Giovedì, 17 Giugno 2021
FotoGrammi

Opinioni

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A cura di Maria Carola Catalano

Camera, la fotografia italiana adesso ha una casa

Scatti in mostra presso Camera - Foto di Valentina Ferrero

Da domani apre al pubblico Camera, il Centro italiano per la fotografia, inaugurato oggi a Torino. Un luogo di ricerca e di esplorazione per nuovi modi di raccontare la realtà attraverso l’immagine il cui scopo ultimo è far scoprire le molteplici potenzialità della fotografia a un pubblico ampio ed eterogeneo. La sede si trova in via delle Rosine 18, all’interno del complesso di proprietà dell’Opera Munifica Istruzione denominato Isolato di Santa Pelagia, nell’edificio in cui fu aperta la prima scuola pubblica del Regno d’Italia. Il quartiere è lo stesso in cui si trovano altri enti culturali, dal Museo nazionale del Cinema al Museo Egizio.

LE ATTIVITA'. La programmazione del centro prevede ogni anno tre esposizioni principali e una serie di mostre complementari, circa 6 o 7. Si darà ampio spazio anche all’approfondimento della fotografia anonima, familiare e d’archivio, ai workshop, alle attività per bambini e ai corsi di formazione. Infine il centro Camera si impegna a valorizzazione il patrimonio fotografico italiano attraverso diverse attività, fra cui il riordino, la catalogazione, la meta-datazione e la realizzazione di pubblicazioni. L’obiettivo a lungo termine è quello di costruire una piattaforma che consenta a ricercatori, operatori culturali e al pubblico di accedere ai contenuti visivi dei fondi fotografici italiani, convogliati in un sistema archivistico digitale condiviso. 

L’INSTALLAZIONE. Nell’atrio di ingresso del percorso espositivo si trova una stele di vetro, molotica, pura ed essenziale nel design delle forme CameraEni-2per integrarsi e trovare armonia con le recuperate architetture dello storico complesso che ospita il centro di fotografia. L'istallazione di Eni, partner istituzionale, è uno strumento di storytelling interattivo che integra una “finestra” touchscreen interagendo con la quale il pubblico può “mettere a fuoco”, come in un documento-manifesto il significato della collaborazione fra Eni e il Centro. L'esperienza di navigazione interattiva porta l'utente a scoprire attraverso immagini accompagnate da brevi headlines alcune foto particolarmente significative tratte dagli archivi dell'azienda del cane a sei zampe. Si tratta di fotografie che, come testimonianze visive, rappresentano un colpo d’occhio sul ieri-oggi e domani della compagnia. Muovendo con le proprie mani il 'mirino' sullo schermo interattivo, l'obiettivo naviga ed esplora, inquadra e mette a fuoco 5 fotografie, che possono essere ingrandite e “navigate”. Con l’utilizzo della tecnica del parallax, infatti, muovendo il dito sulle immagini si può spostare il punto di vista sull’inquadratura, muovendo i diversi piani che compongono l’immagine e creando così un’illusione di profondità. Il software che gestisce l’experience, inoltre, rende disponibile periodicamente un coinvolgente clip video, realizzato esclusivamente utilizzando fotografie dell’archivio eni. Grazie all’utilizzo di tecnica parallasse e di videocompositing, gli still frames rivelano un’inimmaginabile profondità e i soggetti all’interno della fotografia sembrano  prendere vita e acquisire “capacità in movimento”. Eni si racconta attraverso la fotografia lasciando all’occhio e all’immaginazione di chi guarda la possibilità di interpretare e immaginare. Grandi fotografi in un passato più o meno recente hanno rappresentato Eni e lo hanno fatto raccontando le condizioni estreme in cui lavorano le sue persone, i luoghi lontani, la tecnologia. Oggi Eni conserva uno straordinario patrimonio di scatti a cui quotidianamente ne aggiunge di nuovi. 

LA PRIMA MOSTRA. E' dedicata a Boris Mikhailov, fotografo ucraino che ha raccontato la storia del suo Paese, dalla nascita dell’Unione Sovietica alle più recenti rivoluzioni, al centro dell’attualità e terreno cruciale per gli equilibri politici ed economici mondiali. La mostra è una retrospettiva che esplora l’intera carriera dell’artista di Kharkiv, dai difficili esordi alla fine degli anni Sessanta fino alla produzione più recente e si compone di oltre 300 opere e di una selezione di pubblicazioni e altri elementi sulla terra d’origine dell’autore. Uno scatto dell'autore senza titolo:

Boris_fotografoUcraino-2

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