Incontro Lavrov-Kerry sulla Siria "molto costruttivo"

Damasco ha consegnato nel fine settimana la lista delle sue armi chimiche all'organizzazione che si occupa di monitorare il bando delle armi chimiche, sulla base degli accordi raggiunti tra Mosca e Washington per evitare un intervento militare Usa nel conflitto siriano

Novanta minuti di incontro e alla fine tutte e due le parti - il segretario di Stato Usa John Kerry e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov - hanno parlato di un colloquio molto "costruttivo" e "produttivo". I capi delle diplomazie di Mosca e Washington si sono visti ieri (nella notte in Italia) a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni unite e il tema del loro abboccamento è stato la Siria. Ma, al di là della formula diplomatica, secondo quanto ha riferito una fonte del Dipartimento di Stato, restano da superare "tre o quattro ostacoli".

"I nostri negoziati sono stati produttivi", ha detto Lavrov parlando coi giornalisti dopo l'incontro, che ha "affrontato molte questioni, la principale delle quali concerne la Siria con un focus sui preparativi per l'imminente decisione del Consiglio esecutivo dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opcw) e del Consiglio di sicurezza dell'Onu a sostegno di questa decisione sulle azioni da intraprendere per liquidare le armi chimiche siriane".

L'ESERCITO SIRIANO SPARA ANCHE SUI NEONATI

Secondo una fonte diplomatica interpellata dall'agenzia di stampa Interfax, "il Consiglio di sicurezza Onu sta ora lavorando a una risoluzione, ma certi aspetti di questa decisione sulle armi chimiche siriane devono essere rimandate: la decisione dell'Opcw avrà la priorità".

Damasco ha consegnato nel fine settimana la lista delle sue armi chimiche all'organizzazione che si occupa di monitorare il bando delle armi chimiche, sulla base degli accordi raggiunti tra Mosca e Washington per evitare un intervento militare Usa nel conflitto siriano.

Lavrov ha chiarito di sperare che il Consiglio di sicurezza approvi una risoluzione sulla Siria che non vada oltre gli accordi raggiunti con gli Usa a Ginevra. "Noi speriamo di poter approvare una risoluzione del Consiglio di sicurezza Onu che sia adottata immediatamente dopo che i membri del Consiglio esecutivo dell'Opcw votino la loro decisione all'Aia, senza andare oltre la cornice disegnata a Ginevra", ha detto il capo della diplomazia russa.

ONU: "REGIME E RIBELLI VIOLANO DIRITTI UMANI"

La questione principale sul tappeto è la menzione nella risoluzione dell'Articolo 7 della Carta delle Nazioni unite. Si tratta di un articolo che prevede l'uso della forza, in caso in cui le parti oggetto della risoluzione non ottemperino. Mosca, che si era detta finora contraria alla sua menzione, ieri per bocca del viceministro degli Esteri Sergey Ryabkov, si è nmostrata più possibilista. Lavrov, dal canto suo, quando gli è stata posta una domanda sulla questione, ha risposto semplicemente: "Stiamo lavorando nella cornice approvata a Ginevra".


 

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