Pensioni, c'è un nuovo problema e riguarda gli assegni di reversibilità

Secondo gli ultimi dati 5,9 milioni di italiani devono fare i conti con una pensione che non raggiunge nemmeno i mille euro. E se è vero che molti (nessuno come noi nell'Ocse) possono contare anche su una pensione di reversibilità, ora arriva una raccomandazione a "tagliare l'assegno"

In Italia quasi 5,9 milioni di persone vivono con una pensione che non raggiunge nemmeno i mille euro. È quanto emerge da uno studio dell'Unione europea delle cooperative Uecoop su dati Istat in relazione alle misure previste nella manovra finanziaria che mette in evidenza come più di un terzo dei pensionati deve fare i conti con spese che equivalgono a più del doppio dell'importo delle pensioni.

"A fronte di una spesa media delle famiglie italiane che arriva a 2.564 al mese - spiega Uecoop - oltre 1/3 dei pensionati resiste con meno della metà di tale importo, pagando bollette, abbigliamento, trasporti e soprattutto cure sanitarie e assistenza aumentati dell'8% che con l'avanzare dell'età diventano sempre più necessarie".

In 10 anni 5 milioni di non autosufficienti 

E sono proprio le difficoltà che incontrano i pensionati nell'affrontare le spese di ogni giorno a spingere Uecoop a chiedere iniziative di tutela da parte del Governo: "Il bisogno di assistenza è in costante aumento - sottolinea Uecoop - con la popolazione over 65 che entro il 2050 sarà di 20 milioni contro i 13,5 attuali mentre i non autosufficienti diventeranno 5 milioni nei prossimi 10 anni".

"L'invecchiamento progressivo della popolazione pone la sfida di un sostegno di qualità a lungo termine anche all'esterno del perimetro della famiglia con la necessità di potenziare un sistema di welfare che metta insieme il meglio del pubblico e il meglio del privato con il mondo cooperativo che sta già garantendo assistenza e cura, dentro e fuori le mura domestiche grazie a oltre 328 mila addetti sul territorio nazionale".

"Tagliate le pensioni di reversibilità"

Fra i paesi dell'Ocse, l'Italia è quello che spende di più per pensioni di reversibilità. Introdotte nel 1939 nell'ambito del cosiddetto "diritto della vedova", le  pensioni di reversibilità secondo le previsioni del Pension Outlook 2018 dell'Ocse assorbono nel nostro paese ben il 2,6% del Pil. Un dato che ci pone al vertice di questa categoria insieme ad altri due paesi mediterranei, la Grecia (2,6%) e la Spagna (2,3%).

Il nostro paese peraltro è fra i più 'generosi' anche per quanto riguarda le condizioni legate alla erogazione degli assegni di reversibilità. In Italia infatti non esiste un'età minima per ottenere questo tipo di pensione (con assegni al 60% della pensione del partner scomparso) laddove, ad esempio, negli Stati Uniti si parte dai 60 anni e in Lituania dai 63 anni, ovvero la normale età pensionabile.

Dall'Ocse arriva l'invito ad agganciare questa 'soglia' chiedendo di tagliare in pratica gli assegni ai superstiti più giovani dell'età pensionabile.

"In ogni caso, spiega l'Ocse, l'assegno di reversibilità andrebbe esteso alle unioni civili e alle forme di 'legami formali' ma non dovrebbe 'disincentivare' a partecipare al mercato del lavoro".

Una versione che non trova il consenso del segretario confederale della Cisl, Ignazio Ganga: "Troviamo sconcertante l'affermazione dell'Ocse per cui le pensioni di reversibilità potrebbero disincentivare la ricerca di un lavoro".

"Innanzitutto va detto che gran parte dei percettori di pensione di reversibilità sono cittadini e cittadine di età elevata che poco o niente hanno a che fare con le dinamiche del mercato del lavoro e semmai il problema Ocse andrebbe valutato nell'ambito dei cambiamenti della struttura della società italiana che registra un andamento (fortunatamente favorevole) rispetto all'aspettativa di vita".

Va ricordato inoltre che per effetto della legge Dini del 1995 l'importo delle pensioni di reversibilità in Italia è condizionato dal reddito, per cui più alto è il reddito del coniuge superstite meno questi prende per la reversibilità.

Il giallo del taglio delle pensioni d'oro

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Commenti (3)

  • La reversibilita' va tolta anche ex mogli che hanno mandato in miseria l'ex marito che gli ha passato gli alimenti in eterno ,e' ora di BASTAAA!!!!

  • Togliete reversibilità e basta. Dai oggi le donne lavorano come gli uomini. Reversibilità andava bene anni 40 o 50 qyando le donne non lavoravano

  • Si deve solo impedire la reversibilità alle vedove giovanissime di vecchi pensionati, anche se di seconde nozze, pratica sfruttata soprattutto da donne non di origine italiana.

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