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Sabato, 20 Aprile 2024

Il commento

Andrea Maggiolo

Giornalista

Ti caccio e dico a tutti perché: è solo calcio

Quando una società di calcio licenzia il suo allenatore, siamo abituati a leggere comunicati molto paludati, di una banalità esasperante, un'artefatta eleganza che puzza di stantio, con ringraziamenti ed elogi per quanto fatto e immancabili auguri per i "migliori successi futuri". Al punto che, a volte, vien quasi da chiedersi: ma se è così bravo, perché non ve lo tenete?

La Salernitana caccia Pippo Inzaghi? "Nel ringraziarlo per la dedizione al lavoro dimostrata, la Società augura al tecnico le migliori fortune professionali per il prosieguo della sua carriera". Pochi mesi prima aveva fatto lo stesso con Paulo Sousa: "Nel ringraziarlo per il lavoro svolto, la Società augura al tecnico le migliori fortune per il prosieguo della sua carriera". Ormai hanno il testo pronto, basta fare copia e incolla. L'Empoli licenzia Aurelio Andreazzoli? "Al mister vanno i più sentiti e sinceri ringraziamenti per il lavoro svolto in questi mesi, e al contempo Empoli Football Club augura al tecnico e ai suoi collaboratori le migliori fortune per il futuro sportivo e professionale". 

Persino quando ci si lascia malamente, come successo tra la Roma e Mourinho, l'ex "Special One" che ormai colleziona esoneri a raffica, le parole sono al miele: "Ringraziamo José a nome di tutti noi all’AS Roma per la passione e per l'impegno profusi sin dal suo arrivo in giallorosso", scrivevano i Friedkin nella nota ufficiale. "Conserveremo per sempre grandi ricordi della sua gestione, ma riteniamo che, nel migliore interesse del Club, sia necessario un cambiamento immediato. Auguriamo a José e ai suoi collaboratori il meglio per il futuro".

Dove vogliamo arrivare? In Corea del Sud. Davvero. Jurgen Klinsmann, che era in carica soltanto da un anno, è stato licenziato dal suo incarico di allenatore della nazionale dopo la bruciante eliminazione in semifinale dalla Coppa d'Asia. Una delusione atroce per un Paese intero. Non sono bastate stelle come Son del Tottenham, e tra i giocatori ci sono stati pure episodi sgradevoli, con due "clan" che sono venuti alle mani. Il licenziamento dell'allenatore tedesco è stato confermato in una conferenza stampa, venerdì, dal presidente della federcalcio coreana Chung Mong-gyu.

"La federazione ha deciso di cambiare l'allenatore della nazionale dopo un'analisi approfondita", ha detto il numero uno del calcio coreano. "Klinsmann non è riuscito a mostrare la capacità manageriale e la leadership che ci si aspetta da un allenatore della nazionale in aree che vanno dalla tattica, alla gestione del personale, all’atteggiamento lavorativo e altre necessarie per portare competitività alla squadra. L'atteggiamento e la competitività di Klinsmann come capo allenatore non sono stati all'altezza delle aspettative della gente ed è stato concordato che questo non sarebbe migliorato in futuro, quindi abbiamo deciso di cambiare leadership prima delle partite di qualificazione alla Coppa del Mondo 2026".

Una ventata di onestà e di parole chiare, ma non certo offensive né gratuitamente polemiche, in un mondo, quello del calcio, nel quale il 99% dei dirigenti, degli allenatori e dei giocatori si trincera dietro a frasi fatte e di circostanza, soprattutto in Italia e soprattutto durante le conferenze stampa. Per fare poi filtrare, magari, i veri motivi della cacciata di un allenatore solo a posteriori, settimane o mesi dopo, tramite qualche giornalista amico.

Meglio la ricetta coreana: più sana. Alla fin fine è solo calcio, la cosa più importante tra le cose meno importanti.

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