Asso di denari

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Le italiane vogliono lavorare in proprio, ma per farlo contano sullo Stato

Una ricerca METRO Cash & Carry rileva che sono ancora poche le donne che hanno fiducia di poter inaugurare la propria attività, benché il desiderio di lavorare in proprio sia diffuso.

Una donna su 2 vorrebbe mettersi in proprio, secondo quanto emerge da un’indagine che ha coinvolto oltre 10mila persone in 10 Paesi (Cina, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Russia e Turchia).

Il 56% delle italiane vuole mettersi in proprio, ma solo il 7% confida di riuscirci. La crisi economica in cui versa il Paese dal 2008 appare come il primo deterrente (60%) seguito dalla mancanza di supporti finanziari (51%) e dalla percezione di un numero eccessivo di tasse (48%). A livello internazionale sono il 56% delle donne imprenditrici e il 48% degli uomini del campione e più della metà delle donne che conducono in prima persona la propria attività sostiene che una donna sia più facilmente vittima di pregiudizi. In Italia a vedere questa differenza penalizzante sono il 62% delle donne imprenditrici e il 50% degli uomini. Per il 42% delle intervistate lavorare a qualcosa di coinvolgente è il principale motivo per cui aprirebbero la propria attività.

Programmi specifici del governo italiano sono richiesti dal 92% delle persone intervistate per l’indagine. La media internazionale su questo punto si attesta invece all’80%. «Dai dati della ricerca emergono ancora forti pregiudizi verso il lavoro autonomo delle donne" - commenta Manuela Mallia, Responsabile Horeca Branding & Innovation METRO Italia - un approccio nuovo potrebbe essere inaugurato facendo leva sulle motivazioni che spingono le donne a desiderare di mettersi in proprio. In Italia il motore principale è la passione. Lavorare sulla passione e incentivarla ci sembra un buon inizio per scardinare la situazione in favore delle donne».

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" Un po' come la legge di gravità e le leggi della fisica in generale, l'economia ci appare spesso come un limite, una gabbia, tanto che qualcuno l'ha anche definita ""la scienza triste"". Ma per l'economia, come per la fisica, il manto di grigiore che l'avvolge davanti agli occhi dell'ordinary man, l'uomo qualunque, può essere squarciato e regalare l'immensa sorpresa di un universo tutto da scoprire, dove non esistono solo vincoli ma anche opportunità. Così come, pur senza essere un angelo e senza avere ali, scoprendo le leggi della fisica l'uomo ha sfruttato l'opportunità di riuscire a volare, così - ed è quello che ci prefiggiamo con questo blog - affrontando l'economia senza timori, ciascuno può provare a divenire un asso. Non un asso dell'aviazione ma un asso di denari "

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