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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Donna

La moglie è ‘malata’ di shopping: niente assegno di mantenimento

La Cassazione ha introdotto l’acquisto compulsivo come motivo di crisi del matrimonio e ha negato ad una donna di Pisa i duemila euro mensili elargiti dal marito

Era riuscita ad ottenere un assegno di mantenimento di duemila euro mensili dal suo ex marito, ma, a causa della sua tendenza compulsiva all’acquisto sfrenato, una donna di 58 anni di Pisa si è vista sottrarre il beneficio economico dalla sentenza della Corte di Cassazione che ha introdotto la "patologia dell'uso incontrollato di denaro per effettuare ossessivamente acquisto di beni mobili" tra i comportamenti che mettono in crisi il matrimonio.

Già in appello, alla donna era stata attribuita la responsabilità del naufragio matrimoniale per via del suo vizio fuori controllo, ma la Cassazione aveva escluso l’imputabilità sulla base della consulenza tecnica che aveva evidenziato un disturbo della personalità che la spingeva a spendere.

Tuttavia, il fatto che fosse "lucida e orientata nei parametri spazio temporali nei confronti delle persone e delle cose" ha portato i Supremi Giudici ad escludere l’incapacità di intendere e volere e presentandosi al colloquio con gli specialisti "curata nell'aspetto e nell'abbigliamento, adeguata nel comportamento, con la memoria perfettamente integra" ha fugato ogni dubbio sulla sua "piena imputabilità". 

La donna ora dovrà pagare tutte le spese della causa di separazione, considerato anche che non esitava a sottrarre soldi a parenti e conoscenti per comperarsi vestiti, borsette e gioielli dai costi sempre più elevati.

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