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Sabato, 22 Gennaio 2022
Cosa succede

Che fine farà il bonus Renzi in busta paga

Con la riforma fiscale, il credito Irpef fino a 100 euro introdotto dall'ex presidente del Consiglio non sarà cancellato ma riassorbito dalle detrazioni fiscali. Cosa c'è da sapere

Non sarà tecnicamente cancellato, ma "riassorbito" dalle detrazioni con la riforma dell'Irpef. Il "bonus Renzi" fino a 100 euro, introdotto dall'ex presidente del Consiglio e poi ritoccato durante il governo Conte 2 fino ad essere esteso a tutti i redditi inferiori ai 40mila euro, sarà messo da parte soltanto formalmente, perché continuerà ad essere erogato nel 2022, appunto, sotto forma di detrazione fiscale.

Bonus Renzi in busta paga: cosa succede con la riforma dell'Irpef

Luigi Marattin, deputato di Italia Viva e presidente della commissione Finanze della Camera, ha detto che oltre a semplificare il sistema, trasformare il bonus in detrazione eviterebbe di creare "salti di aliquota marginale effettiva". Inoltre, ha spiegato il deputato, "un bonus può sempre essere cancellato con un tratto di penna. Con una detrazione strutturale unica, essendo 'incastrata' nel sistema fiscale, è un po' più difficile". Con la riforma, dunque, si completerebbe "il passaggio formale da erogazione diretta a detrazione fiscale".

In sostanza, la sostituzione del bonus Irpef implicherebbe un risparmio per le casse erariali di circa 16 miliardi di euro. Verosimilmente queste risorse andranno ad aumentare le detrazioni da lavoro dipendente, ma la quadra non è stata ancora trovata. Il credito Irpef verrà dunque erogato sotto forma di detrazione (in parte o per intero), ma con le informazioni che abbiamo oggi è difficile fare stime su quale sarà l'impatto effettivo della riforma fiscale per chi percepisce il bonus.

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Stando a quanto trapelato finora, l'intenzione del governo è che la riforma delle detrazioni vada a vantaggio delle fasce di reddito medio-basse, ma ad oggi non ci sono informazioni più dettagliate. Si può presumere, se non altro sulla base del buonsenso nonché da qualche dichiarazione di alcuni esponenti della maggioranza, che la riforma fiscale nel suo complesso porti qualche vantaggio anche a coloro che già beneficiano del bonus. E che dunque nessuno vedrà l'importo del proprio reddito scendere da un giorno all'altro l'anno prossimo.

"L'intervento complessivo - ha specificato Vita Martinciglio, capogruppo M5s della commissione Finanze - toccherà anche la no tax area, che verrà estesa, e le detrazioni per tipologia di reddito, riducendo a cascata le aliquote marginali effettive. Ebbene, ad avvantaggiarsene saranno anche i redditi più bassi. Più in generale, nessuna fascia di reddito verrà penalizzata e tutte godranno in qualche misura di benefici". Staremo a vedere.

Il cantiere sul riordino delle detrazioni rimane aperto. Quanto alla rimodulazione delle aliquote Irpef, a trarne vantaggio sarebbero soprattutto i redditi tra 35mila e 50mila euro. Un altro aspetto da definire è proprio quello dell'eventuale innalzamento della no tax area, ovvero della soglia di reddito per la quale non sono dovute tasse. Il limite oggi è fissato a 8.145 euro annui per i dipendenti e 8.130 per i pensionati. Al momento è difficile avere stime attendibili degli eventuali benefici per i redditi bassi.

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