Reddito di cittadinanza, al via la "fase due". Le donne sono più degli uomini

L'area metropolitana di Napoli è quella che ha fatto registrare il maggior numero di richieste, il 9% dei potenziali beneficiari è straniero. Nei prossimi giorni l'Inps inizierà il vaglio delle domande presentate ai Caf

Foto di repertorio

Al via la fase due del reddito di cittadinanza. Con la fine del mese di marzo si chiude la raccolta delle domande e nei prossimi giorni l'Inps inizierà il vaglio delle richieste depositate o prenotate ai Caf. Sono oltre 600mila le persone che hanno fatto richiesta per ottenere il reddito di cittadinanza, mentre le domande incamerate dai Caf ammontano a 500 mila. Nel solo mese di aprile i Caf hanno registrato oltre 100.000 fissati agli sportelli.

Con oltre 68mila domande, l’area Metropolitana di Napoli è quella che ha fatto registrare il maggior numero di richieste. Un dato ampiamente atteso. Nella sola Campania le domande sono state più di 120mila. Il reddito ovviamente non sarà accordato a tutti coloro che ne hanno fatto richiesta.

In questa fase l’Inps dovrà appunto incrociare i dati del candidato con quelli delle banche dati su redditi, conti correnti etc, per accertare se il richiedente abbia effettivamente diritto all’assegno. I controlli saranno dunque a "monte". E’ stata eliminata la norma che invitava gli operatori dei centri per l’impiego a segnalare dubbi su dichiarazioni mendaci. Da metà mese l’Inps renderà disponibili gli esiti istruttori, quindi partirà la consegna delle card e finalmente a fine aprile scatterà l’erogazione del reddito.

Reddito di cittadinanza, le donne sono più degli uomini

E veniamo ai numeri. A fare il punto della situazione una nota della Consulta dei Caf che riporta una indagine effettuata su un camione di 10 città secondo la quale le domande presentate dai maschi sono state il 47% del totale mentre quelle delle donne il 53%. Ai Caf si sono rivolti poi l'8% di under 30, il 75% di cittadini tra i 30 e i 67 anni ed il 17% di potenziali pensionati.

Reddito, il 9% delle domande arriva da cittadinini stranieri

Confermata la platea dei richiedenti a maggioranza italiana, il 91% , contro il 9% degli stranieri, anch'essi residenti in Italia. Ci sono però anche tanti migranti che aspettano l'esito dei ricorsi. L'Associazione studi giuridici sull'immigrazione ad esempio si è già mossa, contestando una presunta violazione dell’articolo 3 della Costituzione: secondo l’Asgi l’obbligo di essere in possesso di un permesso di lungo soggiorno sarebbe discriminatorio, in quanto comporta un reddito minimo di 6 mila euro l’anno non richiesto agli italiani.

La mappa del reddito

Al Nord (Torino, Milano e Venezia) la suddivisione di genere è pari (un salomonico 50%), i giovani sono il 5%, le persone fino ai 67 anni il 77% e oltre a quell'età il 18%. Il dato degli stranieri, rispetto alla media nazionale, sale al 12% mentre l'88% è rappresentato da cittadini italiani e comunitari. Al Centro (Livorno, Grosseto e Roma), spiega ancora la nota della Consulta Caf, una differenza interessante è data dal numero di domande presentato dalle donne, ben il 58%, a fronte del 42% presentato dagli uomini.

I giovani al Centro sono il 4% (il dato più basso del panel) mentre gli over 67 sono il 23%, che risulta essere il dato più alto della rilevazione rispetto all'età. I richiedenti tra i 30 e i 67 anni sono il 73%. Anche il numero degli stranieri risulta essere il più alto: il 18% a fronte delle domande degli italiani e comunitari all'82%.

Al Sud (Napoli, Bari, Cosenza e Palermo) i giovani under 30 che sono andati agli sportelli dei CAF sono l'11%, gli over 67 il 13% e il 76% sono le restanti fasce d'età. Di poco prevalgono le domande presentate dalle donne, il 51% contro il 49% degli uomini, mentre viene confermato il dato più basso del panel relativamente alle richieste inoltrate dagli stranieri: sono solo il 3% rispetto al 97% di quelle depositate dagli Italiani e dai residenti comunitari nel nostro Paese.

Presentata la card n° 1 del reddito di cittadinanza (FOTO ANSA)

Reddito, "i Caf messi a dura prova"

Secondo Massimo Bagnoli e Mauro Soldini, Coordinatori della Consulta Nazionale dei Caf, "i CAF stanno rispondendo con la consueta capacità gestionale e, soprattutto, con l'attenzione e il rigore che portano a non penalizzare in alcun modo i cittadini, anche se saranno inevitabili dei disagi per coloro che nei prossimi giorni di rivolgeranno alle nostre strutture''. La capacità organizzativa dei Centri inoltre, concludono, "è stata messa a dura prova e solo l'ultra ventennale esperienza nell'assistenza agli utenti in tutta Italia ha consentito di erogare un servizio preciso e personalizzato e una fruizione dei Centri regolare e ordinata, vista la contemporanea affluenza per tutte le DSU per l'ISEE, richieste per molte altre prestazioni e la predisposizione della campagna mod. 730, che partirà tra pochissimi giorni".

Aspettando il reddito di cittadinanza, nel paese dove uno su due non lavora

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