Martedì, 28 Settembre 2021
Economia

Tutte le "mance" della manovra 2020: chi passa all'incasso

Un tempo le chiamavano "leggi mancia", interventi mirati che diventano realtà grazie alla sollecitazione di singoli parlamentari: ce ne sono una valanga anche nella manovra 2020. Un milione per combattere il randagismo, due milioni per il porto di Barletta e tanti altri esempi

Le chiamavano un tempo "leggi mancia", ovvero quella tipologia di intervento legislativo che diventa realtà grazie alla sollecitazione di singoli parlamentari, e che finanzia svariati interventi particolari e limitati, da realizzare sul territorio, venendo incontro in particolar modo alle richieste delle realtà amministrative locali più piccole. Ogni anno centinaia di milioni di euro finiscono per finanziare gli interventi più disparati: 50mila euro qua, 100 mila là, un milione e passa in altri casi. A segnalare i progetti da promuovere sono sempre i parlamentari, che in tal modo spesso tentano di risolvere problematiche sentite soprattutto (ma non solo) a livello locale. Nulla di cui scandalizzarsi né tantomeno di irregolare o fumoso (è tutto nero su bianco) ed è politica.

Cambiano i tempi, ma anche nella legge di Bilancio del 2020, che a breve dovrà approvare il parlamento, ci sono parecchi microstanziamenti, che ricalcano in toto le leggi mancia di un tempo. Qualche esempio: c'è il milione di euro per combattere il fenomeno del randagismo, c'è mezzo milione di euro per il funzionamento della commissione che dovrà individuare i sussidi dannosi per l'ambiente da tagliare. 

Manovra 2020, le "mance" e i microstanziamenti

Si va dall'estermo nord all'estremo sud: cinque milioni per la tutela dell’ambiente alpino in Valle d’Aosta, ma anche trenta milioni destinati, come già avvenuto più volte in passato, per gli Lsu della Calabria (Lavori Socialmente Utili). E poi ancora fondi per i minori non accompagnati, due milioni di euro per la gestione e il rilancio dei piccoli musei, un milione per la tutela della Badia di Santa Maria di Pattano nel Vallo della Lucania. Un milione l’anno per la salvaguardia ambientale del colle di Todi alla rupe di Orvieto.

Importanti i soldi stanziati per alcune infrastrutture del Mezzogiorno: due milioni per la messa in sicurezza del porto di Barletta e due all'anno anche per la sistemazione dell’area imprenditoriale nella piana di Gioia Tauro.

Microstanziamenti, (anche) così si risponde alle esigenze del territorio

Chiesti seicentomila euro l’anno per tre anni all’Ente delle Ville Vesuviana,altri 300mila euro vengono destinati al recupero della storica Villa Alari Visconti di Saliceto in Cernusco sul Naviglio, altri ancora per bonificare dall'amianto le nostre navi militari. C'è di tutto. Tra i microstanziamenti anche un milione di euro per finanziare al Sud "uno spazio dedicato alle infrastrutture di ricerca del settore delle scienze religiose riconosciute ad alto potenziale strategico dalla European strategy forum on research infrastructures". Un emendamento proposto da Leu inserisce 400mila euro in 2 anni per ricordare i cent'anni dalla fondazione del Partito comunista (Lega e Fratelli d'Italia hanno colto la palla al balzo per attaccare frontalmente il governo su questo punto). Circa 4 milioni per lo sconto sulla determinazione del reddito delle partite Iva che commercializzano prodotti della floricoltura.

Tra gli emendamenti, ci sono anche le richieste di un contributo di mezzo milione l’anno per la scuola di scienze Sissa di Trieste, 200mila euro per tre anni per il fondo per il Consiglio nazionale dei giovani e per il Concorso di accesso alla carriera diplomatica. Non tutti questi microstanziamenti reggeranno forse fino al passo finale, fino all'approvazione definitiva della manovra. Ma al traguardo manca pochissimo.

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