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Riguardare oggi gli Impressionisti: tra intimità e natura

A Bologna una mostra con il Musée Marmottan Monet

 

Bologna, 31 ago. (askanews) - Un corpus di opere impressioniste che in buona parte non erano mai state esposte lontano da Parigi. Palazzo Albergati a Bologna, per segnare anche la ripartenza dell'attività espositiva dopo l'emergenza Covid, presenta la mostra "Monet e gli Impressionisti": una selezione di 57 opere del Musée Marmottan Monet della capitale francese che riporta l'attenzione su un movimento artistico cruciale per la modernità, con un taglio molto preciso e, per quanto alcuni dipinti siano icone globali, anche con una sensazione di intimità.

A curare l'esposizione il direttore del Marmottan, Marianne Mathieu. "Quello che potete scoprire nella mostra bolognese - ha detto da Parigi ad askanews - sono le collezioni private degli artisti, i quadri che decoravano gli interni a casa di Monet, o di Berthe Morisot e quindi è come se attraversassimo non solo un museo, ma gli spazi dove vivevano gli stessi impressionisti".

Tra le ninfee, le stazioni ferroviarie e il giardino di Giverny, la mostra attraversa il percorso di Monet in modo delicato, senza eccessi. E approda anche, in diverse versioni del celebre ponte giapponese a una pittura che contiene già molte delle suggestioni delle avanguardie del Secondo Novecento. Ma accanto a lui le collezioni del Musée Marmottan ospitano altri protagonisti dell'Impressionismo, come per esempio la già citata Morisot.

"Il lavoro di Berthe Morisot - ha aggiunto Mathieu - è assolutamente essenziale, perché ha partecipato alla fondazione del gruppo degli Impressionisti nel 1874 ed è stata la prima donna del movimento. E una figura molto importante per il nostro museo: abbiamo infatti ereditato le opere sia dalla famiglia di Monet sia da quella di Morisot e siamo l'unico museo al mondo a possedere più di 50 opere dell'artista".

A conferire respiro alla mostra, quel respiro che a volte manca nelle collettive blockbuster dedicate al gruppo francese, schiacciato dalla sua stessa popolarità globale, sono poi gli altri artisti rappresentati, con grande finezza filologica: da Renoir a Sisley, da Manet a Pissarro. E dunque a un certo punto viene naturale chiedere a Marianne Mathieu che cosa dicono di nuovo alla contemporaneità questi dipinti.

"Oggi gli impressionisti - ci ha risposto la curatrice - rappresentano, soprattutto nel periodo di crisi che stiamo vivendo, un rapporto autentico con la natura, la volontà di fare della natura il centro delle nostre preoccupazioni e oggi che dobbiamo affrontare il tema del clima e dell'ecologia possiamo, attraverso le opere degli impressionisti, sottolineare l'importanza di questo messaggio".

La mostra di Palazzo Albergati, prodotta da Arthemisia e con catalogo Skira, resta aperta al pubblico fino al 14 febbraio 2021.

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