Venerdì, 7 Maggio 2021
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A cura di Gabriele Ferrieri

Digitale e PA: il patto per l’innovazione del lavoro pubblico

Il settore pubblico si sta modernizzando e quella cui si trova di fronte oggi è una vera rivoluzione. Il neo-ministro Brunetta ha parlato di nuove linee programmatiche che devono ispirare il lavoro nella pubblica amministrazione. La nuova linea evidenziata è chiara e diretta: occorre ricondurre la PA ad essere uno degli strumenti di organizzazione del lavoro delle singole amministrazioni, strettamente connesso al livello di qualità dei servizi da fornire a cittadini e imprese. Il fenomeno va studiato a fondo e servono grandissimi investimenti dal punto di vista progettuale, di relazioni sindacali, regolativi, infrastrutturali e di intelligenza sociale anche alla luce della sfida della transizione digitale.

I punti chiave di questo processo innovativo votato al cambiamento mirano per una PA all’insegna dell’accessibilità, della buona amministrazione, del capitale umano e della digitalizzazione. Alcuni passi fondamentali in questo senso, e in particolare verso la rivoluzione del lavoro agile, sono già stati compiuti. Lo scorso 3 marzo si è insediata, su mandato del ministro, la Commissione tecnica dell’Osservatorio nazionale del lavoro agile. Compito della Commissione sarà verificare l’avanzamento delle amministrazioni nella stesura dei cosiddetti Piani organizzativi del lavoro agile (POLA).

E proprio con l’intento di avviare questi cambiamenti con il Presidente Mario Draghi è stato siglato il patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale. Obiettivo mettere al centro dell’agenda gli strumenti dell’innovazione e della coesione che sono centrali anche per il programma Next Generation EU. E come in più occasioni rilanciato anche dall’ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori, punto di riferimento per l’innovazione e tra le realtà più rappresentative dell’ecosistema italiano, il programma della PA punta ad una nuova disciplina del lavoro che preveda il diritto alla disconnessione, le fasce di reperibilità, il diritto alla formazione specifica, la protezione dei dati personali, il regime dei permessi e delle assenze. La sfida è ardua e l’ANGI è in prima linea per dare il suo contributo alle istituzioni e alla pubblica amministrazione per il benessere dei cittadini e per una svolta innovativa e digitale dei servizi pubblici a sostegno di un Paese sempre più aperto ed inclusivo.

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