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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Famiglia creativa

Famiglia creativa

A cura di Orione Lambri

Partita Democratica

La vittoria di Elly Schlein alle elezioni primarie del Partito Democratico ha riaperto i giochi. Fino a quel momento il Pd era da tempo uno zombie, sinonimo di sfiga ambulante, una sorta di bad company di cui gli stessi elettori tendevano a vergognarsi e che la declinante comunità di iscritti e militanti frequentava con cupa rassegnazione. Poi l'avvento.

La rivoluzione di Elly è arrivata “come un ladro nella notte” (Matteo 24:43), come ogni avvento rivoluzionario che si rispetti e come la terza ondata femminista intersezionale, raccontata da Lisa Levenstein nel “They didn’t see us coming” della citazione della notte della vittoria. Il voto degli iscritti, le assemblee di base, i sondaggi, l'apparato, i mammasantissima coi pacchi di pasta e tutto il bla bla dei cravattoni che la sanno lunga, per la prima volta viene spazzato via.

“Neanche questa volta ci hanno visto arrivare...”
Elly Schlein

Due euro per votare, un milione e passa di persone che fanno la fila sotto la pioggia per le primarie del Pd in epoca di assenteismo di massa: miracolo. L'avvento è sempre uno scandalo. Dal giorno dopo iniziano ad aggirarsi farisei e menagrami – quasi tutti maschi, oggi come allora – che obiettano, puntualizzano, aguzzano, alzano pensosi il sopracciglio in segno di piccato disappunto. Sarà all'altezza? Sarà preparata? E il riformismo? Che penseranno i moderati? E i cattolici? Non è che si spaventano, tesorucci belli, con tutto quel gender free e canne a go go? E quei poveri iscritti, che vergogna: un po' come se all'assemblea di condominio si facesse entrare a votare quelli dei condomini di fronte e pure i condomini avversari, chi gli va passa e decide. Ma si può?

Sì, si può e da quando sono state inventate le surrealiste primarie all'italiana. Cento mesi di sbattimento tra assemblee, mozioni polverose e discussioni stalactitiche tra fatiscenti nostalgie murali – qualche raro busto di Lenin tra Prodi, Mandela e Berlinguer – e poi puf. Va a votare chi passa e paga, tra i mugugni dei volontari, che non è mica giusto, che però quando c'è bisogno di friggere la salsiccia e le crescentine ci chiamano, ché invece per decidere va bene chiunque. Ma finora i passanti erano sempre stati meno dei friggitori e il risultato già noto in partenza, la consacrazione del rito. Finora. Ora che questa inaudita mobilità politica è riuscita a resuscitare lo zombie, avevano ragione i matti che hanno deciso dal principio di far votare quelli degli altri condomini? Erano così savi da immaginare con largo anticipo che, quando il condominio cade a pezzi, sono più lesti i dirimpettai nell'accorgersene e a scegliere l'amministratrice migliore, anche contro il parere di un comitato di gestione ormai bollito?

Non si capisce più il senso di un partito di iscritti fantasma e chiacchieratori seriali su Facebook mentre servono, eccome, sindacati e patronati con tante persone, associazioni vive, chiese accoglienti. La parabola rivoluzionaria dell'avvento si realizza nel dare forma e concretezza quotidiana al messaggio. Neanche lo sbiadito “comitato elettorale all'americana” funziona più, serve un partito di attiviste digitali e apostoli di strada, di militanti formate e organizzati, disinteressato alle gare novecentesche a chi iscrive più lontano, che ha antica memoria, nuove competenze, ascolto, racconto e lotta. Come ai tempi di Gramsci guerra, pandemia e poi squadracce, botte, olio di ricino, fino al regime, ora non si può stare a guardare: i calci dei fascisti di Firenze nel silenzio del governo, i ghiacciai che si sciolgono con il ponte sullo stretto, i morti in mare e sul lavoro, in bici per consegnare una pizza o su un ponteggio, i ragazzi sempre precari perché son ragazzi anche se han quarant'anni, la sanità e la scuola pubblica con meno soldi di prima del covid dopo gli inni, gli eroi e gli altarini della patria, la polizia al liceo perché di cannabis non si può parlare. Mettere in fila tutto, tutti i giorni e dare voce, nessi, senso e priorità: si vince se si convince giorno per giorno.

Più che un partito serve una partita, sempre aperta e circolare come la rete, capace di prendersi cura di tutti i casini di questo malandato paese, che in riunione non si risolvono mai.

--- Opera di @apotropaike per “Guadalupunk” VR Exhibition su ArtSteps Metaverse

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