Case in vendita a un euro, ma non è questione di cifre: "Qui lavoriamo sulla qualità della vita"

Il centralino del municipio in tilt per giorni, l'interesse di potenziali acquirenti dai cinque continenti. Ollolai è un piccolo comune tra i monti della Barbagia. L'iniziativa delle "case in vendita a un euro" non è solo una strategia per frenare lo spopolamento: è un invito a un nuovo modo di vivere. Abbiamo intervistato il sindaco Efisio Arbau

Il centralino del municipio in tilt per giorni, l'interesse di potenziali acquirenti dai cinque continenti. Ollolai è un piccolo comune tra i monti della Barbagia. Lo spopolamento, fenomeno così comune in tante parti d'Italia, soprattutto nelle aree interne, è una realtà anche qui: poco meno di milletrecento abitanti oggi, ma erano mille in più solo mezzo secolo fa. Lo spopolamento è un problema comune a molti paesi sardi, ma quello di Ollolai è molto più che una strategia per frenare l'emorragia di abitanti: è un invito a un nuovo modo di vivere. 

Nel territorio comunale sono circa duecento le case abbandonate. Molte sono case storiche, in pietra, che necessitano di lavori di ristrutturazione. Grazie a un innovativo progetto chi non ha intenzione di ristrutturare la propria abitazione, anche usando contributi che vanno dal 20 al 60% in base all’intervento, può cederla al Comune che provvede a inserirla nel circuito delle case a un euro. E in tanti sono stuzzicati dall'idea, dopo che un servizio della Cnn e un reality show in preparazione - molto attesa sia dal pubblico sia dai residenti - sulla tv olandese Rtl (cinque famiglie con bambini al seguito si trasferiranno nei vicoli che sovrastano la piazza e la chiesa parrocchiale, vivranno accanto ai 1300 residenti di questo borgo di granito) hanno acceso i riflettori di tutto il mondo su questo piccolo borgo barbaricino.

Le richieste di informazioni per acquistare le case alla simbolica cifra arrivano da tutto il mondo, e sono migliaia: Russia, India, Australia, ma anche dall'Italia. Interesse concreto, non solo vaghe richieste. Il Comune ha quindi comunicato che dal 7 Febbraio 2018 non possono più essere presentate le domande di partecipazione al Bando “Case a 1 Euro”, in quanto il numero di richieste presentate ha potenzialmente esaurito gli immobili attualmente disponibili. "Abbiamo ricevuto migliaia di domande. Faremo selezione, e anche severa" scrive il sindaco Efisio Arbau.

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L’unica condizione posta ai nuovi acquirenti è quella di un impegno, lungo tre anni, che prevede oltre alla ristrutturazione dell’immobile, il suo futuro utilizzo. Il totale di una ristrutturazione, secondo le stime, ammonta a circa 20mila euro. Non viene richiesto di spostare la propria residenza a Ollolai. L'iniziativa è codificata al comma 9 dell'art. 40 della legge regionale 8 del 2015 (Piano casa) su proposta del consigliere regionale e sindaco Arbau.

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Ad aprire la serie di acquisti era stato due anni fa stato un cittadino di Calasetta, che ama la montagna, e che spesso andava a trascorrere il suo tempo libero in Barbagia con la propria famiglia. E’ stato lui il primo acquirente nell'ambito del progetto integrato delle case a un euro. La casa che ha scelto di recuperare si trova nel centro storico in una via dove i residenti si contano sulle dita di una mano. In questo modo gli immobili il cui destino era segnato dall'abbandono e dall'incuria trovano nuova vita, e a giovarne è l'intera comunità. Il meccanismo semplice della cessione tramite il Comune delle case che i privati decidono di donare racchiude un progetto ambizioso: rendere il paese e il suo centro storico più curato, vissuto, e abitato. 

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Il  clima mediterraneo, i ritmi di vita "lenti", l'alimentazione sana, l'ambiente incontaminato e la vicinanza di Ollolai alle spiagge più belle d'Europa sono un biglietto da visita molto invitante. L'iniziativa non ha il mero obiettivo di "aumentare la popolazione": sono le persone, il capitale umano ciò che interessa davvero. Il fatto che Ollolai sia finita sui media di mezzo mondo è senz'altro un volano turistico inatteso e positivo, ma come il sindaco stesso ha spiegato a più riprese in varie interviste, l'obiettivo è quello di migliorare la qualità della vita dei residenti, di tutti i residenti di Ollolai, vecchi e nuovi, offrendogli servizi diversi e mirati. E così attrarre nuovi potenziali residenti, nuove energie. "Lo spopolamento è un falso problema - ha scritto di recente Arbau su Facebook - Meglio milletrecento anime solidali e felici che cinquemila indifferenti ed infelici".

Abbiamo intervistato il sindaco Efisio Arbau: ecco che cosa ci ha raccontato.

L'iniziativa "case a un euro" ha avuto un tale successo, grazie anche alla forte visibilità mediatica degli ultimi tempi,  al punto che avete ricevuto migliaia di domande: lei ha fatto sapere che farete una selezione severa. Quali criteri utilizzerete per far arrivare a Ollolai le migliori energie possibili e le persone più motivate?

Sono convinto che lo spopolamento non è il male assoluto. Non ci interessano numeri o deportazioni di massa. La selezione si farà e si sta facendo sulla qualità delle proposte di vita ad Ollolai. Il progetto con RTL Olanda va in questa direzione. E' un progetto speciale delle case ad un euro. 

I comuni che in Sardegna rischiano di diventare in pochi anni "paesi fantasma" sono più di 30, ma il calo demografico marcato riguarda centinaia di comuni e la tendenza è in atto da decenni: come si argina nell'immediato l'emorragia demografica? A Ollolai quali strategie sono state messe in atto?

Prima di tutto serve organizzarsi. Io ed il mio movimento politico La Base proponiamo da tempo che la Regione faccia le leggi ed i Comuni, singoli ed associati, programmino, progettino e spendano le risorse che devono essere trasferite sul livello locale. Per arginare la fuga dalle zone interne serve lavorare sulla qualità della vita e quindi sulle motivazioni ad abitare e vivere nel piccolo comune dell'interno. In paese abbiamo servizi sociali di livello scandinavo, sport ed attività culturali da cittadina, bonus bebè triennali, tasse ai minimi storici ed il Comune è il centro civico: la casa di tutti. Ce la facciamo, insomma. 

Una domanda su un tema attuale e molto dibattuto. Come valuta l’eventuale inserimento di piccoli gruppi di migranti (progetti Sprar, ad esempio) nella situazione demografica e strutturale sarda, può costituire una valida risorsa di crescita culturale, sociale ed economica?

Sono convinto che questo sistema che chiamano dell'accoglienza sia un errore politico che fomenta l'odio sociale e non aiuta l'integrazione. I fenomeni migratori non si bloccano con i muri ma non si possono neanche assistere o favorire con lo spreco di enormi risorse pubbliche. Quindi la risposta è no. Naturalmente e per precisare, le persone devono essere libere di circolare e stabilirsi nei luoghi dove trovano lavoro ed una casa per stabilirsi. Con permessi di soggiorno a termine per dare questa opportunità a tutti. .  

Time in Jazz a Berchidda, Isola delle storie a Gavoi, Settembre dei poeti a Seneghe, il bellissimo progetto fotografico di Gianluca Vassallo, ora anche un programma televisivo dedicato a Ollolai sulla tv olandese: quanto è importante il ruolo della cultura, in tutte le sue forme, per scrivere un nuovo futuro per le piccole comunità?

La sfida di Nuoro capitale della Cultura lo conferma. Il mio amico e compagno di movimento Sebastian Cocco ci ha lavorato con dedizione e grande capacità. E' un investimento che porterà grandi opportunità a tutto il territorio.
 

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Commenti (6)

  • Vendetele in fretta, prima che ve le requisiscano per piazzarci migranti....

    • Comprane in fretta, prima che possa succedere,,,

      • ....poi te ne affitto una, così in mezzo alle capre trovi la tua collocazione perfetta!

        • La precedenza e il posto, è tuo diritto e merito.

  • Assolutamente contrario. Anzi donchisciottescamente contrario anche se questi non sono mulini a vento, ma una triste ed orribile realtà, che evidenzia l' assoluta inadeguatezza di chi amministra l' Italia ed i suoi beni comuni. Sempre pronti farsi rapinare, anzi: aprono loro stessi le porte per facilitare ai banditi sociali l' ingresso. Dal punto di vista naturale la zona appare molto bella; perchè alienarla ad un godimento privato ed egoistico, e per giunta in regalo? Si rendano le case abitabili e si inseriscano in un circuito turistico, dandole in affitto per le vacanze ed i periodi turisticamente signi@#?*%$tivi.

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