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Sabato, 25 Maggio 2024

Dal codice a barre a Qr code e IA: così cambierà il largo consumo

Le nuove tecnologie delineano un nuovo ruolo per gli standard GS1

Milano, 16 ott. (askanews) - In un futuro, che per ora appare remoto, saremo raggiunti da pubblicità personalizzate,

converseremo con un pacco di pasta e i tempi per realizzare una campagna di comunicazione si ridurranno insieme ai costi. Tutto

questo grazie ai possibili impieghi dell'intelligenza artificiale generativa. C'è, però, un futuro più prossimo, nel quale è già tracciato un radicale cambiamento nei rapporti tra imprese e consumatori all'interno del mondo del largo consumo. In questo cambio di paradigma il codice a barre GS1, a 50 anni dal suo debutto, sarà un acceleratore attraverso la sua evoluzione digitale.

"Il digital link, il cosiddetto codice a due dimensioni, abilita veramente un completo cambiamento nelle relazioni tra industria,

distribuzione e consumatori - ci ha detto il presidente di GS1 Italy, Alessandro d'Este - in occasione dell'evento Transforming tomorrow. La nuova sfida del largo consumo a Milano è una strategia win-win-win, per l'industria che fornisce un prodotto sempre migliore, per la distribuzione che gestisce meglio i suoi flussi logistici e un grandissimo win per il consumatore che vede assicurarsi sicurezza, freschezza e qualità del prodotto".

GS1, a livello globale, ha l'obiettivo, entro la fine del 2027, di far sì che gli scanner dei punti vendita retail di tutto il mondo siano in grado di leggere e di elaborare anche i nuovi codici 2D, oltre ai codici a barre lineari. Questo a tutto vantaggio dei produttori, che potranno mettere a disposizione della filiera informazioni e dati che vorranno, ma anche dei distributori:

"Le opportunità che il digital link introduce è quella di rendere ancora più ricco e completo il percorso di digitalizzazione che in questi ultimi anni sta interessando anche i negozi - ci ha detto Maniele Tasca, vicepresidente di GS1 Italy - il digital link consentirà di interagire coi clienti in modo più completo. E' qualcosa che può rendere la user experience nei punti vendita ancora più interessante e va anche nella direzione di offrire informazioni sempre più ricercate, sulla sostenibilità, la gestione dei prodotti e sulla sicurezza".

Il codice 2D integra lo spazio fisico di etichettatura sulle confezioni con quello infinito offerto dal digitale, superando tutti i limiti imposti dalle etichette attraverso un solo simbolo, come il QR code. In questo modo il consumatore ha a portata di smartphone un ampio patrimonio di informazioni: "Le potenzialità che si intravedono sono importanti e puntuali rispetto a un punto di debolezza che è la relazione tra chi vende e chi acquista - ci ha detto Maura Latini, vicepresidente GS1 Italy - dove le persone sono sempre più interessate ad avere informazioni e le vogliono sempre, costantemente, facili da reperire e veritiere. L'etichetta non basta più, quindi trovare un modo di espandere l'etichetta come questi codici mostrano di poter fare è il primo passo per mettere a disposizione dei consumatori tutte le informazioni che servono".

Se la data cardine a livello globale è il 2027, il presidente di GS1 Italy è convinto che anche il largo consumo italiano arriverà preparato. "Credo - ci ha detto d'Este - che la filiera sia assolutamente pronta. Sappiamo che grosso modo i nuovi lettori sono presenti nell'80% e più dei punti vendita. Il 2027, che è una scadenza mondiale, vedrà l'Italia in linea. È certo che ci sono investimenti da fare ma le tecnologie vanno avanti e queste abilitano enormemente il cambiamento delle relazioni con i consumatori. Ne avremo tutti dei benefici".

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