Scontro sui migranti: così esplode la crisi tra Salvini e i 5 stelle

"Nell'ultimo mese sono arrivati in Italia più di 300 irregolari, servono fatti e non parole". "Se ti senti Maradona e poi giochi come un Higuain fuori forma...". Bordate a Salvini dal M5s: la tensione esplode sull'immigrazione. E intanto il leghista incontra Giorgia Meloni

Foto Ansa

Esplode la tensione nel governo, tra Lega e Movimento 5 stelle, sull'immigrazione. Ieri il duello plateale tra Salvini e Trenta sulla nave Alex, col ministro dell'Interno che ha prima accusato gli alleati di governo di averlo lasciato solo e poi ha risposto all'accusa del ministero della Difesa di aver rifiutato la collaborazione, cioè l'offerta di consentire a navi militari di portare i naufraghi fino a Malta (qui tutti i dettagli). I rapporti tra Matteo Salvini ed Elisabetta Trenta non sono mai stati idilliaci, ma quest'ultimo battibecco verbale è il segnale chiaro di una crepa nel governo.

"Il Truman Show dei migranti": Blog delle Stelle all'attacco

La tensione tra i due partiti di governo in tema migranti viene confermata oggi da un post pubblicato sul Blog delle Stelle dal titolo emblematico: "Il Truman show dei migranti", in cui si ricorda che mentre i riflettori sono puntati sulle Ong, centinaia di persone continuano a sbarcare sulla coste italiane e "nessuno ne parla". L'articolo parte con un attacco ai media per i riflettori accesi sui salvataggi operati dalle ong, in particolare al tedesco Der Spiegel che ha dedicato un numero a Carola Rackete, la capitana tedesca della Sea Watch3. Ma è impossibile non leggere tra le righe le stoccate a Salvini: "Si parla di ong ma gli sbarchi continuano. Servono fatti, non parole".

Carola "showgirl" e le ong traggono "profitti e pubblicità"

"I riflettori accesi sono quelli sbagliati - si legge sul Blog delle stelle -. Invece di parlare delle centinaia di migranti che continuano ad arrivare sulle nostre coste con i barchini fantasma, giornali come Der Spiegel reggono il gioco delle Ong, sul palcoscenico di un grande ‘Truman Show’ dell’ipocrisia ai danni dei cittadini italiani, delle leggi italiane e delle nostre Forze dell’Ordine. Un settimanale tedesco, che nel passato non ha perso occasione per insultarci, adesso elogia una “showgirl” che viola le nostre leggi rischiando di uccidere anche i nostri militari. Siamo alla più trash delle fiction".

Poi si citano alcuni numeri. "Nell’ultimo mese sono arrivati in Italia più di 300 irregolari e nessuno ne parla. Tutti sono invece concentrati a mitizzare false eroine che infrangono le norme italiane, mettendo a rischio la vita dei nostri militari. Questo è un gioco al massacro molto pericoloso perché, mentre tutti parlano delle Ong, sul nostro territorio arrivano decine e decine di piccole imbarcazioni indisturbate. Anche ieri, mentre tutti discutevano di 54 migranti sulla Mediterranea, poco prima nella notte, a Lampedusa, ne erano sbarcati 70. Nessuno se ne accorge però, la fiction è più forte della realtà. Siamo in un grande Truman Show, dove tutti fanno la parte della comparsa: i buoni o presunti tali, i cattivi o presunti tali. E gli italiani subiscono questa gigantesca presa in giro. Le Ong invece da questo palcoscenico traggono solo profitti e pubblicità".

Ad alimentare questa "fiction" - come la chiama il Movimento 5 stelle - contribuisce però indubbiamente anche il ministro Salvini, tra l'ossessione delle dirette Facebook quotidiane per lanciare invettive contro le ong e le accuse di ieri fatte agli alleati dell'esecutivo ("Io lasciato solo nel governo").

Perché il caso della nave Alex a Lampedusa ha aperto una crepa nel governo

migrants show blog delle stelle-2

Il blog ricorda anche l'emendamento sulla confisca delle navi: "Che senso ha rilasciare interviste o andare in tv se poi queste navi tornano in mare per provocare nuovamente il nostro Paese? Servono fatti, non parole. E con la nostra proposta mettiamo un punto: se forzi le leggi dello Stato italiane, ti confischiamo l’imbarcazione. Una, due, tre volte, fin quando non hai più risorse per comprarne altre. Questa situazione non può continuare, perché ne conosciamo benissimo i rischi concreti: business sulla pelle dei migranti, con i soldi degli italiani e, magari, con la manina della criminalità organizzata. Giusto per fare un esempio"

"Smettiamola di esaltare le gesta di capitane che si fanno pubblicità a spese nostre e stanno lì solo per assecondare un braccio di ferro politico. Facciamo le opportune distinzioni tra chi oggi fa gli interessi degli italiani e chi, in passato, si è fatto soltanto i propri, con gravissime responsabilità. Guardiamo in faccia la realtà: c’è da difendere il Paese dagli sporchi affari di scafisti che continuano a trafficare sulle nostre coste!".

Secondo Manlio Di Stefano, sottosegretario di Stato al Ministero degli affari esteri ed esponente di spicco del Movimento 5 stelle, sulla questione migranti "ci si aspetterebbe dai colleghi di governo, soprattutto, un po' di rispetto. E invece per qualcuno l'orgoglio sembra essere più forte di qualsiasi altra cosa. Più forte della verità stessa".

"Nelle ultime 48 ore abbiamo assistito alla fiera dell’ipocrisia - scrive Di Stefano in un lungo post su Facebook -. Tutto il mondo concentrato sui 54 migranti della Mediterranea, mentre nella notte ne erano già sbarcati più di 70 a Lampedusa con piccole imbarcazioni. Di fronte a un’emergenza tale le parole non bastano e i nodi vengono tutti al pettine".

"Se ti senti Maradona e poi giochi come un Higuain fuori forma..."

L'attacco a Salvini è evidente. "Gli sbarchi sono aumentati e stanno aumentando - continua il sottosegretario -. Nel tentativo di nascondere l’evidenza, ieri qualcuno è arrivato ad attaccare direttamente i propri colleghi di governo inciampando, nuovamente, in una gaffe dietro l’altra. Si è chiesto l’intervento della Marina in acque italiane, ma è la Guardia di Finanza a svolgere le funzioni di polizia del mare. Dunque il Ministero dell’Economia, non la Difesa. Ci si è lamentati di non aver ricevuto alcun sostegno, ma è stato il Viminale a rifiutare la proposta della Difesa di trasbordare i migranti a Malta e su questo ci aspettiamo delle spiegazioni. Vedete, il problema è sempre lo stesso: se vuoi fare tutto da solo e non passi mai la palla, se tieni lo sguardo fisso a terra senza accorgerti mai dei tuoi compagni, in porta non ci arrivi mai. Se ti senti Maradona e poi giochi come un Higuain fuori forma è un serio problema, perché di mezzo c’è il Paese. Non si può dire che è sempre colpa degli altri. La sicurezza delle nostre coste non è uno scherzo. Non sono le interviste o le comparsate in TV a risolvere l’emergenza. Serve giocare da squadra, serve fare le cose".

"Serve giocare di squadra...", ma Salvini incontra Meloni

Giocare di squadra, ma con chi? Mentre sui migranti esplode la tensione tra alleati di governo, a quanto apprende l’AdnKronos Matteo Salvini e Giorgia Meloni avrebbero avuto nelle ultime ore un lungo colloquio "che sarebbe servito per rinsaldare i rapporti tra Lega e Fratelli d'italia" e a "fare il punto sugli scenari futuri, dopo gli ultimi risultati elettorali, in Ue e alle comunali". Nonostante bocche che restano cucite negli staff del leader del Carroccio e della presidente di Fdi, pare che il colloquio abbia avuto luogo sabato a Milano, dove entrambi i leader hanno partecipato a un evento della Coldiretti.

Trapela da fonti ben informate che per entrambi i leader "il confronto è stato costruttivo". A far piazza pulita dei rumors di malumori, legati prima alla competizione elettorale europea, ma soprattutto alla contrarietà, mai nascosta, della Meloni alla scelta di Salvini - ribadita pure nel corso del faccia a faccia - di proseguire con il governo gialloverde. I due restano su sponde diverse: certo, con Salvini sempre più uomo-governo e la Meloni all'opposizione. Ma di spazio elettorale sembra essercene ancora a disposizione per entrambi, senza doversi fare la guerra. Gli analisti dei due partiti hanno in mano i numeri che dimostrano come ai due schieramenti sovranisti made in Italy non conviene farsi la guerra.

E anche i flussi di militanti e dirigenti da Via Bellerio a Roma e viceversa non sono così preoccupanti: Salvini e Meloni hanno avuto modo di guardare avanti. Visto che il leader della Lega avrebbe ribadito nel colloquio che non è previsto alcun voto a breve e che questo governo farà la finanziaria, tagliando le tasse agli italiani. Anche se gli sviluppi delle ultime ore, legati al problema dei migranti, con Salvini che lamenta di essere stato “lasciato solo nel governo”, potrebbero accelerare una rottura con i 5 Stelle.

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