Domenica, 25 Luglio 2021

Coronavirus, Papa recita l'Angelus in streaming. Poi l'affaccio

Una prima storica, atmosfera surreale a San Pietro

Roma, 9 mar. (Askanews) - La finestra del Palazzo Apostolico in piazza San Pietro è chiusa. Non accadeva dal 1981, quando - dopo l'attentato - Giovanni Paolo II recitò l'Angelus trasmesso via radio dal Gemelli.

Domenica 8 marzo è accaduto di nuovo: Papa Francesco ha recitato la preghiera mariana via streaming, dalla Biblioteca della terza loggia. Una decisione storica, ai tempi del coronavirus.

In piazza San Pietro un'atmosfera davvero surreale: pochi fedeli radunati intorno al colonnato del Bernini, davanti al maxischermo predisposto per trasmettere il messaggio del Pontefice. Nessun controllo all'ingresso della piazza, così come nessun controllo nella distanza di sicurezza da tenere tra turisti e fedeli.

"E' un po strana questa preghiera dell'Angelus, con il Papa ingabbiato nella biblioteca, ma io vi vedo, vi sono vicino", ha detto Francesco. "Ma questo modo di oggi di pregare l'Angelus lo facciamo per compiere le disposizioni preventive, così evitare piccoli affollamenti di gente che può favorire la trasmissione del virus".

Poi il fuori programma di Bergoglio che, dopo la recita della preghiera, si è affacciato per la benedizione ai fedeli.

A sorprendere, invece, è stata la lunga coda che si è formata intorno alla piazza per accedere alla Basilica Vaticana. I turisti non sono stati scoraggiati dalle misure di sicurezza predisposte per contrastare la diffusione del contagio da nuovo coronavirus. E si sono messi in fila.

Ma in molti, senza paura, si sono recati a San Pietro. Come questa fedele:

"Se noi dovessimo vivere di paura, non vivremmo più. Non usciremmo di casa. Ci vogliono isolati, e questo non è giusto. Per questo sono qua, non mi piace rispettare regole che sono contro la vita".

Come cambia la fede ai tempi del coronavirus? A San Pietro anche il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio: "Questa è la dimostrazione che i mezzi della nostra modernità possono combinare guai, ma anche aiutarci a vivere fasi complicate, avvicinarci. Credo che sia necessario dare l'esempio, non tanto verso se stessi, ma anche verso gli altri".

Presente anche la Comunità Sant'Egidio. Il portavoce, Roberto Zuccolini:

"La fede è la stessa, sono i tempi che cambiano, viviamo un tempo di incertezza e di paura abbiamo capito che la globalizzazione ci rende uguale. Pensavamo che il pericolo arrivasse dalla Cina, ora è l'Italia il pericolo per tanti altri paesi e questo ci fa ricordare la nostra fragilità, la nostra debolezza, ma ci fa ricordare anche la necessità di essere solidali e uniti e di pensare alle persone più fragili e più deboli, come gli anziani, i senza fissa dimora".

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