Venerdì, 7 Maggio 2021
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A cura di Gabriele Ferrieri

Innovazione sociale e startup: l’Italia al centro del disegno europeo per il digitale

L’innovazione e l’avanzamento tecnologico sono sempre più al centro dell’agenda politica sia europea che italiana. Superare la crisi economica e accelerare la transizione verso un’economia verde e digitale sono la priorità, come rilanciata dal Consiglio europeo per l’innovazione e da Mariya Gabriel, Commissaria europea per l’Innovazione. L’obiettivo è sostenere il mondo delle startup e la ricerca scientifica e tecnologica.

Bruxelles ha infatti messo sul piatto oltre 10 miliardi di euro nel periodo 2021-2027 a favore del Consiglio europeo per l’innovazione, che si colloca nel solco di Orizzonte Europa, il programma pluriennale della UE per la ricerca e l’innovazione, che ha un budget di quasi 100 miliardi di euro.

La fase pilota del programma, nel periodo 2018-2021, ha già permesso di sostenere oltre 5 000 PMI e start-up e oltre 330 progetti di ricerca con un bilancio di 3,5 miliardi di euro. Al programma, è associato anche un piano di accelerazione finanziato da un apposito fondo azionario, il Fondo del Consiglio europeo per l’innovazione, che ha una dotazione di circa 3 miliardi di euro. È stato inoltre pubblicato il primo bando, che stanzia risorse per oltre 1,5 miliardi nel 2021 per due categorie di progetti: per le donne innovatrici e per la Capitale europea dell’innovazione.

Un programma che sorride all’Italia e che coincide con la scelta di Torino, da parte dell’Unione Europea, come unica sede italiana per il centro di competenze per l’innovazione sociale. Sarà di una sorta di incubatore dedicato alle realtà operanti nel terzo settore e nell’economia sociale. Obiettivo sostenere imprenditorialità e le realtà no profit, cooperative, associazioni e tutte quelle realtà che rientrano nella denominazione di Ets, ovvero Enti del terzo settore, che oggi si mantengono quasi esclusivamente grazie al sostegno delle fondazioni bancarie o di finanziamenti tramite bandi locali, nazionali o europei.

Importante la posizione in questo contesto dell’ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori che, come punto di riferimento dell’innovazione in Italia e tra le realtà più rappresentative dell’ecosistema italiano, dialogando sia con l’Europa che con le istituzioni governative e parlamentari italiane, ha evidenziato l’importanza di razionalizzare i processi delle politiche pubbliche dell’innovazione, ristrutturando l’infrastruttura amministrativa e normativa, istituendo anche una commissione parlamentare sul tema e accelerare i processi di adozione delle reti. Unito al sostegno dei giovani nel mondo del lavoro, alla completa digitalizzazione del mondo della scuola, dell’Università e della ricerca, al colmare il digital divide tra le regioni del Nord e quelle del Sud, dando pari opportunità di formazione e lavoro a giovani e donne, e a disincentivare la fuga dei cervelli italiani all’estero creando reali opportunità di lavoro e di carriera per gli studenti.

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