Lunedì, 1 Marzo 2021
Asso di denari

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A cura di Carlo Sala

La carriera aziendale resta prerogativa maschile, soprattutto al Sud

La carriera in Italia resta ancora prerogativa maschile, secondo i risultati della decima edizione dell’Osservatorio PMI presentati da Global Strategy, società di consulenza strategica e finanziaria

Le donne sono 456 su 2.369 tra membri di cda e amministratori delle 724 aziende di eccellenza in Italia, contro 1.913 uomini (rispetto al totale delle 724 aziende, il 25% ha un amministratore unico, il 75% un consiglio di amministrazione). La presenza femminile in questi ruoli apicali è dunque pari al 19%.

Il 57% degli organi amministrativi delle 724 aziende esaminate è maschile al 100%, mentre nel restante 43% la componente femminile è spesso  “obbligata” per via delle “quote rosa”. Con il crescere del numero di consiglieri aumentano le aziende con donne nel cda ma non la percentuale di donne sul totale degli amministratori.

Le amministratrici sono lievemente più giovani degli amministratori, in media: 54,7 anni contro 56,4.

La presenza femminile in ruoli apicali al Nord supera la media nazionale, con una quota perfettamente paritaria rispetto agli uomini (50%) che è di 7 punti percentuali più alta della media nazionale complessiva (la maggior percentuale del Nord è compensata, nella media nazionale, dalla minor percentuale di Sud e Isole, dove si ferma al 18%).

Le donne in ruoli direttivi si trovano più facilmente in aziende di servizi (46% del totale delle aziende esaminate) e del manifatturiero (45%), seguite a una certa distanza da quelle attive nel commercio (37%). Meccanica e Alimentari e Bevande, nel dettaglio, sono i settori che più si distinguono per presenza femminile al vertice.

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