Corriere della Sera "i componenti del consiglio di amministrazione della Popolare, finita in default e poi salvata assieme a CariFe, CariChieti e Banca Marche, dovranno affrontare entro qualche giorno la procedura per le controdeduzioni prima dell’erogazione delle sanzioni. Si tratta di contestazioni formali che saranno notificate entro breve ai vertici di Etruria".

Nell’elenco ci sono l’ex presidente Lorenzo Rosi, l’ex vicepresidente Pierluigi Boschi, padre del ministro delle Riforme Maria Elena, e i consiglieri che hanno svolto l’intero mandato prima dell’arrivo del commissario. Tutti ritenuti responsabili della gestione che ha causato un "buco" nei bilanci di circa 3 miliardi di euro. Nella relazione finale degli ispettori di BankItalia si parla esplicitamente di "anomalie non rimosse" e si contestano numerose operazioni ed emolumenti concessi.

INCHIESTA PER TRUTTA - "Truffa ai danni di clienti": è questa l'ipotesi di reato di una possibile "quarta indagine" che la procura di Arezzo potrebbe aprire in seguito agli esposti presentati da Federconsumatori, Adusbef e Codacons. Secondo quanto si apprende, in procura starebbero solo aspettando gli esposti di singoli obbligazionisti per procedere. 

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