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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Nel nome del Padre

Opinioni

Nel nome del Padre

A cura di Gloria Callarelli

Marco Mammoli si racconta: dall'Emmanuel all’incontro con papa Wojtyla e Medjugorje un luogo che “salverà il mondo”

Un giorno, per caso, la sua vita è cambiata: è “bastato” comporre una canzone, un inno per arrivare al cuore della Chiesa, di milioni di fedeli e, immaginate un po’, anche a quello di un santo, Papa Wojtyla. Niente di più straordinario, non credete? Parliamo di Marco Mammoli l’autore di quell’emozionante brano dal titolo “Emmanuel” che ha fatto da colonna sonora alla Giornata Mondiale della Gioventù di Roma, nel 2000. Una canzone semplice e allo stesso tempo così sensibile, così vera che ha fatto il giro del mondo facendo dell’Italia il suo cuore pulsante. Dopo averla composta in pochi minuti, grazie ad un’ispirazione, non è azzardato dire, divina, milioni di persone l’hanno cantata alla presenza dell’allora pontefice Giovanni Paolo II. Un’emozione grandissima, un momento indimenticabile, una “grazia” che ancora oggi è uno dei “più bei regali che la vita e il Signore mi abbiano mai fatto”, ci racconta. 

"UN'INNO PER CASO". Marco nasce in una regione dove, diremmo, perfino la terra stessa è intrisa di fede. E non è un modo di dire perché nel 1200 è stata calpestata dai piedi di san Francesco d’Assisi: è l’Umbria e il suo paesino è Valfabbrica, un gioiellino tra Gubbio e Assisi,  un piccolo centro attraversato, neanche a dirlo, dal sentiero Francescano della Pace, l'itinerario che ripercorre i luoghi frequentati dal Santo. In quell’affresco di natura incontaminata, dove si respira aria di fede, il giovane Marco a 17 anni si avvicina alla religione quando entra in contatto con un frate francescano. Un cammino che lo ha portato nel Duemila a quel “dono troppo grande, immensamente più grande di me” come lo ha definito lui: la partecipazione  alla GMG di Roma, attraverso, appunto, il suo brano, “Emmanuel”, scelto tra migliaia per fare da colonna sonora all’evento. “Dopo quell’esperienza, sono rimasto stordito per molto tempo.  Secondo me non meritavo quello che era accaduto. Incontravo persone che grazie a quel brano si erano convertite o conosciute e poi sposate o che avevano chiamato il figlio proprio Emmanuel. Non mi sono mai sentito degno di tutto questo”.

L'INCONTRO CON PAPA WOJTYLA. Un’esperienza incredibile che però l’ha lasciato con i piedi per terra, ancora oggi quella terra imbevuta del santo di Assisi dove tutt’ora vive, perché chi ha certi valori difficilmente si fa sopraffare dalle cose di questo mondo. Un’esperienza che il Signore ha voluto rendere ancora più grande concedendogli in quell’occasione anche la grazia di conoscere il futuro Santo Karol Wojtyla, che si disse profondamente colpito dalla canzone: “Espressi il desiderio di vedere il Papa e ricordo che dalla sera alla mattina mi dissero che era possibile. Immaginate l’emozione, per me era una sensazione incredibile. Quando fu il momento di incontrarlo mi venne incontro piano, teneva gli occhi bassi, poi improvvisamente alzò lo sguardo verso di me e mi salutò. Erano due occhi penetranti… anche il profumo… tutto: dissi subito quest’uomo è un Santo”. 

"ATTACCO DEL MALE". La realizzazione di un sogno per un cuore umile, un messaggero di fede che nel suo piccolo ha fatto la storia. Che un giorno per caso è stato scelto da Dio per la sua missione “in musica”, cominciata quel lontano giorno a Roma e viva tutt’ora nelle sue opere e nel suo impegno a far emergere i valori cristiani. Ad esempio facendo da colonna sonora ai Family day o collaborando con l'emittente Maria Vision alla ricerca di talenti per la musica cristiana: “Nel mondo di oggi tutto ciò che parla di Cristo deve essere annientato. I giovani cantanti che parlano di fede, ad esempio, non trovano spazio nella nostra società. E’ innegabile che c’è un attacco diabolico a 360° su tutti i valori cristiani. Satana ora è smascherato e più è forte la presenza di Gesù più lui tenta di intervenire.” Difficile dargli torto, questi tempi fatti di guerre, sofferenze e valori distorti, sembrano essere in mano al male: “Del male ho avuto esperienza diretta. A Medjugorje ad esempio, quando assistetti ad una scena di possessione o durante il video che ho girato della canzone “Eccomi”. Cercava di mettermi il bastone fra le ruote in tutti i modi. E’ lì che capisci che va bene quello che fai e che bisogna sempre aumentare l’attività di fede”. 

MEDJUGORJE E LA SALVEZZA. E proprio da Medjugorje arriverà, ci dice, la salvezza: “Penso proprio che quel paesino salverà il mondo: credo che il tempo dei dieci segreti sia ormai vicino, troppe profezie, troppe apparizioni mariane e poi il male sta prendendo troppo il sopravvento. Il maligno agisce così tanto perché sa che ha poco tempo, il Signore si sta avvicinando. Secondo me siamo a un punto di rottura". Parole condivisibili in un momento storico che ancora una volta vede sotto attacco i valori e il credo cristiano. Ma niente paura perché sì basta rivolgersi a Dio e affidarsi a Lui: “La grazia di Dio è più forte del male…restare attaccati a Dio con la preghiera del cuore, i sacramenti il digiuno, ed il dono della fede sempre, tutto questo permetterà a Lui di compiere meraviglie anche attraverso persone piccole come me”. Basta un Padre Nostro, un’Ave Maria o una preghiera personale detta col cuore per realizzare dei piccoli grandi miracoli. E’ il potere della fede…è Emmanuel:

“Dall'orizzonte una grande luce
viaggia nella storia
e lungo gli anni ha vinto il buio
facendosi Memoria,
e illuminando la nostra vita
chiaro ci rivela
che non si vive se non si cerca
la Verità...

Da mille strade arriviamo a Roma
sui passi della fede,
sentiamo l'eco della Parola
che risuona ancora
da queste mura, da questo cielo
per il mondo intero:
è vivo oggi, è l'Uomo Vero
Cristo tra noi.

Siamo qui
sotto la stessa luce
sotto la sua croce
cantando ad una voce.
E' l'Emmanuel,
Emmanuel, Emmanuel.
E' l'Emmanuel, Emmanuel.

Dalla città di chi ha versato
il sangue per amore
ed ha cambiato il vecchio mondo
vogliamo ripartire.
Seguendo Cristo, insieme a Pietro,
rinasce in noi la fede,
Parola viva che ci rinnova
e cresce in noi. RIT.

Un grande dono che Dio ci ha fatto
è il Cristo suo Figlio,
l'umanità è rinnovata,
è in lui salvata.
E' vero uomo, è vero Dio,
è il Pane della Vita,
che ad ogni uomo ai suoi fratelli
ridonerà.

La morte è uccisa,
la vita ha vinto,
è Pasqua in tutto il mondo, 
un vento soffia in ogni uomo
lo Spirito fecondo,
che porta avanti nella storia
la Chiesa sua sposa,
sotto lo sguardo di Maria, 

comunità. Noi debitori dei passato
di secoli di storia,
di vite date per amore,.
di santi che han creduto,
di uomini che ad alta quota
insegnano a volare,
di chi la storia sa cambiare,
come Gesù. RIT.

E' giunta un'era di primavera,
è tempo di cambiare.
E' oggi il tempo sempre nuovo
per ricominciare, per dare svolte, parole nuove
e convertire il cuore,
per dire al mondo, ad ogni uomo:
Signore Gesù”.
 

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