Fredy Pacini, la sorella del ladro ucciso dal gommista chiede la verità

Aliona Mircea ha deciso di partecipare al procedimento penale in corso e ha nominato un suo difensore. Il fratello Vitalie venne ucciso a Monte San Savino lo scorso 28 novembre

Ansa

Lontana dai riflettori, con la massima riservatezza, chiede che sia fatta piena luce sulla morte di suo fratello. Nel caso del ladro ucciso dal gommista Fredy Pacini, che ha sparato nella sua officina di Monte San Savino (Arezzo) lo scorso 28 novembre, c'è anche la sorella del 29enne moldavo, Vitalie Mircea, che chiede la verità.

Aliona Mircea ha deciso di partecipare al procedimento penale in corso - al momento ancora a livello di indagini - ed ha nominato un suo difensore. La sorella del ladro è assistita dall'avvocato Alessandro Cristofori del foro di Bologna. "Vogliamo sapere. Conoscere come è andata e poi faremo le nostre valutazioni", ha detto al "Corriere di Arezzo" il legale, che in passato si è occupato di vari casi di cronaca fra cui la strage del Pilastro. L'inchiesta condotta dal pm Andrea Claudiani vede al momento Fredy Pacini indagato dalla Procura di Arezzo per eccesso di legittima difesa. Se rimanesse questa ipotesi, il 57enne di Monte San Savino andrebbe incontro a un processo per omicidio colposo e la sorella della vittima potrebbe costituirsi parte civile.

Le indagini sull'omicidio di Monte San Savino (Arezzo)

Ma il magistrato potrebbe anche arrivare alla conclusione che si trattò di legittima difesa e quindi Pacini - difeso dall'avvocato Alessandra Cheli - non sarebbe imputabile. Determinante la ricostruzione delle traiettorie dei colpi di pistola (regolarmente detenuta) e delle condizioni emotive del momento. Intanto sono ancora al lavoro i periti: prossimo test in officina con un manichino al quale verranno messi gli indumenti del moldavo.

Si attende la relazione dell'autopsia, ancora non depositata in Procura. Fredy Pacini il 28 novembre scorso dormiva nel capannone della sua ditta, esasperato dai furti che aveva subito a ripetizione, e venne svegliato dai ladri. Proprio Vitalie Mircea fu l'apripista: con una mazza spaccò il vetro dell'ingresso ed entrò. Dal soppalco dove si trovava, Pacini esplose i colpi dall'alto verso il basso. Uno, fatale, raggiunse il 29enne moldavo all'arteria femorale. Riuscì a fare pochi metri e crollò nel piazzale. Finora i complici del ladro non sono stati rintracciati.

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A fine gennaio la perizia balistica all'interno dell'officina di Fredy Pacini

Gli spari sarebbero partiti tutti e cinque dall'alto, dalla finestra del soppalco sul quale si trovava – come ogni notte da quattro anni - Fredy Pacini. Uno dei proiettili avrebbe toccato terra ed sarebbe rimbalzato lasciando una traccia ben visibile sul pavimento dell'officina. Ma non è chiaro se sia stato proprio quello il proiettile rivelatosi poi fatale al 29enne moldavo morto a pochi metri dal locale. Sono questi i primi dati che sarebbero emersi in modo chiaro dalla perizia balistica avvenuta a fine gennaio proprio all'interno dell'officina teatro della tragedia.

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L'officina di Pacini (foto ArezzoNotizie)

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