rotate-mobile
Giovedì, 22 Febbraio 2024
4 Zampe all'improvviso

4 Zampe all'improvviso

A cura di Sonia Di Palma

Spike: il cane incompreso

L'incapacità di comunicare nel gioco

A nemmeno un mese dalla sua tormentata adozione, Spike era già da molti, additato come il cane aggressivo che nessuno voleva in area cani. Scene al limite delle discussioni (direi tragicomiche), si manifestavano ogni volta che il dolce (sì, perché era proprio dolce e affettuoso e in continua ricerca di contatto), Spike tentava il suo ingresso negli spazi che tanto aveva sognato e desiderato dopo anni in un box.
Spike all’epoca aveva poco più di 4 anni presunti. Trovato vagante, denutrito, sporco e spaventato all’esterno di un rifugio del Sud Italia, probabilmente aveva vissuto prima presso un cacciatore, poi abbandonato (o fuggito), facendo il randagio. Gli anni successivi sono stati certamente fortunati nella sua comunque triste condizione: il rifugio presso cui era stato accolto era gestito da volontarie amorevoli, che con loro sforzi privati lo accudivano e amavano. Spike era un cane elegante, silenzioso, amante del contatto umano e che mai aveva dato problemi con altri cani.
Finalmente, dopo 4 anni, ecco la sua occasione, vogliono adottarlo a Milano! Gioia per tutti…ma, come ancora accade, nonostante i controlli preaffido, la famiglia non è adatta e dopo una settimana Spike deve trovare una nuova sistemazione. Al secondo tentativo, le cose vanno ancora male e non è mai colpa del tenero cucciolone, che anzi, data proprio la sua estrema bellezza e dolcezza, viene purtroppo “puntato” anche da troppi desiderosi di adottare senza forse rendersi conto delle sue vere esigenze. Nella storia di Spike non ci sono colpe di nessuno, i controlli erano sempre serrati, ma qualcosa dopo non andava, sia per mancanza di volontà nell’aiutarlo a imparare tutto quello che comporta una vita nuova in città, sia nel gestire la sua necessità di contatto e approccio con umani e  suoi simili.
A quel punto la decisione: Spike resterà alla volontaria che lo ha seguito e amato in questo suo percorso verso la nuova vita. Uno stallo diventa adozione! La vita di Spike non può che adesso iniziare davvero.
Le prime uscite sono tranquille, le paure del nuovo vanno via via scomparendo, la scoperta di tutto è continua. E la gioia più immensa per Spike è la possibilità finalmente di correre, rotolarsi nell’erba, vivere la libertà nei parchi e una vera vita di socializzazione. La sua estrema esuberanza, che mai si era potuta manifestare, inizia a venire fuori. Il cane che mai avevano sentito abbaiare, fa sentire la sua voce..e che voce squillante!
Lui, che composto se ne stava ai bordi del box in attesa che le pulizie finissero, senza alcun ritegno si butta nell’erba, nel fango, sotto l’acqua, pur di assaporare appieno odori e situazioni nuove. Tutto gli fa avere voglia di giocare.
Già…giocare. Spike pensava infatti di farlo, ma ben presto fu evidente che non era in grado di riuscirci. Sempre più spesso (anche dopo la castrazione), quello che inizialmente sembrava un gioco con amici del parco, diventava una zuffa, in un caso con ferita ad altro cane.
Come era possibile? Proprio Spike, il cane più tenero e innocuo, che timido ascoltava la sua adottante…diventava furioso e incontrollabile con altri cani? A tutto ciò si aggiungeva un ulteriore rischio, ovvero che Spike venisse “bandito” dalle aree cani. Intanto la voce correva, “cane aggressivo, non dovrebbe stare qui”.
Per fortuna, la sua adottante non si è lasciata intimidire o scoraggiare e ha pensato bene di osservare e gestire il suo cane, chiedendo anche un supporto educativo.
Ma come si comportava esattamente il piccolo?
Iniziamo dal dire che Spike era stato trovato e la sua storia precedente era ignota. Non si sa se abbia avuto fratellini di cucciolata, né quando sia stato tolto alla mamma. Insomma, non si saprà mai se quelle piccole fondamentali regole di socializzazione gli siano state trasmesse nel momento giusto della sua vita. Detto questo, si poteva ora soltanto osservarlo e capire le sue esigenze, richieste e atteggiamenti.
E Spike non aveva atteggiamenti aggressivi all’ingresso in area cani, non cercava la zuffa, né si poneva in modo minaccioso verso nessuno. Annusava e si faceva annusare e al culmine della sua felicità, quando veniva invitato al gioco, o cercava di invitare, metteva in atto una serie di comportamenti molto contraddittori e agitati. Iniziava abbaiando in maniera molto forte e discontinua, per poi passare a ringhiare in maniera evidente. Saltava continuamente anche su 4 zampe e a tratti cercava di abbassare il petto alzando il posteriore (tipico invito al gioco), per poi avventarsi ringhiando ancora più forte. A volte usava le zampe, dando dei veri e propri colpi, spesso sul muso dell’altro cane. Se poi iniziava il gioco del rincorrersi, Spike andava in totale confusione, fino a voltarsi per tentare di mordere. Esausto, anche da se stesso…si gettava infine pancia all’aria agitandosi e scalciando per allontanare chiunque, anche gli umani a lui più cari. Restava stremato e la sua espressione di felicità, diventava un musino triste in cerca della mamma umana.
Gli altri cani abbandonavano quasi subito il gioco con Spike e questo, la maggior parte delle volte, rendeva i suoi tentativi ancora più insistenti, goffi, convulsi e deterrenti. Spike era ormai frustrato da questi continui rifiuti, perché era evidente che in realtà avesse voglia di socializzare. L’area cani e gli altri cani, stavano diventando per lui fonte di stress.
Ho lavorato su Spike in due modi. Il primo aveva l’urgenza di non precludergli la vita sociale, ma di fare in modo che frequentasse le aree cani e che nessuno lo additasse più come cane aggressivo.
Andava gestito il suo self control nell’approccio. Voglio ribadire che Spike non aveva problemi di ingresso nell’area, ma solo successivamente, nella fase dei contatti sociali. Ho iniziato monitorando i suoi comportamenti quando capivo che era interessato a dei cani. Lo lasciavo annusare e farsi annusare, non intervenivo se non in caso in cui era evidente che potesse fare del male.
Ogni qualvolta Spike iniziava ad essere insistente e l’altro cane intimorito, lo attiravo a me e lo portavo fuori dell’area. La cosa doveva essere abbastanza veloce, perché volevo che Spike capisse che quel comportamento non era gradito. Restavo fuori con lui per un po’, sapevo quanto a lui piacesse stare dentro, ma aspettavo che si calmasse, volevo che si sedesse e mi guardasse, cosa che lui faceva spontaneamente da sempre. Il lavoro è stato centrato sulla cosa a cui Spike teneva di più, la sua estrema voglia di spazi in cui muoversi liberamente e socializzare. Quella era la molla su cui far leva.
Nel momento in cui Spike si calmava, si rientrava in area cani. Ogni qualvolta lui cercava di “infastidire” gli altri, lo prendevo e portavo fuori. Devo fare una precisazione in merito, importante per coloro che volessero provare questo approccio: non ho mai messo il guinzaglio a Spike quando era già agitato. Osservavo i segnali del suo corpo e prima che arrivasse al limite, lo attiravo a me e poi gli mettevo il guinzaglio per uscire. Questo per evitare che già in una fase di eccitazione e di estrema vicinanza ad altri cani, mettendo il guinzaglio il cane si sentisse limitato e quindi acuisse la sua frustrazione per arrivare all’aggressività.
Sono state necessarie diverse uscite perché Spike capisse che non doveva infastidire altri cani, fino a quando fu in grado di controllarsi in area cani, non approcciandosi in maniera scorretta.
Restava però l’altra parte del problema. Se non prendeva iniziative sbagliate, comunque non riusciva a gestire il gioco, ovvero, una volta partito, a questo punto su inviti di altri cani, Spike aveva ancora una comunicazione scorretta.
L’osservazione del proprio cane è fondamentale, lo ricordo sempre. E ovviamente lo è anche per me lavorandoci. Osservare Spike è stato sempre molto interessante, a tal punto che la soluzione, tanto ricercata per gestire la sua voglia di giocare, si è manifestata guardando il suo desiderio di intervenire in un gioco tra due cagnoline che frequentavano la sua area abituale.
C’era una nova randagina adottata, cucciolona esuberante molto amata da tutti i cani, piena di temperamento e anche molto fisica nel gioco. Spike invano cercava un approccio, a volte restando direi “incantato” nell’osservare gli altri che ci giocavano. Fatto importante, la piccola Zara non lo rifiutava, anzi, si era posta nei suoi confronti molto determinata...fino al punto quasi da intimidire una sera lo stesso Spike.
Ho deciso, sapendo che ormai da alcuni mesi i cani si conoscevano benissimo e non poteva esserci pericolo, di farli incontrare in casa. Zara, una sera dopo l’area cani, insieme a Spike è andata in casa sua. Spike ha accettato tranquillamente la cosa, le ha lasciato annusare la cuccia, bere nella sua ciotola e prendere dei giochi. Ho chiesto dopo un po’ alle adottanti di invitarli al gioco, la casa permetteva anche un bel lancio di palline. Zara data anche la giovanissima età, ha iniziato subito a giocare rincorrendo la pallina. Spike è rimasto dapprima a guardare, cercando anche lo sguardo della sua mamma umana, per poi iniziare ad avvicinarsi a Zara…che lo ha letteralmente assalito nella sua euforia. Iniziava così una finta lotta, tra salti, rincorse a pallina, zampate e finti morsi alle zampe. Un gioco tra cuccioloni, assolutamente monitorato. Zara era molto fisica, non si è mai tirata indietro e anzi, faceva agguati continui a Spike. Spike dal canto suo aveva trovato qualcuno che lo accettava, che non solo stava giocando con lui, ma che allo stesso tempo, senza saperlo, gli stava insegnando quale fosse il modo giusto per farlo. Le risposte di Zara allentavano la frustrazione del rifiuto, permettendo a Spike di non essere più fastidioso, ma di godersi la bellezza del gioco.
La “lezione” per Spike fu così intensa e bella, che già dal giorno dopo iniziò a cercare gli altri cani, anche estranei, rapportandosi in maniera più serena. E’ sempre un cane esuberante, ma il suo approccio è molto diverso e soprattutto, ha reazioni positive dagli altri cani, che non lo sentono più minaccioso e incongruente nella comunicazione

Si parla di

Spike: il cane incompreso

Today è in caricamento