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Mozione di sfiducia Lega ad Azzolina. All'attacco anche sindacati

Il 26 la manifestazione a Roma. M5S difende la ministra

 

Roma, 16 set. (askanews) - Continuano le polemiche sulla scuola. La Lega, come annunciato dal leader Matteo Salvini, ha presentato in Senato una mozione di sfiducia individuale per la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina chiedendone le dimissioni. Nel testo si fa riferimento a "un clima di esasperante incertezza sugli aspetti principali inerenti la riapertura", dagli orari di ingresso e uscita, scaglionati o meno, alla rilevazione della temperatura, a danno di famiglie e operatori. Mozione definita solo propaganda dal M5S.

Anche i sindacati, però, sono sul piede di guerra. E a due giorni dalla ripartenza definiscono la situazione "molto critica", anzi "gravissima", con "numeri impietosi" sul personale, "ritardi nell'organizzazione" e "nessuna trasparenza" da parte del Ministero: "Il governo deve usare il Recovery Fund per investire sulla scuola" sottolineano, pensando già alla prima manifestazione dell'anno, il 26 settembre a Roma. Sul reclutamento dei docenti, spiegano i sindacati, ad oggi sono state effettuate 22.500 immissioni in ruolo su un contingente di 85mila e per il sostegno, su oltre 21.000 posti sono stati assunti meno di 2.000 docenti. Stesso discorso per il personale Ata. "Numeri impietosi, siamo a un record storico di precari: ne abbiamo conteggiati oltre 210-220.000," denuncia la Uil.

Intanto, a livello organizzativo, tra le proteste di scuole e presidi sulla carenza di mascherine che dovrebbero essere fornite dal governo, arriva una proposta: giovani, studenti ed esperti di tecnologia dell'associazione Visionari hanno scritto alla ministra Azzolina proponendo un progetto per creare visiere protettive utilizzando la stampa 3D, con plastica derivata dall'amido di mais, come quelle già donate a operatori sanitari e ospedali. Si potrebbero coinvolgere, dicono, bambini, studenti e famiglie nella creazione di queste visiere, con il loro supporto tecnico e pratico, da destinare a quelle scuole dove si registrano carenze nelle forniture di mascherine: trasformando un obbligo in una esperienza didattica.

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