Pil giù e Italia in recessione tecnica, Di Maio incolpa il Pd: "Ha mentito"

L'Istat ha diffuso i dati già anticipati ieri da Conte: prodotto interno lordo in calo per il secondo trimestre consecutivo. Il vicepremier: "Non siamo mai usciti dalla crisi". Ma per Cottarelli la recessione non è imputabile al governo precedente

Di Maio, Conte e Matteo Salvini

L'Italia è in recessione tecnica. Oggi l'Istat ha diffuso i dati già anticipati ieri da Conte. E la situazione non è così rosea. Tutt'altro. Nel quarto trimestre del 2018 si stima che il prodotto interno lordo sia diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e sia aumentato dello 0,1% in termini tendenziali. Lo rende noto l'Istat in un comunicato precisando che il quarto trimestre del 2018 ha avuto una giornata lavorativa in meno rispetto al trimestre precedente e due giornate lavorative in più rispetto al quarto trimestre del 2017. Nel terzo trimestre del 2018 il pil aveva registrato un calo dello 0,1% mentre nel secondo era cresciuto dello 0,1%. Nel primo trimestre del 2018 il pil aveva registrato una crescita dello 0,3%.

Italia in recessione, Di Maio: "Il Pd non ci ha mai portato fuori dalla crisi"

Insomma, tutto lascia pensare che l'Italia abbia imboccato la strada della recessione. A questo proposito ricordiamo che si parla di recessione tecnica quando il Pil cala per due trimestri consecutivi. Di chi è la colpa? Secondo Di Maio la responsabilità è del governo precedente e nella fattispecie del Pd. "I dati Istat di oggi - ha detto il vicepremier in conferenza stampa alla Camera - dimostrano un dato fondamentale e cioè che chi stava al governo prima ci ha mentito, non ci ha portato mai fuori dalla crisi". Con i dati Istat, ha aggiunto il vicepremier, vediamo "il fallimento di una intera classe politica che gli italiani hanno mandato a casa il 4 marzo". Di Maio ha comunque escluso l'eventualità di una manovra bis. "Non credo che ci sia bisogno di correggere le stime", ha risposto il vicepremier a chi gli chiedeva se, visti i dati del Pil, sia necessaria una manovra bis.

Il governo: "Italia in recessione per colpa dei governi precedenti"

Ieri fonti del governo avevano fatto sapere che "i possibili dati negativi sono il frutto di politiche economiche scellerate degli anni passati e di dati congiunturali non favorevoli". Dal momento che "la manovra del popolo"  è "entrata in vigore meno di un mese fa" tutto però è destinato a cambiare nei mesi a venire. Il premier Conte prevede che "ci sono tutti gli elementi per operare un riscatto e ripartire con il nostro entusiasmo soprattutto nel secondo semestre".

Cottarelli: "La recessione non è imputabile al governo precedente"

Non tutti ovviamente la pensano come i gialloverdi. Per Carlo Cottarelli, ad esempio, il "rallentamento che c'è adesso, questa recessione qui, non può essere colpa del precedente Governo".

Intervistato in diretta al Morning Show di Radio Padova, l'economista ha affermato dunque che quanto sostenuto da Conte e dall'esecutivo (ovvero che la recessione è frutto di politiche precedenti) non corrisponde a verità. "Quello che è vero è che i gialloverdi - aggiunge l'economista ex commissario alla Spending review - hanno ereditato dal passato cose un enorme debito pubblico, e da lì ci siamo portati dietro questa cosa che nessun Governo è riuscito a risolvere in maniera decisiva. Dopo il tentativo fatto negli anni novanta, con qualche risultato, di mettere a posto la finanza pubblica, poi con gli ultimi 15 o 20 anni non ci siamo mai riusciti". 

Confindustria: gennaio il mese peggiore, ora reagire

Il leader di Confindustria, Vincenzo Boccia, fa invece notare che "a gennaio avremo un rallentamento superiore a quello registrato nell'ultimo trimestre del 2018 dato il rallentamento della Germania. Bisogna aprire immediatamente i cantieri, partendo dalla Tav", dice bocciando per questo l'ipotesi di un referendum sulla Torino Lione. "Si dilaterebbero solo i tempi senza aiutare la crescita"

Secondo Boccia, dunque, bisogna "reagire subito al rallentamento dell'economia che a gennaio potrebbe vedere un calo maggiore di quello registrato a dicembre". 

I dati del Pil nell'Eurozona

Ma come vanno le cose al di fuori dei nostri confini? Il Pil dell'Eurozona nel quarto trimestre del 2018 è salito dello 0,2% rispetto al terzo trimestre e dell'1,2% rispetto al quarto trimestre del 2017. E' la stima preliminare di Eurostat. I dati sono in linea con il consensus, la media delle attese degli analisti. Secondo la stima flash, nell'intero 2018 il Pil dell'area euro è cresciuto dell'1,8%. Per quanto riguarda l'Ue a 28, la crescita è stimata allo 0,3% congiunturale e all'1,5% tendenziale nel quarto trimestre 2018, e all'1,9% per l'intero anno passato.

Ricordiamo che oggi l'Istat ha diffuso anche i dati sull'occupazione: gli occupati salgono i massimi dai livelli pre-crisi, ma rispetto ai due mesi precedenti a dicembre calano i posti fissi e aumentano autonomi e dipendenti a tempo determinato (qui gli approfondimenti). 

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