Elena, disabile prigioniera sul binario: "L'ascensore è chiuso per ferie"

"Sono stata scaricata a mano sul binario - continua la pendolare - ma per uscire dalla stazione c'è un sottopassaggio con scale e ascensore". E quest'ultimo era bloccato perché la centralina è gestita dal bar della stazione che è chiuso per ferie

Elena, una donna disabile, è rimasta per più di due ore "prigioniera" sul binario della stazione di Poggibonsi.

Sulla sua sedia a rotelle, è rimasta bloccata sulla banchina. Il treno infatti non è stato incanalato nel binario giusto e l'ascensore del sottopasso, senza rampe, era fuori servizio. E' Repubblica Firenze a raccontare la sua storia.

Il viaggio di Elena inizia, non senza problemi, da Pisa alle 12.54. Poi il cambio a Empoli e l'arrivo a Poggibonsi alle 14.40 dove il carrello elettrico per il trasporto dei disabili è stato montato solo un anno fa, proprio dopo le sollecitazioni e le richieste della ragazza.

"Ma invece che sul binario 1, quello su cui è stato posizionato il carrello - racconta Elena Papaleo - il treno è stato fatto entrare in stazione dal binario 2". L'errore, secondo quanto spiegato dalla Sala Blu (che dalla stazione di Firenze Santa Maria Novella si occupa dell'assistenza ai viaggiatori con disabilità o problemi di mobilità) ad Elena, sarebbe stato commesso dalla Sala di servizio di Siena. "Sono stata scaricata a mano sul binario - continua la pendolare - ma per uscire dalla stazione c'è un sottopassaggio con scale e ascensore". E quest'ultimo era bloccato perché la centralina è gestita dal bar della stazione che è chiuso per ferie.

Elena racconta ancora che "L'operatore di Rfi che mi ha accompagnato ha richiamato più volte la Sala ma nessuno ha saputo darmi spiegazioni. Solo dopo due ore di attesa un passante è corso a casa del barista che è subito venuto a riattivare l'ascensore".

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Tanta è stata la rabbia che Elena ha anche pensato di presentare una denuncia: "Io rispetto le regole, prenoto con due giorni di anticipo, salgo sui treni che loro mi "obbligano" a prendere, non ho la libertà di partire quando ne ho voglia - dice - pago il biglietto senza occupare neanche il seggiolino. Pretendo almeno, da chi gestisce il trasporto ferroviario, il rispetto delle persone".

Fonte: Repubblica Firenze →

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