Chi sono i maggiori evasori fiscali in Italia

Mentre il governo sta lavorando a una serie di misure anti evasione, ecco i dati del rapporto sull'evasione fiscale e contributiva che accompagna la Nadef

Evasione fiscale, controlli della Guardia di Finanza. Foto di archivio Ansa

Chi sono i maggiori evasori fiscali in Italia? I lavoratori autonomi (e le imprese autonome), che nel 2017 sono riusciti a non versare il 69,6% dell'Irpef, pari a 32,1 miliardi di euro, raggiungendo il record degli ultimi sei anni. Su 46,1 miliardi di euro d'imposta che in teoria dovrebbero essere versati dalle due categorie, alla fine dei conti nelle casse dello Stato ne entrano soltanto circa 14 miliardi. I dati sono contenuti nelle tabelle del rapporto sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva, che accompagna la Nadef (Nota di aggiornamento al Def), ed elaborati dall'Adnkronos.

Nell'ultimo anno a disposizione per esaminare la propensione al "gap" nell'imposta (anno d'imposta 2017), si registra un incremento dell'1,6% rispetto al 2016. La media degli ultimi sei anni (periodo 2012-2017) mostra una percentuale solo di poco inferiore al record raggiunto nel 2017. L'evasione del lavoro autonomo si colloca al 68,3%, pari a 33,3 miliardi di euro. Nello stesso periodo esaminato (2012-2017), l'evasione media annua complessiva ammonta a 109,8 miliardi di euro, di cui 98,3 miliardi di tributi e 11,4 miliardi di contributi. Dei 98,3 miliardi di evasione fiscale totale, quindi, circa un terzo è riconducibile al lavoro autonomo (33,4%). Il dato va osservato anche alla luce della propensione al gap, inteso come 'buco' delle tasse non pagate, relativa alle entrate tributarie che in media è pari al 21,9%.

Limitando l'analisi al biennio 2016-2017, nel rapporto si sottolinea che si registra una riduzione del gap delle entrate tributarie (al netto del lavoro dipendente e della Tasi) pari a 1,1 miliardi di euro, ''imputabile principalmente alla diminuzione del gap dell'Irpef per il lavoro autonomo e impresa (-1,9 miliardi pari a -5,5%), parzialmente compensato dall'incremento del gap dell'Iva di 1,1 miliardi".

Quanti sono (e quanto dichiarano) i lavoratori autonomi

I lavoratori autonomi, secondo le dichiarazioni dei redditi relative all'anno d'imposta 2017, sono oltre 765.000 (-3,1% rispetto al 2016). Il 38% dichiara compensi da lavoro autonomo inferiori a 25.820 euro e solo il 5% dichiara compensi superiori a 185.920 euro. Il reddito da lavoro autonomo, pari a 32,2 miliardi di euro, ha un incremento dello 0,8% rispetto al 2016, mentre la perdita, pari a oltre 112 milioni di euro, aumenta dello 0,5%; il valore medio del reddito è di 45.130 euro (+4,0% rispetto al 2016). Se si considera il reddito medio complessivo il valore sale a 60.330 euro (+4,1% rispetto al 2016).

L'evasione fiscale delle grandi aziende è 16 volte maggiore di quella delle piccole

Spostando il discorso sulle aziende, l'entità dell'evasione contestata alle grandi imprese è 16 volte superiore a quella delle piccole aziende e dei lavoratori autonomi (nel 2017 era stata pari a 18). A dirlo è la Cgia di Mestre: dall'attività di accertamento svolta dall'Agenzia delle Entrate lo scorso anno sulle attività economiche emerge come la maggiore imposta media accertata per ogni singola grande azienda sia pari a poco più di un milione di euro, per la media impresa di 365.111 euro e per la piccola di 63.606 euro.

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"Questi dati ci dicono che la potenziale dimensione dell'infedeltà fiscale delle grandi aziende è enormemente superiore a quella delle piccole - sottolinea il coordinatore dell'Ufficio studi degli Artigiani di Mestre Paolo Zabeo -. Ovviamente, nessuno di noi auspica che il Paese si trasformi in uno Stato di polizia tributaria; tuttavia, una maggiore attenzione verso questi soggetti sarebbe auspicabile, visto che le modalità di evasione delle holding non è ascrivibile alla mancata emissione di scontrini o ricevute, bensì al ricorso alle frodi doganali, alle frodi carosello, alle operazioni estero su estero e alle compensazioni indebite. Reati, quest'ultimi, che non verranno nemmeno sfiorati dalle misure di contrasto all'utilizzo del contante che il Governo metterà a punto nelle prossime settimane".

Una tesi su cui concorda anche il segretario della Cgia Renato Mason: "Grandi o piccoli che siano, gli evasori vanno perseguiti ovunque si nascondino - rileva - . Tuttavia, se il nostro fisco fosse meno esigente, lo sforzo richiesto sarebbe più contenuto e probabilmente ne trarrebbe beneficio anche l'Erario. Con una pressione fiscale inferiore, molti che oggi sono evasori marginali diventerebbero dei contribuenti onesti".
 

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