"Qui si fa l'Italia o si muore"

E' senza "compromessi" la posizione che Claudio Messora, consulente per la comunicazione del Movimento 5 Stelle, assume con un intervento pubblicato sul blog di Beppe Grillo

A Parlamento chiuso, mentre si riscalda la tensione politica determinatasi nella maggioranza dopo la condanna definitiva di Silvio Berlusconi per frode fiscale, dai vertici M5S si moltiplicano i segnali di chiusura rispetto ad ogni ipotesi di dialogo parlamentare in vista di una maggioranza alternativa. Nei giorni scorsi era stato il leader Beppe Grillo a chiarire la preferenza del movimento per nuove elezioni e la chiusura ad ogni accordo: se M5S vincesse le elezioni, aveva sottolineato, il presidente del Consiglio "dovrà essere una persona interna al Movimento". Oggi il blog di Grillo apre con un post del blogger Messora, uno dei responsabili della comunicazione dei gruppi parlamentari stellati, che ribadisce la filosofia radicale e anti-alleanze del movimento. "Il Movimento 5 Stelle - scrive Messora - è venuto al mondo per riconsegnare la politica nelle mani dei cittadini. Non è nato per trasformarsi in un partito tradizionale. Non è nato per ragionare come un Alfano, un Letta, un Berlusconi qualsiasi. Non è nato per fare compromessi perché 'altrimenti cosa ci stiamo a fare'".

"Chi ha votato 5 Stelle - sostiene Messora - lo ha fatto per rovesciare il tavolo. Con tutto il servizio buono di porcellana sopra. Perché ormai non è più questione solo di `mangiare meno`, ma di mangiare `meglio`, e soprattutto di mangiare `tutti`. Chi ha votato 5 Stelle ha votato un programma in 20 punti e 163 persone che lo portassero dentro. Così com`era. Non un po` più europeo cosicché potesse piacere anche al Pd. Non un po` meno trasparente cosicché potesse piacere anche al Pdl. Così e basta.
Perché questa è la democrazia diretta. O così o niente. O così o nuove elezioni, per cercare di avere la maggioranza e realizzarlo tutto, per intero, come i cittadini lo hanno voluto".

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L'ESTATE DI BEPPE GRILLO

Per il blogger 'grillino' "`intelligenza politica` per un eletto a 5 Stelle è una locuzione senza senso. L`intelligenza politica lavora prima, quando la rete si confronta e stila Carte come quella di Firenze. Se un eletto prende i punti del programma e li cambia (magari con i migliori propositi, perché crede di avere un mandato a modificare quello che i cittadini lo hanno spedito a realizzare), affinché quei punti si accordino con le esigenze del Pd del Monte dei Paschi, o del Pdl dello scudo fiscale, o di Scelta Civica del fiscal compact, allora non ha capito niente: sta solo facendo vecchia politica. Sta tradendo il mandato elettorale".

Il testo, piuttosto lungo, si conclude con un avvertimento agli eventuali 'dissidenti' interni: "Nessuno giochi al piccolo onorevole. Nessuno pensi a nuovi compromessi storici. Nessuno creda di salvare se stesso. Qui si governa o si muore. Tutti insieme".
 

Fonte: BeppeGrillo.it →

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