L'Italia nel mirino dell'Isis, Renzi: "Pronti a difenderci"

Dopo le minacce a Gentiloni parla il presidente del Consiglio: "Siamo pronti a comandare una missione Onu in LIbia". Poi aggiunge: "Non faremo finta di dormire, siamo i più vicini d'Europa"

Dopo le minacce dell'Isis all'Italia e l'attacco lanciato via radio al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, parla il presidente del consiglio Matteo Renzi, che come il suo collega della Farnesina, non si fa intimidire: 
 

L'Italia è pronta a difendere un'idea di libertà e anche di diritti. Abbiamo detto all'Europa e alla comunità internazionale di di farla finita di dormire, che in Libia sta accadendo qualcosa di molto grave e che non è che siccome noi siamo i primi, i più vicini, quelli che raccolgono i barconi, tutti i problemi possono essere lasciati a noi

Da Roma arriva la disponibilità ufficiale a guidare una missione Onu per far rientrare i confini del Califfato, in modo da arginare l'avanzata dei jihadisti che si stanno espandendo dentro i confini della Libia. Dopo la caduta di Mohammad Gheddafi, il paese è stato attraversato da una forte crisi politica e dal 2011 è dilaniata da diverse lotte interne tra alcuni gruppi di miliziani

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