Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Economia

Beffa per le famiglie, sfuma l'assegno da 240 euro per i figli

La misura che prevedeva per le famiglie con figli a carico un assegno mensile da 240 euro, slitta a data da destinarsi. Il viceministro all'Economia Misiani: "Non ci sarà nel 2020, ma per il governo è una priorità"

Brutte notizie per le famiglie con figli, che avevano sperato che diventasse realtà la proposta di un assegno unico mensile dall'importo di 240 euro per i figli, che sarebbe stato erogato dalla nascita fino al compimento dei 18 anni. Purtroppo, almeno per il 2020, l'assegno unico non ci sarà.  Il progetto, di arrivare a una misura organica che raccolga bonus e agevolazioni, sarà sviluppata nel medio periodo. Nella Nota di aggiornamento del Def è infatti scomparso il riferimento esplicito all'assegno unico, sostituito da  una formula più generica di 'unificazione' degli strumenti esistenti.

Sfuma il bonus da 240 euro: niente assegno unico per i figli

Sfuma quindi per le famiglie l'ipotesi di percepire l'assegno mensile da 240 euro per i figli, anche se rimane in piedi la possibilità di vedere questa misura inserita nella prossima legge di Bilancio. A confermarlo è stato il viceministro dell'Economia, Antonio Misiani, intervenuto nell'Aula di Palazzo Madama, dove il Senato ha approvato la risoluzione con 169 sì, 123 no e 4 astenuti.

 ''In Italia non abbiamo un assegno unico, il riordino e l'unificazione degli strumenti per la famiglia è un obiettivo di medio periodo che non riusciremo ad affrontare in questa legge bilancio".

"L'assegno unico è una grande riforma che guarda al futuro. Per il governo è una priorità. Arriverà con una legge delega che permetterà di avviare nel 2020 il riordino e l'unificazione degli strumenti esistenti a sostegno delle famiglie", ha poi scritto Misiani su Twitter, facendo capire come ci siano ancora speranze di vedere l'assegno unico nella manovra del prossimo anno. 

La risoluzione impegna il governo a varare misura mirate, ''nel corso del triennio di programmazione, al riordino e all'unificazione degli strumenti esistenti per la valorizzazione e il sostegno delle responsabilità familiari e genitoriali". L'esecutivo si dovrà concentrare anche su altri temi, tra cui: ''la promozione del welfare, sostegno e alla qualificazione del sistema sanitario universale, rafforzamento delle politiche abitative e all'implementazione di interventi in favore delle famiglie, con particolare riguardo all'azzeramento delle rette per gli asili nido per i redditi medi e bassi e un ampliamento dell’offerta a partire dal Mezzogiorno''.

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