Attacco aereo su ospedale di Medici Senza Frontiere in Yemen: "Poteva essere un massacro"

La struttura è stata parzialmente distrutta ma per fortuna non si sono registrate vittime. Al momento dell'attacco tra i pazienti c'erano anche due neonati

Un ospedale gestito da Medici Senza Frontiere a Mocha, in Yemen sudoccidentale, è stato parzialmente distrutto ieri sera durante un attacco aereo che ha colpito gli edifici circostanti, tra cui un deposito militare. In quel momento erano presenti nella struttura circa 30 pazienti - tra cui due neonati - e 35 membri dello staff. Fortunatamente non ci sono state vittime e tutti sono stati rapidamente evacuati. La maggior parte dei pazienti stabili ha potuto lasciare l’area in modo autonomo, mentre alcuni pazienti critici, compresi i due neonati, sono stati trasferiti dalle équipe di MSF in un altro ospedale in città.

"È stata solo fortuna che nessun paziente o membro dello staff siano rimasti feriti nell’attacco. Poteva essere un massacro", dice Caroline Seguin, responsabile dei programmi di MSF in Yemen. “Con l’ospedale fuori uso, tutte le persone nell’area sono rimaste prive di cure mediche fondamentali, spesso salvavita". 

Bombe su ospedale di Msf in Yemen, la denuncia dell'organizzazione

Quello di Mocha è l’unico ospedale civile a fornire gratuitamente questi servizi medici nell’area di Mocha. Dall’inizio dell’anno sono stati 1.787 i pazienti ricoverati e 2.476 gli interventi chirurgici effettuati, compresi 201 parti cesarei. La struttura di MSF, che lavora in Yemen dal 1986, è stato gravemente danneggiato dalle esplosioni e dal fuoco divampato dopo l’attacco. La farmacia è stata incendiata e gli uffici sono stati distrutti, mentre devono ancora essere valutati i danni ad alcuni edifici tecnici tra cui quello che ospitava il generatore di corrente. Le finestre dell’ospedale si sono frantumate per la potenza delle esplosioni. In questo momento le attività mediche nell’ospedale sono state sospese e parte dell’équipe medica verrà trasferita ad Aden. Dato il rischio di ordigni inesplosi, sarà necessario sminare l’area prima che possa riprendere qualunque attività.

La localizzazione dell’ospedale era stata preventivamente comunicata a tutte le parti in conflitto e alle autorità ed era ben nota a tutti gli attori nell’area da quando è stato aperto l’ospedale, nell’agosto 2018, denuncia l'organizazzione, che ribadisce ancora una volta che tutte le parti in conflitto devono proattivamente prendere tutte le misure necessarie per salvaguardare le strutture mediche.

Una web serie per documentare come si svolge il lavoro dei medici in Yemen

MSF ha aperto l’ospedale di Mocha nel 2018 per fornire cure chirurgiche d’urgenza ai pazienti feriti a causa del conflitto o per altre emergenze chirurgiche, come i tagli cesarei in caso di parti con complicanze. A inizio anno Medici Senza Frontiere aveva diffuso una web-serie per raccontare la vita nell'ospedale, allora in piena attività, per mostrare come si svolge il lavoro dei medici in Yemen a pochi chilometri dalla linea del fronte.

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