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Bankitalia: impatto pandemia molto forte, oltre il breve periodo

Ok misure governo, azione pubblica per rilancio Pil

Roma, 29 apr. (askanews) - Il Pil italiano avrebbe segnato un pesante -5% nei primi tre mesi dell'anno per la crisi del coronavirus, e nel secondo trimestre questa caduta dovrebbe peggiorare. Nel 2020 le entrate fiscali segneranno un calo del 6% rispetto al 2019, un calo "senza precedenti" negli ultimi 50 anni per effetto della pandemia. E' il quadro delineato da Eugenio Gaiotti, capo del dipartimento Economia e statistica della Banca d'Italia, nel corso di un'audizione sul Def nelle commissioni bilancio di Camera e Senato: "Secondo le nostre valutazioni - ha spiegato Gaiotti - basate anche sulle informazioni disponibili sulle interruzioni dell'attività nei diversi settori, la produzione industriale sarebbe scesa del 15% a marzo e di circa il 6% nella media del primo trimestre".

Secondo Bankitalia le ripercussoni della pandemia sull'economia non saranno di breve periodo ed è impossibile fare calcoli precisi su quale sarà l'effetto sulla nostra ecopnomia

"L'incertezza sulla durata della pandemia di coronavirus "rende estremamente difficile la quantificazione delle sue conseguenze economiche, ma tutti gli scenari indicano ripercussioni molto forti, che si estenderanno oltre il breve periodo. Questa incertezza - ha aggiunto Gaiotti - può pesare in maniera prolungata sugli investimenti e sui consumi. I tempi del recupero dipenderanno in primo luogo dall'evoluzione del contagio, ma un ruolo essenziale avrà l'efficacia delle politiche di sostegno", ha spiegato.

Bankitalia ha valutato positivamente la reazione del governo sull'emergenza attuale: "E' condivisibile la valutazione espressa nel Def, secondo cui l'economia avrà bisogno di un adeguato periodo di sostegno e rilancio, durante il quale politiche di bilancio restrittive sarebbero controproducenti. Allo stesso tempo, come sottolinea il Documento, non va trascurata l'elaborazione di una strategia di lungo periodo dalla quale dipende anche la riduzione del rapporto tra debito pubblico e Pil".

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