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Coronavirus, Boris Johnson migliora ma resta in terapia intensiva

Segnali preoccupanti per economia e anche per libertà parola

Londra, 9 apr. (askanews) - Il primo ministro britannico Boris Johnson sta migliorando, ma resta in terapia intensiva dove combatte contro il Covid 19, mentre il suo governo mette a punto il più rigoroso lockdown dalla fine della II Guerra mondiale e la Banca d'Inghilterra decide di finanziare temporaneamente l'indebitamento del governo.

Già perchè mentre Johnson, 55 anni, è stato ricoverato all'ospedale di St. Thomas domenica sera con febbre alta e tosse persistenti, la quinta più grande economia del mondo sta affrontando potenzialmente il peggior colpo economico dopo la seconda guerra mondiale tra spese storiche e tagli fiscali.

Che sia un momento davvero particolare lo dimostrano anche le indiscrezioni pubblicate oggi da The Guardian. Gli operatori sanitari sono stati messi a tacere e minacciati di azioni disciplinari per aver parlato del loro lavoro durante l'epidemia di coronavirus. Per la testata britannica si tratta di un vero "bavaglio" che si riscontra non solo in Gran Bretagna ma anche negli Usa.

Il Regno Unito sta entrando in quella che gli scienziati dicono sia la fase più mortale dell'epidemia, con decessi che dovrebbero continuare a salire durante il fine settimana di Pasqua. E se le condizioni di Johnson stanno migliorando, non è chiaro per quanto tempo sarà inabile al lavoro, con alcuni commentatori politici che parlano di vuoto di potere in sua assenza.

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