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Giovedì, 2 Febbraio 2023
Economia

"Workers buyout", così i lavoratori diventano padroni del loro destino

Decine di imprese salvate negli ultimi cinque anni, per migliaia di posti di lavoro: le società in crisi si trasformano in cooperative, grazie agli investimenti dei dipendenti: "Economia che rinasce dal basso e contrasto efficace alla disoccupazione"

Decine di imprese salvate negli ultimi cinque anni, per migliaia di posti di lavoro. Questi i numeri dei “workers buyout” (Wbo), fenomeno relativamente nuovo, importato dagli Stati Uniti, che si è affermato negli ultimi anni in risposta all’emergenza occupazionale anche in Italia. Sono in prevalenza casi di società di capitali in crisi che si trasformano in cooperative, grazie agli investimenti dei dipendenti che si cimentano nel ruolo di imprenditori. Un esempio di grande sacrificio da parte dei lavoratori che devolvono l’anticipo dell’indennità di mobilità e i propri risparmi nella causa del salvataggio dell’azienda.

Via libera nelle commissioni Attività produttive e Lavoro della Camera alle risoluzioni presentate da Pd e M5S volte a favorire l'acquisizione del capitale sociale delle imprese da parte dei loro dipendenti. Nel testo si impegna il governo, tra l'altro, a prevedere misure fiscali che sostengano le neo-coperative.

"Economia che rinasce dal basso, contrasto efficace alla disoccupazione, lavoratori che diventano padroni del loro destino. Il M5S anticipa le tendenze e spinge il Parlamento a occuparsi del problemi concreti del Paese", afferma la firmataria della risoluzione dei Pentastellati, Tiziana Ciprini.

"Con il nostro testo - elenca la portavoce Cinquestelle - impegniamo il governo a incoraggiare le start-up di cooperative provenienti da Workers buyout attraverso forme di decontribuzione e agevolazioni tributarie. Chiediamo poi l'esenzione fiscale per le indennità di mobilità o le somme erogate per la Naspi che vengono reinvestite nelle Wbo. E puntiamo a forme di garanzia pubblica sui finanziamenti erogati dalle banche per incoraggiare l'accesso al credito o sul Tfr reinvestito dal lavoratore. Infine vogliamo un testo unico che semplifichi le norme in tema di costituzione e rapporti con il fisco per queste cooperative".

"È una delle risposte della cooperazione alla crisi, unisce chi rischia di perdere il lavoro, gli affida le sorti dell'impresa e dà vita a un progetto imprenditoriale rinnovato. Nella crisi sono centinaia i casi di imprese recuperate anche con il sostegno dell'Alleanza Cooperative e diverse migliaia i posti di lavoro salvati e ricreati" dice Maurizio Gardini, presidente dell'Alleanza Cooperative Italiane commentando la risoluzione approvata alla Camera dei Deputati in Commissione Lavoro.

"I workers buyout sono uno strumento importante perché permettono di salvare occupazione e reddito rendendo protagonisti i lavoratori. Rappresentano il segno tangibile di quello che la cooperazione permette di realizzare in risposta a situazioni di crisi. Crediamo sia uno strumento che vada rafforzato e per questa accogliamo con favore la risoluzione unificata sui Workers Buy Out proposta da Tiziana Ciprini in Commissione Lavoro. Una proposta analoga - conclude la nota - era stata presentata dall'Alleanza delle Cooperative al ministero dello Sviluppo Economico".

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