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Domenica, 22 Maggio 2022
Città conquistatrice

Opinioni

Città conquistatrice

A cura di Fabrizio Bottini

La Barcaccia di Bernini e la Bellezza delle periferie

Fra le tantissime reazioni e commenti alle devastazioni nel centro storico di Roma da parte degli ultras alticci del Feyenoord, ho trovato di particolare interesse quella della deputata Serena Pellegrino, per la capacità di leggere insieme sia la questione immediata e contingente dei danni a un monumento di inestimabile valore, sia aspetti sociali che (cosa ovvia, ma che nella comprensibile concitazione un po' sembra passata in secondo piano) di notevole interesse. L'on. Pellegrino scriveva sul suo profilo Facebook:

I tifosi olandesi: li ho incontrati ieri sera in Campo dei Fiori mentre tornavo a casa. Da lontano ho sentito delle grida. Erano sotto la statua di Giordano Bruno accerchiati dalle forze dell'ordine spiegate. come dentro un ring. Un esercito. Già pronto per l'uso! Cresciuto, voluto e pasciuto dalle grandi società calcistiche. Un nugolo di ragazzi che tutto sapevano tranne che stavano occupando un luogo che fu il teatro di un sacrificio storico. Le due immagini si sono sovrapposte, è scaturito un unico pensiero: la profonda dicotomia e dualismo dell'essere umano, non conosce confini. Le sue manifestazioni ci accompagneranno nei secoli, per generazioni e generazioni. E se invece ci dessimo una chance? Educhiamoci alla Bellezza: il Patrimonio dei nostri Padri è patrimonio dell'umanità

Forse per cogliere meglio i senso di queste pochissime battute, va ricordato che la stessa deputata Pellegrino sostiene da tempo l'opportunità di introdurre direttamente il concetto di Bellezza nella nostra Costituzione, intesa naturalmente non solo come monumento-monito, ma come radice di identità nazionale, locale, biglietto da visita per nulla mercificato del paese nel mondo che coinvolge al meglio società e interessi, agli antipodi rispetto all'antico bene culturale come giacimento petrolifero, che ogni tanto rispunta da qualche ministero o sottosegretariato. Un'idea di bellezza al tempo stesso molto ideale e tangibile, che probabilmente ci avrebbe fatto cogliere al volo non solo quel che davvero non andava in quell'accasarsi ubriaco e invasivo degli ultras Feyenoord, ma anche l'idiozia di tanti commenti uguali e opposti, in cima a tutti quelli ispirati alla faziosità calcistica, localista, nazionalista destrorsa.

Se la Bellezza nell'accezione proposta dall'on. Pellegrino avesse modo di dispiegarsi, le prime “vittime” sarebbero proprio gli identitari coatti del territorio ritagliato a quadratini segregati, ovvero il mondo del “noi” contrapposto all'universo nebuloso del “loro”. Quella segregazione che vale per i tifosi in casa o in trasferta, all'attacco o difesa dei rispettivi sacri feticci fortificati, ma vale anche per i quartieri di periferia ingenuamente progettati dagli architetti razionalisti come autosufficienti, ma senza riflettere sul genere di autosufficienza che quelle microsocietà locali avrebbero escogitato: i territori delle bande giovanili, del rancore verso i forestieri, della criminalità organizzata nei casi peggiori. Perché ovviamente Bellezza (lo capivano persino i Papi Re) è qualcosa per cui vale la pena di incaricare il miglior architetto sulla piazza, perché ne sparga un pochino anche fuori dal muro di cinta della reggia. Ci pensino, quelli che magari in buona fede adesso se la stanno ancora prendendo con “gli olandesi”, popolo che chissà perché in generale non dovrebbe capire i monumenti, mentre i veri romani ce l'hanno nel sangue, l'estetica. Non cadiamo in queste trappole della guerra tra i poveri, mentre la Bellezza se la godono i soliti dell'1% dentro il loro giardino di privilegi.

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