Lunedì, 17 Maggio 2021
L'opinione di Donatella Polito

L'opinione di Donatella Polito

A cura di Donatella Polito

La moda passa, Orietta Berti resta 

Orietta Berti

Tra piume e lacrime di sangue, tra cosce che si scosciano, seni che risaltano e ombelichi che si scoprono, il più grande spettacolo di questo Festival è uno solo: Orietta Berti.

“L’impresa eccezionale è essere normale”, cantava quel Lucio mai abbastanza celebrato, e lei, a Sanremo, nell’edizione dell’anno più complicato di sempre, pare essere arrivata per quello, per ricordarci quanto la regolarità sia progresso, la calma rivoluzione, la semplicità sconvolgimento. 

Sul palco, Orietta nostra non scende dalla scala che rende star pure le pulci con la tosse: ci arriva dal lato. E mentre resta, non si scompone manco un po’: solo sorride, sorride e canta, lontana dalla teatralità dei gesti che poco servono a chi l’aria la muove con la voce, potente come un diapason che accorda tutto. E tu sei là, che la osservi dal divano di casa, ti accoccoli e pensi di volerla stringerla forte, come si fa con una zia che si abbraccia alle spalle mentre cucina il tuo piatto preferito la domenica mattina.

Con indosso abiti che fanno di capesante e meduse ricamate i decori di uno stile sempre uguale eppur diverso, con scarpe dalle zeppe azzardate che mette all’ultimo momento per paura di inciampare, con la mantellina sberluccicante e i capelli cotonati come un monumento al dio della lacca, durante questo Festival, Orietta scrive un pagina del costume italico che la elegge un’icona nel tempo del caos in cui tutto fa moda, tutto “si porta così” e peggio per te se ti scandalizzi. 
Bracciali e anelli tirapugni inneggianti al proprio nome, poi, sono vezzi che la confermano testimonial di se stessa, griffe tra le griffe che “Orietta” la possono solo osservare per cercare di capire come si fa a restare mentre tutto scorre. 

A curare il look della cantante è Nick Cerioni, lo stesso stylist di Achille Lauro, e a proposito delle creazioni realizzate per la sua partecipazione al Festival da GDCS, linea di moda streetwear italiana: “Sono abiti particolari, se li porta Achille Lauro diventano eccentrici, se li porta una donna diventano eleganti”, ha commentato Orietta. Lei: avanguardia pura.

 

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