Il Parlamento approva la norma 'salva-sindaci', ok alle doppie poltrone

Con un blitz notturno è stato dato l'ok all'emendamento trasversale Pd-Pdl-Sel al decreto "del fare" (sul quale il Governo metterà la fiducia) che mira a salvaguardare i doppi incarichi dei parlamentari che guidano anche i Comuni

Non c’è cosa più coriacea dell’istinto di sopravvivenza. Ce l’ha l’uomo, ce l’ha la casta, che è fatta di uomini e di un altro istinto, quello che regola l’auto-conservazione. Così quando c’è da metter mano sulle buste paga di onorevoli e senatori; così quando c’è da tagliare sui rimborsi elettorali (che semmai vengono anche approvati….se proiettati nel futuro); così quando c’è da metter mano ai doppi incarichi come racconta il Fatto Quotidiano:

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E’ notte fonda di martedì, la seduta va avanti da ore, sul tavolo il decreto “Del fare”. All’improvviso, quando ormai sono le due di notte passate, il pidiellino Ignazio Abrignani tira fuori un emendamento che con lo sviluppo e con la disoccupazione ha davvero poco a che fare. L’emendamento è firmato anche da Nico Stumpo del Pd e da Martina Nardi di Sel. Nel mirino c’è la legge con cui Tremonti aveva sancito l’incompatibilità di ruoli di governo per chi ricopriva la carica di sindaco. Con un tratto di penna, i tre parlamentari hanno ottenuto l’obiettivo non solo di cancellare questa incompatibilità, ma anche di salvaguardare il ruolo di sindaco per chi è stato eletto parlamentare a patto che il Comune superi i 5mila abitanti. Una sorta di “tana libera tutti”, per intenderci. Di questi tempi, un passo non da poco. Altro trucco. Nel 2011 era stato previsto di far scattare la norma “dalle prossime elezioni politiche”, cioè quelle che si sono svolte a febbraio. L’emendamento approvato nel blitz notturno, stabilisce invece che l’incompatibilità scatterà solo con le prossime elezioni comunali. In sostanza si permette ai sindaci, attualmente incompatibili, di concludere il loro mandato da primo cittadino. Restando, ovviamente, in Parlamento. Bella mossa.

Fonte: Il Fatto Quotidiano →

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