Reddito di cittadinanza, doppio sequestro per i furbetti

Lavoravano ma percepivano il reddito di cittadinanza: la Guardia di finanza sequestra le loro attività commerciali. Sequestrate anche le carte prepagate sulle quali lo Stato accreditava loro le somme del sussidio

Reddito di cittadinanza, doppio sequestro per i furbetti del sussidio. Foto repertorio Ansa

Reddito di cittadinanza, arriva un doppio sequestro per i due presunti furbetti pizzicati pochi giorni fa a Palermo da un inviato del programma di Italia Uno "Le Iene". Ismaele La Vardera aveva incontrato due palermitani che oltre all'assegno mensile dallo Stato intascavano, secondo le accuse, i guadagni di un'attività commerciale. "Mi hanno dato 500 euro di reddito di cittadinanza", aveva spiegato uno di loro al telefono, raccontando di essere disoccupato da diversi anni e che di tre persone in famiglia nessuno lavorava.

L'altra persona aveva invece raccontato di prenderne 638. Quando la "iena" era andata a chiedere spiegazioni ai due sul luogo di lavoro, all'inizio avevano negato addirittura di stare lavorando. Poi uno di loro aveva reagito con minacce, schiaffi e calci. I due riparavano e affittavano biciclette in centro.

Reddito di cittadinanza, doppio sequestro per i furbetti del sussidio

Ora i finanzieri del Gruppo di Palermo hanno messo i sigilli alle due attività commerciali. Non solo, perché oltre al sequestro amministrativo dei locali è stato eseguito anche il sequestro probatorio delle carte prepagate sulle quali lo Stato accreditava loro le somme del reddito di cittadinanza fortemente voluto dal Movimento 5 stelle. Le indagini della Guardia di finanza sono nella loro fase iniziale. I finanzieri dovranno ricostruire la storia delle due imprese, accertando innanzitutto se fossero registrate, in regola con la documentazione e con il pagamento delle tasse. Allo stesso tempo dovranno analizzare gli incartamenti presentati al Ministero o all'Inps dai due e dalle loro famiglie per verificare anche in quel caso che sia tutto regolare e che non siano state fatte dichiarazioni false per aggirare la legge.

Cosa prevede la legge per i "furbetti" del reddito di cittadinanza

Solo allora sarà possibile stabilire se e quali reati abbiano commesso i due. La legge prevede pene molto severe per i cosiddetti "furbetti" del reddito di cittadinanza, anche la reclusione da due a sei anni per chiunque presenti dichiarazioni false, oppure ometta informazioni dovute. E' prevista invece la reclusione da uno a tre anni nei casi in cui si ometta la comunicazione all'ente erogatore delle variazioni di reddito o patrimonio, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio. In entrambi i casi, non solo è prevista la decadenza dal beneficio, ma chi ha frodato lo Stato dovrà restituire indietro quanto indebitamente percepito.

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