Apple chiude i suoi negozi in tutto il mondo tranne che in Cina

I medici cinesi bacchettano l'Italia: "Per strada ci sono ancora troppe persone e comportamenti da migliorare". Intanto a a Wuhan nelle ultime 24 ore si sono registrati solo 4 casi, ai minimi assoluti.

FOTO ANSA/LUCA ZENNARO

Prosegue il trend positivo delle guarigioni in Cina, a Wuhan solo 4 casi, ai minimi assoluti. Anche per questo Apple ha deciso di chiude tutti i suoi negozi nel mondo, a eccezione dei 42 Store in Cina che la compagnia ha riaperto ieri.

Lo annuncia il Ceo di Apple Tim Cook su Twitter. "Nei nostri luoghi di lavoro e nelle nostre comunità, dobbiamo fare tutto il possibile per prevenire la diffusione del Covid-19. Apple chiuderà temporaneamente tutti i negozi al di fuori della Cina fino al 27 marzo, e si impegna a dare 15 milioni per aiutare la guarigione in tutto il mondo".

Una spiegazione della misura arriva dai dati che arrivano dalla Cina. La commissione nazionale della Salute (Cns) ha confermato il consolidamento, nell'ultima settimana, del trend decrescente dei contagi da coronavirus nel paese da cui ha avuto origine l'epidemia.

La maggior parte delle località del paese corre "un basso rischio di diffusione del virus". A Wuhan, epicentro dell'epidemia, il 72,9% dei pazienti è stato dimesso. La proporzione di quanti sono guariti in tutta la provincia di Hubei è del 92,7%, mentre per tutta la Cina si arriva al 97,3%. L'ultimo bilancio registra 13 nuove vittime per un totale di 3.189 decessi e 11 nuovi contagi per un totale di 80.824. Il numero di casi gravi è sceso da 3.610 a 410.

Coronavirus, i medici cinesi bacchettano l'Italia

Intanto è iniziata la missione italiana dei medici cinesi, e arrivano i primi rimproveri: "Da quanto abbiamo potuto vedere fino ad ora, e in base alla nostra esperienza, per strada ci sono ancora troppe persone e comportamenti da migliorare". Secondo quanto riporta 'la Repubblica', nella cronaca di Roma, è quanto hanno dichiarato Liang Zongan e Xiao Ning, rispettivamente professore di medicina polmonare all'ospedale di Sichuan e il vicedirettore dell'Istituto Nazionale delle malattie parassitarie e del centro nazionale per la prevenzione, ieri in visita alla Croce rossa di via Ramazzini insieme all'ambasciatore Li Junhua, al ministro degli Esteri Luigi Di Maio e a Francesco Rocca, presidente Cri.

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Arrivati due giorni fa, i due medici fanno parte della delegazione di esperti arrivati dalle zone rosse della Cina.

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"In questi primi giorni di permanenza nella Capitale — proseguono Zongan e Ning — ci confronteremo con medici, ricercatori, infermieri dei diversi ospedali della città. Poi andremo al Nord. In base alle prime valutazioni, ci sono atteggiamenti da migliorare: non tutti coloro che stiamo vedendo in strada portano le mascherine o le portano in maniera corretta. Bisogna poi aprire le finestre ed evitare assembramenti. Solo se tutti rispetteranno in maniera rigorosa queste indicazioni il 3 aprile se ne potrebbe uscire".

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Fonte: Ansa →

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