L'ultimatum di Renzi: "Conte decida, pensi all'economia o farà a meno di noi"

Il leader di Italia Viva torna ad attaccare il presidente del Consiglio

"Ora siamo fuori dall'emergenza" e dobbiamo "ripartire perché ogni giorno di ritardo provoca licenziamenti e fallimenti. Ripartire in sicurezza, ma ripartire". Lo dice in un'intervista al Corriere della Sera il fondatore di Italia Viva ed ex premier Matteo Renzi, spiegando che il suo "appello a Conte è semplice: decidi. Se il premier sceglie il populismo, farà a meno di noi. Se sceglie la politica seria, ci saremo. Tocca a lui, non a noi decidere".

Renzi, dunque, mette in dubbio l'appoggio di Italia Viva al premier Conte. E non è la prima volta: pochi giorni fa l'affondo in Senato, con gli stessi toni e le medesime argomentazioni. Difficile, tuttavia, immaginare una crisi di governo con l'emergenza coronavirus che - benché entrata in fase 2 - è tutt'altro che finita. L'intento sembra più quello di far pressione sul presidente del Consiglio anche per via del piano famiglie che proprio dalla renzianissima ministro Elena Bonetti è stato stilato.

Renzi dice di essere "terrorizzato che ci sia una decimazione delle donne che lavorano: i figli a casa sono un problema per la società, non solo delle mamme. Qualcuno dovrà pur dirlo". "Sblocchiamo i cantieri fermi, che cubano oltre cento miliardi: questa è la priorità, non i Dpcm che danno ai poliziotti la verifica sui fidanzamenti", aggiunge Renzi secondo il quale è in atto una crisi "economica, non politica" che divide "chi ha un posto di lavoro sicuro" che "soffre gli effetti della quarantena" ma "va avanti perché alla fine del mese ha uno stipendio garantito", e "milioni di italiani, commercianti, piccoli imprenditori, operai, partite iva, professionisti che sono disperati perché sommano ai timori del virus l'angoscia dello stipendio. Iv chiede a Conte di occuparsi di loro".

Intervistato da Maria Teresa Meli, Renzi infine parla di pieni poteri del premier: "Questo governo è nato come risposta a Salvini che voleva i pieni poteri. Per non darglieli abbiamo accettato persino di fare l'accordo con i Cinque Stelle. Ma non è pensabile che i pieni poteri li possiamo dare a qualcun altro solo magari perché usa modi più garbati". E conclude: "In Senato ho detto in faccia al premier che non siamo più al tempo delle costituzioni ottocentesche, con le libertà concesse dal sovrano. Basta con i Dpcm incomprensibili".

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