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Lunedì, 8 Agosto 2022

Riaprono le messe ai fedeli, gel all'ingresso e ostia sulla mano

Dopo 69 giorni riapre anche San Pietro, il Papa la prima messa

Arezzo, 18 mag. (askanews) - Igienizzanti agli ingressi, fedeli sulle panche "a scacchiera", comunione sulle mani, obbligo di mascherina, niente scambio della pace e divieto di accesso per chi ha febbre superiore ai 37,5 gradi. Dopo 69 giorni di lockdown riaprono le chiese al popolo in tutta Italia.

E riapre anche San Pietro. Papa Francesco ha celebrato alle 7 in punto l'ultima messa in mondovisione, davanti alla tomba di Giovanni Paolo II nel centenario della nascita del Papa polacco.

E in tutta Italia i parroci si sono rimboccati le maniche e dotati di igienizzanti, mascherine e guanti, per riprendere la tanto attesa messa con i fedeli. Molte le associazioni di volontariato che si sono messe a disposizione per controllare l'ingresso dei fedeli.

Qui siamo nel Duomo di Arezzo, dove si è svolta la prima messa della diocesi guidata dal vescovo, monsignor Riccardo Fontana. A controllare il distanziamento sociale, a fornire igienizzanti all'ingresso, i volontari del Cisom, dell'Ordine di Malta. Come spiega questa volontaria:

"Ci è stato detto di dare l'igienizzante a ogni persona che entra, oppure proporre i guanti. Segnaliamo le persone entrano, con un massimo di 200 persone e indichiamo i fedeli dove sedersi, sulle panche, con un contrassegno".

Una fedele: "E' tanto che non ci ritornavo, preferivo tornare".

Niente scambio della pace nè acqua benedetta nell'acquasantiera. Il momento più delicato, la comunione. Fedeli rigorosamente a distanza, mascherina, e ostia benedetta sulla mano, lasciata cadere dal celebrante, senza alcun contatto con il palmo della mano.

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