Giovedì, 22 Aprile 2021

Reddito di cittadinanza: cosa può cambiare nel corso del 2021

"Una correzione sarà obbligata" assicura la ministra per il Sud, Mara Carfagna. Non c'è solo Forza Italia a esprimere dubbi sulla misura così com'è. Il reddito di cittadinanza certamente non va verso l'abolizione, fino a che il governo Draghi resterà in carica: tutte le ipotesi

Il tema non pare essere tra le priorità nel dibattito politico in questa prima fase di governo Draghi. Ma il reddito di cittadinanza va incontro, molto probabilmente, ad alcune modifiche e correzioni. "Oggi uno strumento di sostegno universale al reddito va mantenuto, è previsto in tutti i Paesi, tanto più in tempi di crisi pandemica"; ma il "reddito di cittadinanza ha limiti enormi perché, come ha ammesso anche Di Maio, mette assieme sostegno alla povertà e sostegno a politiche del lavoro, che sono cose diverse. Una correzione sarà obbligata". Così la ministra per il Sud, Mara Carfagna, in un'intervista su 'Il Corriere della Sera'. Non è l'unica a pensarla così.

Reddito di cittadinanza e governo Draghi: possibili novità

Il reddito di cittadinanza riguarda direttamente e indirettamente 3 milioni di italiani (1,25 milioni i nuclei familiari percettori di reddito o pensione di cittadinanza. L'importo medio è 528 euro. Se come sostegno anti-povertà ha sicuramente funzionato, invece in fase di ricerca di un impiego le cose non sono andare allo stesso modo. Il 61% dei nuclei percettori e il 65% delle persone hanno la residenza al Sud o nelle Isole maggiori. Lo sviluppo di lungo periodo non è possibile senza  l'etica" scriveva Mario Draghi dodici anni fa, nel 2009 . Ma anche lo scorso anno sul Financial Times, Mario Draghi aveva affrontato il tema del debito buono e del debito cattivo: "La questione fondamentale non è se, ma in che modo lo Stato possa fare buon uso del suo bilancio". Faceva cenno proprio al reddito di base, altra cosa rispetto al reddito di cittadinanza, ma simile come ragionamento di fondo. "La priorità - scriveva Draghi -  non deve essere solo fornire un reddito di base a chi perde il lavoro, ma si devono innanzitutto proteggere le persone dal rischio di perdere il lavoro". 

Il reddito di cittadinanza certamente non va verso l'abolizione, fino a che il governo Draghi resterà in carica. Il Movimento 5 stelle resta sempre il partito con la maggioranza relativa dentro a questo parlamento. Il reddito di cittadinanza resterà per il M5s la misura simbolo di questa legislatura iniziata nel 2018. Draghi ha una visione della società ispirata dalla dottrina sociale della Chiesa. La prima qualità "cattolica" è senz'altro il realismo, come nota in un articolo su Vita Alessandro Banfi. Al Meeting di Rimini, ospite d’onore lo scorso agosto, parlando proprio dell’emergenza Covid, disse: "Nelle attuali circostanze il pragmatismo è necessario. (…) Dobbiamo accettare l'inevitabilità del cambiamento con realismo e, almeno finché non sarà trovato un rimedio, dobbiamo adattare i nostri comportamenti e le nostre politiche. Ma non dobbiamo rinnegare i nostri principi". Quando Draghi era solo premier incaricato il suo collega Domenico Siniscalco si era detto certo che Draghi, che non ha mai dimenticato i fondamenti della sua istruzione gesuita, "non dimenticherà certo i temi dell’uguaglianza e dell’inclusione". "I sussidi servono a sopravvivere, a ripartire. Ai giovani bisogna però dare di più perché i sussidi finiranno e se non si è fatto niente resterà la mancanza di una qualificazione professionale che potrà sacrificare la loro libertà di scelta e il loro reddito futuri".

Reddito di cittadinanza: come può cambiare nel 2021

Non c'è solo Forza Italia a esprimere dubbi sul reddito di cittadinanza così com'è. Dario Nardella, esponente del Pd, ieri non lesinava critiche alla misura, analizzando i tentannamenti dem di queste settimane e i dubbi sul futuro di un partito divorato dalle correnti: "Sul lavoro, siamo pronti a dire che il reddito di cittadinanza, soprattutto dopo il Covid, non ha più senso per come è costruito? Su questo Zingaretti può rafforzare la sua leadership senza ascoltare chi alimenta la cultura del sospetto".

Il Movimento è consapevole della sfida che ha davanti. La nomina a sottosegretaria è "un nuovo capitolo in una storia di impegno" diceva qualche giorno fa la neo Sottosegretaria al Lavoro Rossella Accoto (M5s). "Inizia un'avventura entusiasmante e stimolante al ministero del lavoro. La strada che ho intrapreso e che mi ha portato a questo grande traguardo è fatta di impegno e passione ma, soprattutto, di tanto lavoro quotidiano per portare in Parlamento tutti i temi e le istanze dei cittadini. Sono consapevole - assicura - che le sfide davanti a noi sono tante e complicate: reddito di cittadinanza e completamento della riforma dei centri per l'impiego" in primis.

L'errore del reddito di cittadinanza è stato, in questi primi anni, secondo molti osservatori, attribuire tre diversi compiti ad un unico strumento. Tre obiettivi slegati, ovvero quello di combattere la povertà, trovare un lavoro alle persone ed integrare i redditi bassi. Alcune proposte di modifica circolate vanno nella direzione di coinvolgere in misura maggiore i comuni, perché hanno il polso della situazione e sanno chi sono le persone disagiate; Ma non solo. Si potrebbe decidere anche di tener più conto del nucleo familiare, ovvero della scala di equivalenza. È sbilanciata verso single e a sfavore delle famiglie. Trovare il modo di tenere conto della situazione complessiva del nucleo familiare non sembra una missione impossibile.

Altra ipotesi di modifica, suppirtata dal Pd ma non solo, è quella di collegare di più e meglio la misura all'occupazione, ad esempio eliminando gli attuali “disincentivi” al lavoro e affiancando ai centri per l'impiego pubblici le agenzie del lavoro, considerate molto più performanti.

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